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Sistemi sanitari in Europa

Dispiace dirlo ma, anche in questo caso, l'Italia sta perdendo terreno. Certo le classifiche devono essere lette nel giusto modo ma, gli indicatori sembrano confermare la percezione dei cittadini

C’era una volta il sistema sanitario italiano
Eh sì, c’era una volta e neanche tantissimo tempo fa. Risale infatti solo al 2000 il tempo in cui il sistema sanitario italiano era, secondo solo a quello francese, il migliore d’Europa. O almeno era quello che risultava da un rapporto stilato proprio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per la verità non furono poche le critiche e le perplessità di quel rapporto che metteva ai primi posti della classifica anche paesi come la Spagna, la Grecia e il Portogallo. Certo erano altri anni, la crisi non aveva ancora colpito duro queste nazioni ma, nonostante ciò, non mancarono polemiche. I criteri allora utilizzati furono essenzialmente tre: lo stato di salute della popolazione, l’equità del finanziamento, e la responsiveness cioè il rispetto della riservatezza, della dignità e la velocità nelle risposte. Fu proprio questa ultima voce a causare molte critiche all’operato dell’OMS e ai suoi metodi di rilevazione delle informazioni. E furono critiche giustificate dal momento che, poi si seppe, le domande non furono fatte ai pazienti ma a fantomatici e non meglio identificati esperti. Non a caso quando la ricerca fu rifatta e le domande furono rivolte a pazienti, soprattutto anziani e non ricchi, i risultati furono decisamente diversi.

Poi
È abbastanza evidente che dopo questa figuraccia le classifiche dell’OMS non potevano più vantare molta credibilità. E, per fortuna, l’Organizzazione ebbe il buon gusto di non stilarle più. Ma siccome l’argomento sanità resta fondamentale per la vita dei cittadini, fu allora l’Health Consumer Powerhouse che decise di monitorare questo campo per quanto riguardava l’Europa. Questa agenzia nacque nel 2004 a Stoccolma con lo scopo preciso di esaltare la trasparenza e la possibilità di confronto. Come dire che la concorrenza fa bene, almeno in termini comparativi: i cittadini europei erano così in grado di confrontare davvero i vari sistemi sanitari e i governi potevano essere stimolati a migliorare le loro politiche sanitarie.

Swedish Health Consumer Index
Questo il nome del rapporto che, nel 2005, fu stilato e che successivamente divenne l’Euro Health Consumer Index, sempre incentrato sull’opinione e le risposte degli utenti dei diversi sistemi sanitari europei. Moltissimi e articolati sono i criteri sui cui si basa questo rapporto annuale (giunto all’ottava edizione) e tra i più importanti vi sono:
– diritti e informazione dei pazienti
– tempi di attesa per ricevere cure ed esami
– risultati
– varietà e accessibilità dei servizi

Risultati del 2012
E purtroppo, con questi criteri, l’Italia su 34 paesi è scesa al 21° posto. E se, tristemente, non sorprende che al primo posto vi sia l’Olanda, e paesi come Germania, Francia, Svezia e Inghilterra a lasciare l’amaro in bocca è che il nostro sistema sanitario sia recepito come inferiore anche a quello di paesi come la Croazia e la Slovenia. Il Rapporto EHCI è consultabile su internet e vale la pena dargli un’occhiata.

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