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Varsavia come Berlino

Può sembrare un paragone azzardato, ma Varsavia come Berlino racconta di una città che sembra essere diventata quasi cool. Grattacieli, centri commerciali, locali e tanti giovani. Emblema di una Polonia che, seppure con un lieve rallentamento, continua a crescere

Anche il Wall Street Journal se ne è accorto
Come riportato da un articolo di repubblica.it, qualche mese fa il celebre giornale economico americano si è azzardato a parlare di Varsavia e della Polonia definendola proprio “Cool Polonia”. Si sta parlando di un paese in cui, pur facendosi sentire gli effetti dell’eurozona, si respira ancora un’aria di crescita. La sua Borsa non solo è la prima dell’Est Europa ma sta trattando anche per arrivare a fondersi con quella viennese, e qui stanno arrivando sempre più imprenditori, investitori e giovani start upper. È proprio la presenza dei giovani a saltare subito agli occhi, in particolare quelli provenienti da paesi quali l’Italia e la Spagna, simboli di quella Europa meridionale invischiata da una crisi che sembra non finire.

Un piccolo rallentamento
Certo, come dicevamo all’inizio dell’articolo, anche qui si è fatta sentire un po’ la crisi; cosa del resto fisiologica dal momento che la Polonia resta pur sempre dipendente dai paesi dell’area euro. Però è innegabile che qui si avverta una vivacità che fa parlare di Varsavia come Berlino perché, per tanti aspetti, l’atmosfera è simile a quella della città tedesca dopo la caduta del muro. Ma vediamo alcuni dati, per capire meglio e senza ottimismi fuori luogo, qual è la situazione economica. La crescita non è certo più quella degli scorsi anni, per certi aspetti quasi incredibile. Comunque nel 2011 qui il PIL è cresciuto ancora del 4% e, seppure rallentato, nel 2013 si prevede un’ulteriore crescita anche se di un più modesto 1,5%. Un dato che farebbe però sorridere altri paesi europei

Su cosa si punta
Qui si vuole puntare soprattutto sulle infrastrutture, da sempre asse portante e indispensabile per un’economia che vuole mantenere tassi di competitività interessanti. Quindi si investe su lavori di modernizzazione di ferrovie e autostrade. Ma anche ingenti investimenti nei settori più avanzati e una crescente sinergia tra il settore della ricerca e quello industriale. E, soprattutto, una spinta all’export per bilanciare una domanda interna che, attualmente, sembra leggermente satura. La Polonia si trova in una situazione in cui dipendendo dall’eurozona ne ha giustamente paura. Ma per ora la tigre dell’est ha un debito pubblico del 55%, dato decisamente in controtendenza rispetto ad altri paesi e che indica, per ora, una discreta stabilità dei conti pubblici. Senza considerare che il paese produce, da solo, quasi il 40% dell’intero PIL dell’Europa centro-orientale.

I giovani arrivano sempre più
È questo come dicevamo uno degli aspetti più interessanti. E non solo Varsavia è al centro di questa “nuova immigrazione”. A Wroclaw, divenuta la location preferita di molte multinazionali, sarebbero già domiciliati circa 2300 giovani italiani che l’ lavorano. E, di solito, i giovani arrivano dove c’è lavoro e dove c’è una politica che lo attrae. Il governo polacco vuole, infatti, prolingare il particolare regime fiscale applicato a quelle che sono chiamate zone economiche speciali fino almeno al 2026; e, contemporaneamente, un incentivo pubblico maggiore per quegli investimenti che vengono fatti nei settori considerati vitali e facenti parte di un programma che durerà fino al 2020. Inoltre il paese otterrà fondi europei, tra il 2014 e il 2020, per circa 73 miliardi di euro che saranno ulteriormente utilizzati per progetti innovativi e infrastrutturali

Importanza dell’internazionalizzazione
Sebbene possa essere leggermente rischioso dipendere troppo dagli investimenti esteri, per ora la Polonia crea lavoro anche grazie a moltissime multinazionali asiatiche che l’hanno resa leader in alcune particolari produzioni come quelle degli schermi Lcd e di elettrodomestici. E il paese sta diventando una location importante per la creazione di servizi informatici. E la presenza di così tante imprese straniere sta continuando a rendere la Polonia un luogo appetibile per personale qualificato proveniente dall’estero.

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