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Vola l’economia americana

Vola l'economia americana e gli USA tornano la terra promessa per molte persone che sognano di lavorare all'estero

stati uniti

Numeri mai vista dal 2003
Erano undici anni che l’economia americana non faceva vedere risultati così positivi. Il PIL, nel terzo trimestre del 2014, è salito del 5%, una percentuale alta comunque e che acquista una valenza ancora più importante se si pensa che era dal 2003 che non si vedevano risultati di questa entità. Secondo molti analisti sono due, fondamentalmente, gli elementi che spiegano questa performance:
– consumi
– investimenti hi tech

Questi dati hanno, inevitabilmente, suscitato molte considerazioni anche da parte di alcuni economisti europei che consigliano di prendere ad esempio gli USA la cui crescita dimostrerebbe come con l’austerità non si ottenga nulla. La strada indicata dagli Stati Uniti sarebbe qui a dimostrare che solo con gli investimenti si cresce e si crea lavoro.

Anche le Borse festeggiano
Se un’economia come quella americana cresce non si può pensare che le Borse ne restino immuni. Economia e finanza, purtroppo o per fortuna dipende dai punti di vista, hanno ormai sinergie inestricabili; con conseguenze che possono essere, di volta in volta, auspicabili o meno. In questo caso appena la notizia con i dati dell’economia americana che vola sono stati divulgati, Wall Street ha chiuso a 18000 punti trascinando nell’euforia anche le borse europee. Anche l’euro scende rispetto al dollaro raggiungendo i minimi dal 2012.

Risultati oltre le attese
Quanto sta accadendo all’economia americana sembra andare molto al di la anche delle più rosee previsioni. Il terzo trimestre era sì previsto in rialzo ma “solo” del 3,9%. Il 5% è stato quindi un risultato inaspettato. Inaspettato non solo nella percentuale in sé ma anche nel fatto che esso rappresenta un tasso di crescita veloce. A fare da traino sarebbero i consumi la cui crescita starebbe a testimoniare un aumento di fiducia oltre che di disponibilità economica. Molto di ciò, cioè di un aumentata disponibilità nelle tasche degli americani, sarebbe da addebitarsi alla diminuzione del prezzo del petrolio. Secondo alcuni esperti il minore impatto del pieno di benzina sul bilancio familiare si aggira sui 100 dollari al mese.

Molto bene le imprese
E questo è un dato importante anche dal punto di vista del lavoro e dell’occupazione. Una crescita dovuta in gran parte all’aumento degli investimenti: quelli fissi sono saliti di quasi il 5% mentre sono aumentati di un incredibile 8,8% quelli che riguardano i prodotti di proprietà intellettuale. Investimenti in nuove attrezzature ( e questo è un dato importantissimo) sono saliti addirittura dell’11%.

Effetto a cascata
Il motivo per cui l’economia americana vola è visto, da molti analisti, in un circolo virtuoso positivo: le imprese crescono, quindi cresce il lavoro; con esso aumentano le disponibilità economiche e, con esse, i consumi. E via così. Una cosa tira l’altra. Quanto possa durare questa crescita è difficile dirlo. Alcuni esperti invitano alla prudenza consigliando di aspettare la chiusura dell’anno e di vedere come si muove l’economia globale. Infatti le economie di alcuni importanti partner commerciali degli USA stanno rallentando e la cosa non può non avere ripercussioni negli Stati Uniti.

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