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Vivere e lavorare in Norvegia

La Norvegia ha molti punti di forza che ne possono fare una meta interessante per chi volesse lavorare all'estero. Certo non è un paese facile ma sono più gli elementi positivi di quelli negativi

Petrolio vera ricchezza
Sebbene abbacinati dall straordinaria bellezza del paese, non bisogna dimenticare che la vera ricchezza della Norvegia è il petrolio; oro nero che ha davvero dato una svolta all’economia del paese da quando, nel 1969, fu scoperto e reso attivo il giacimento di Ekofisk. Forse non si associa la Norvegia al petrolio ma questo paese è l’ottavo esportatore mondiale di questa meteria che costituisce oltre il 30% delle entrate statali. Per molti professionisti dunque vivere e lavorare in Norvegia significa farlo nell’ambito di questa industria. Il vero punto di forza di questa industria è la modalità di gestione e di gestione dei proventi che ne derivano. Come evidenziato anche da un articolo de Linkiesta, il petrolio ha, di fatto, aiutato a sviluppare il settore pubblico in particolare nell’istruzione, nella sanità e nei servizi. E già da questo si può valutare l’impatto positivo dei ricavati economici del settore energetico. Oltre a questo è dagli anni ’90 che il giro di soldi generato dal petrolio è stato fatto confluire nel fondo Pensione Governativo Globale, tra i migliori al mondo in termni di quantità e gestione.

Petrolio come aiuto anche per altre aziende
Ma l’oro nero viene utilizzato anche come mezzo per sviluppare industrie vitali per l’economia norvegese come la pesca, l’industria marittima e, paradossalemnte proprio la green economy. La Norvegia dunque usa i proventi del petrolio per preparare e incentivare quelle forme energetiche alternative al petrolio stesso. Dunque una visione a lungo termine che sa sfruttare una sua ricchezza consapevole però della sua limitatezza nel tempo.

Norvegia sinonimo di civiltà
È sicuramente l’aspetto sociale quello a cui più si associa la Norvegia, con la sua ferma cura del sistema del welfare e del benessere individuale di suoi abitanti. Vivere e lavorare in Norvegia si traduce nel farlo nel paese che occupa il primo posto nell’Indice di Sviluppo Umano che la piazza in testa sia per la qualità della vita sia per la realizzazine pratica della democrazia. Democrazia che si traduce anche in una distribuzione del reddito più equa che in tutti gli altri paesi: è infatti la Norvegia il paese in cui più basso è il differenziale tra le retribuzioni dei dirigenti e quelle degli operai.

Però la vita è cara
Come accade in molti paesi del nord, anche in Norvegia il costo della vita è decisamente caro: naturale contraltare di retribuzioni nette molto più alte della media che si traducono in una dinamica dei prezzi tendente all’alto. Abitazione, nezina e luce sono le voci che impattano maggiormente sul badget di chi vive in Norvegia. Ma restano abbastanza cari i trasporti che, sul totale delle spese, influiscono per oltre il 15%, e cultura e svaghi per cui chi vive in Norvegia si trova a spendere, mediamente, circa 6500 euro l’anno. Non è un caso, infatti, che Oslo sia costantemente in testa alle classifiche delle città più care al mondo. Ma bisogna sempre valutare questi dati partendo, come dicevamo prima, da retribuzioni di base molto alte.

Lavorare in Norvegia
Nonostante la congiuntura mondiale sfavorevole che ha visto un leggero aumento del tasso di disoccupazione, la Svezia resta tra i paesi messi meglio da questo punto di vista. Ci sono, come è ovvio che sia, differenze all’interno delle diverse aree del paese: disoccupazione molto bassa nella parte occidentale del paese e un po’ più elevate nelle zone meridionali di Oslo, Ostfold e Finnmark dove comunque si parla di percentuali di poco superiori al 3%. Il mercato del lavoro in Norvegia sta facendo registrare una relativa contrazione di figure professionali poco qualificate, ma una contemporanea crescita di domanda di figure professionali come ingengeri, medici, professionisti dell’IT e operai specializzati.

Gli aspetti più difficili
Certo la Norvegia non è ilpaese dei campanelli, come non lo è nessun paese al mondo. Anche qui, nonostante l’ata qualità della vita non mancano aspetti più complicati. La lingua, per esempio. Se è vero che è altissima la percentuale di norvegesi che parlano inglese è altrettanto vero che sono molti i datori di lavoro che, pur disposti a dassumere personale straniero, richiedono comunque la conoscenza del norvegese. Nei centri più piccoli l’atteggiamento verso gli immigrati non europei non è sempre dei migliori e questo, tanto per restare nel clima lavoro, si traduce spesso con percentuali di disoccupazione più alta tra questi immigrati.

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(3) Commenti

  1. Volevo avere notizie in merito ad assunzioni in ambito pubblico o meglio ad eventuali trasferimenti nel pubblico essendo un dipendente pubblico laureato in Economia.

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