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Spagna: voci contrastanti sulla presunta crescita

Si sente molto parlare, negli ultimi giorni, della crescita che starebbe coinvolgendo la Spagna. Eppure sono contrastanti le notizie rispetto a questo argomento

spagna

Crescita sì
Come sempre, quando si parla di economia e mercato del lavoro, le interpretazioni sono tante. E sembra che neanche i numeri, per loro natura apparentemente neutrali, non mettono d’accordo nessuno. E mentre alcuni dati parlano di andamento positivo non manca chi, parlando della Spagna, definisce presunta la sua crescita. Dati ufficiali e percezione reale si sa non vanno sempre d’accordo. E spesso un reale miglioramento dei conti ci mette un tempo lungo per impattare sulla vita reale delle persone. Cominciamo comunque sulle notizie forse positive. Secondo molti osservatori la situazione spagnola sta migliorando come non accadeva più da oltre sei anni. Uno dei paesi più duramente colpiti dalla crisi ha fatto registrare, nel secondo trimestre, un aumento del PIL pari a un +0,6%. Un numero (seppur esiguo) che ha portato l’Istituto Nazionale di Statistica a rivedere al rialzo le già ottimistiche previsioni della Banca Centrale e del Fondo Monetario. Pare che addirittura questa crescita stia già avendo positive ricadute sul mercato del lavoro.

Alcuni dati
Segnaliamo, così come riportato da Il Sole 24 ORE, alcuni dati: le proiezioni di crescita per il totale del 2014 sono del 1,2% che, secondo il governo, dovrebbe essere addirittura del 2% nel 2015. A fare da traino, sempre secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica, sarebbe il miglioramento della domanda interna aiutata da una crescita delle aspettative delle famiglie spagnole. Dopo oltre due anni di recessione (non solo tecnica) la Spagna ha fatto registrare quattro trimestri di crescita che ne hanno fatto il paese dell’eurozona con la ripresa più rapida. Ma, per fortuna, un po’ di senso della realtà porta anche a non cancellare le cicatrici ancora evidenti sull’economia del paese e che portano a ridimensionare le voci (molto politiche) di questa ripresa.

La disoccupazione infatti resta, per ora, attestata ad un drammatico 25% e il deficit pubblico supera il 6% del PIL mentre il debito pubblico si avvicina al 100% del PIL. Eppure ci sono analisti che, nonostante queste innegabili difficoltà, vedono in alcuni miglioramenti dei parametri la possibilità che la Spagna superi addirittura i dati di crescita tedeschi. A fare ben sperare sono soprattutto gli aumenti di investimenti da parte di industrie dalla buona capacità produttiva.

Il lavoro la vera sfida
ma al di la dei numeri ciò che farà davvero la differenza sarà solo l’andamento del mercato del lavoro. E qui le urla di ottimismo si attenuano e non di poco. Secondo molti esperti, infatti, ci vorranno circa dieci anni per tornare a come si stava prima della crisi. Ma, per essere ottimisti a tutti i costi c’è chi mette sul piatto della bilancia questo dato: nell’ultimo anno sono stati creati 500 posti di lavoro ogni giorno che portano la cifra totale a +190000 nuovi posti di lavoro. I disoccupati, pur restando ancora 5,6 milioni, sono comunque il numero più basso dal 2011.

Ma c’è un ma
Un ma che rappresenta proprio la perplessità maggiore sulla presunta crescita della Spagna. E sono sempre numeri dell’Ufficio Nazionale di Statistica. Sarebbero 546000 le persone che, nel 2013, hanno lasciato il paese. Soprattutto inglesi diminuiti di quasi 88000 unità. Una diminuzione di abitanti che avviene per il secondo anno consecutivo. E qualcuno ha parlato di un vero e proprio esodo di stranieri. Dunque se solo nel 2012 i residenti stranieri erano quasi il 12% della popolazione oggi sono il 10,7%. Alla fuga di stranieri bisogna aggiungere poi quella dei giovani spagnoli: 250000 nell’ultimo anno.

Insomma una situazione decisamente ancora molto articolata e che merita una lettura meno affrettata di quella data da molti siti web.

In ogni caso, se volete avere notizie sull’economia spagnola e sulle ultimissime offerte di lavoro consultate il sito www.lavorareinspagna.it

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Un Commento

  1. Sono uno straniero che vive in Spagna e qua mi trovo benissimo la lotta alla corruzione il PIL al 3,2 % e debito che sta scendendo anche senza giverno che hanno fatto da pochi giorni e disoccupazione scesa a 4.000.000 di personeQuesto vuol dire che rispetto all’Italia c’è un abisso. Anche i parlamentari nella classifica europea stanno all’undecesimo posto per lo stipendio degli altri parlamentari europei l’Italia sta al primo posto. Non Capisco come l’Italia nelle cose positive sta all’ultimo posto e nelle cose negative sta al primo posto, LA SANITA’ IN SPAGNA E MOLTO BUONA TEMPI DI ATTESA PER INTERVENTI MOLTO BREVI CIRCA 10 GIORNI PER ME E TUTTO OK.

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