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Storico accordo in Germania. Settimana lavorativa di 28 ore

Storico accordo in Germania. Settimana lavorativa di 28 ore. L’accordo pilota, per ora, nel Land del Baden-Wuerttenberg

Un accordo che può fare storia

L’accordo che, in Germania, ha introdotto la settimana lavorativa di 28 ore è di quelli che fanno già discutere e che possono rappresentare un precedente importante. L’accordo sindacale è stato, per ora, raggiunto nel Land del Baden-Wuerttenbeg e riguarda chi, avendo un contratto di lavoro a tempo pieno, può ricorrere alle 28 ore di lavoro settimanale per un periodo da 6 a 24 mesi. Ma vediamo nel dettaglio.

I dettagli dell’accordo

Un accordo davvero significativo che già fa discutere. Protagonisti i sindacalisti dell’IG Metall, sindacato dei metalmeccanici da una parte e l’organizzazione degli industriali dall’altra. Si tratta di quello che è statao definito, tecnicamente, un accordo pilota che comprende alcuni punti decisamente interessanti:

  • Riduzione delle ore di lavoro settimanali
  • Aumento salariale del 3,5% nell’arco di 27 mesi

L’accordo è stato siglato nel Land del Baden-Wuerttenberg non a caso. Stiamo infatti parlando del Land più grande ma anche di quello in cui hanno sede le imprese automobilistiche maggiori. Un land, dunque, rappresentativo sotto molti punti di vista, produttivi ed economici. L’accordo pilota, al momento, coinvolge circa 900mila operai. Anche se, conoscendo l’importanza dell’IG Metall, questo vuole essere solo il primo passo per un accordo che vuole diventare valido per tutti gli operai della ricca Germania.

Un accordo che, è bene chiarirlo, è stato reso possibili sì dalla combattività del sindacato ma, anche, dal fatto che l’economia tedesca continui a viaggiare lungo parametri di estrema salute.

I punti dell’accordo, come dicevamo, riguardano un aumento salariale che dovrebbe essere articolato in questo modo:

  • Una tantum di 100 euro per i primi tre mesi del 2018
  • Somma fissa di 400 euro mensili dal 2019
  • Altra somma annuale, pari al 27,5% del salario

Questi ultimi due punti possono anche essere scartati dal lavoratore in cambio di una maggior quantità di tempo

Ed è proprio l’orario l’aspetto su cui più si sta discutendo in Germania e, c’è da scommetterci, presto anche nel resto dell’area euro. Gli industriali parlano già di una rivoluzione epocale in quella che sarebbe la vera flessibilità. Sì perché, stando confermata la settimana lavorativa di 35 ore, gli imprenditori hanno ottenuto che chi non decide di lavorare 28 ore settimanali potrà salire a 40 in caso di necessità produttiva. In pratica gli imprenditori accettano che alcuni operai riducano l’orario di lavoro in cambio della disponibilità di altri ad aumentare le ore, se serve.

Chi ha figli piccoli o familiari anziani che necessitano di assistenza, potrà inoltre godere di periodi di ferie aggiuntivi.

Come è normale non tutti hanno accolto favorevolmente i punti alla base di questo accordo pilota. E’ soprattutto l’aumento salariale a creare qualche preoccupazione. Molti analisti, infatti, temono che soprattutto i piccoli imprenditori saranno portati a fare accordi d’impresa, cioè accordi al di fuori di quello che è il contratto nazionale.

In ogni caso si tratta di un accordo che, seppur limitato nel tempo e, per ora, anche nella geografia interna della Germania, rappresenta qualcosa da tenere d’occhio. E che potrebbe comunque fare scuola. Infatti, proprio in questi giorni, soprattutto la parte che riguarda gli aumenti di stipendio, sarà la base per le nuove richieste del sindacato che riunisce i lavoratori pubblici. Staremo a vedere

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