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Uguali salari tra uomini e donne. In Islanda è legge

Uguali salari tra uomini e donne. In Islanda è legge. E ancora una volta l’esempio arriva dal Nord Europa

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Come già per altri aspetti, ancora una volta, l’Islanda si dimostra al top per quanto riguarda i diritti delle donne, sia in ambito sociale sia in ambito lavorativo. La cosidetta gender equality ha, da tempo, nell’Islanda il suo faro: diritti per le mamme, sostegno di un sistema di wellfare ai massimi livelli. Dal I gennaio qualcosa in più. Stiamo parlando della legge che decreta l’obbligo di uguali salari tra uomini e donne. Una cosa che dovrebbe essere scontata ma che, nella realtà dei fatti non lo è. Soprattutto in un paese come il nostro in cui la disparità di salari tra uomini e donne resta tra i più alti d’Europa. L’aspetto più importante dell’approvazione della legge che in Islanda rende uguali i salari tra uomini e donne è il fatto che essa abbia avuto un’approvazione praticamente bipartisan.

La legge parla chiaro e stabilisce assoluta pari opportunità, soprattutto in termini di uguale retribuzione per uguale lavoro, obbligatoria per tutte le aziende con più di 25 dipendenti, ogni ministero e istituzione

Il paese più “femminista del mondo”

Questa legge non fa che aggiungere un ulteriore tassello alla civiltà di un paese che già è considerato il più femminista del mondo. Ma nonostante ciò questa legge è davvero un nuovo passo avanti. Basti pensare che è la prima al mondo che stabilisce parità di genere a livello retributivo. Insomma il fatto che questo genere di parità sia entrato nella giurisprudenza è davvero un passo enorme. In conseguenza del quale le autorità faranno controlli a tappeto e periodici nelle varie aziende e istituzioni. E c’è da scommettere che non si scherzerà visto che sono previste salatissime multe per i datori di lavoro che non rispetteranno la legge punto per punto. I controlli saranno affidati sia alle forze di polizia sia, ancor più temute, a quelle delle autorità tributarie.

Dunque l’Islanda prosegue a passo spedito verso la totale parità di genere sul lavoro, grazie ad un sistema di leggi che, dal 2000, hanno dato un forte impulso  questo aspetto. Compresa la legge che impone un 40% di quote rosa nei ruoli apicali delle aziende. E molti analisti sostengono che la ottima crescita dei dati economici del paese sia anche da attribuire all’altissima percentuale di donne che lavorano. Che fa sì che l’Islanda abbia dati occupazionali vicini alla totalià.

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