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Un’officina italiana per biciclette conquista Parigi

Parigi sta dando vita ad una vera e propria rivoluzione nel traffico. Grande sviluppo della bicicletta come mezzo di trasporto. E un italiano ha dato vita ad un'impresa bellissima e in crescita che l'anno prossimo vuole assumere altre persone

francia biciclette

Mobilità sostenibile
Andiamo con ordine per spiegare come e perché un’officina italiana per biciclette sta conquistando Parigi. La città sta puntando sempre più sulla mobilità sostenibile e, tanto per cominciare, a settembre sono stati introdotti nuovi limiti di velocità. Frutto questo di un esperimento che era stato cominciato nel X° arrondissement e che ormai viene allargato sempre più. Con questa misura, che coinvolge ora zone residenziali, zone limitrofe a 1000 scuole e strade di quartiere, Parigi si candida ad essere una città all’avanguardia nella sicurezza stradale, nella sostenibilità e nell’incentivo ad usare sempre più le biciclette. Come dice il sito Tutto Green Parigi vuole dare sempre più sicurezza e spazio ai ciclisti, cosa iniziata già nel 2001 anno a partire dal quale la città ha ridotto del 25% l’uso delle auto.

Un vero boom di biciclette
A Parigi e in tutta la Francia le biciclette stanno diventando quasi uno stile di vita e il loro uso sta raggiungendo un vero boom; al punto che, in un bellissimo articolo pubblicato dal settimanale L’Espresso, si scopre che si parla di “velorution” mettendo insieme le parole vélo (bicicletta) e rivoluzione. Crescono gli appassionati che usano la bici, ne coprano ai mercati dell’usato e vogliono imparare a ripararle. Sull’onda di questo entusiasmo a Parigi lo stesso Comune ha creato, vicino alla Bastiglia, la Maison du vélo che ha, in un certo senso, fatto seguito all’aumento delle ciclofficine che si sta registrando in tutto il paese.

Anche business
E una delle più amate e frequentate di queste officine è quella che si trova in rue Pierre Bonnard, creata dal romano Giuseppe Caprarelli, romano di 38 anni. Giuseppe era un web designer che la crisi ha lasciato a casa. Si trasferisce a Parigi e, nel 2010, con alcuni amici fonda la Cyclofficine (che ha anche un sito www.cyclocoop.org): una sorta di rete di officine cooperative messe in piedi nelle zone più difficili della banlieue parigina. Spirito intraprendente e senso civico dunque quello che caratterizza l’idea di questo italiano. Questa rete recupera le bici anche nelle discariche, le ripara ma va anche nelle scuole ad insegnare ai ragazzi come farlo da soli. Non solo. L’organizzazione creata da questo italiano organizza mercati dell’usato e veri e propri corsi di formazione per chi vuole diventare un meccanico sul serio. L’Espresso definisce, giustamente, quella di Giuseppe come un’impresa sociale. Un impresa che cresce e che, per ora, da lavoro a cinque persone e ad alcuni stagisti che sono aiutati e finanziati dalla efficientissima rete di pubblico impiego Pole Emploi. Il progetto è serio tanto che, il prossimo anno, sono previste altre assunzioni.

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