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Shanghai, terra di opportunità

Shanghai, terra di opportunità per molti professionisti e imprenditori. Grazie anche alla Free Trade Zone

Un vero esperimento

Shanghai è una terra di opportunità. Per molti professionisti e per molti imprenditori. Forte impulso a questo dinamismo è stato dato dalla Free Trade Zone di Shanghai. Inaugurata nel 2013 è stata vista e realizzata come fosse un esperimento. Di cosa? Di riforme finanziarie e non solo. A fare da apripista molte riforme nell’ambito dell’e-commerce e dello scambio di valuta estera. Ma non solo.

Il potenziale di Shanghai come terra di opportunità è stato preso molto seriamente in questa ftz. Tanto che qui qui si è giocato molto sulla semplificazione. Anche attraverso quella che è stata chiamata “negative list” ovvero la lista in cui, in modo semplice e chiaro, sono indicate quelle attività con restrizioni agli stranieri ma, al contempo si è introdotta una semplificazione alle norme che consentono la costituzione di società. E l’esperimento sta funzionando visto che, piano piano, si cerca di introdurlo anche in altre aree della Cina. Qui a Shanghai si è inserito un metodo di costituzione societaria che, a volte, può essere effettuato totalmente online.

Un modello

E che Shanghai sia una terra di opportunità lo dimostra anche il fatto che la sua Free Trade Zone sia divenuta un modello anche per altre aree sperimentali di questo tipo. Le altre quattro FTZ usano, sulla falsariga di Shanghai, la lista negativa e la procedura semplificata di costituzione societaria. Mentre si discute sulla possibilità e opportunità di unificare queste ftz la cosa certa è che esse vogliono funzionare sempre più come promotori dello sviluppo regionale, implementando gli investimenti stranieri.

Il governo stesso ha capito come Shanghai sia terra di opportunità. E c’è chi dice che la creazione della Free Trade Zone di Shanghai sia nata anche con lo scopo di togliere a Hong Kong il primato di hub finanziario del paese. Quindi si è puntato molto sul progetto di fare di Shanghai il traino dell’economia cinese.

Un vero colosso

La Free Trade Zone di Shanghai è un complesso che si estende su una superficie di 28 chilometri quadrati e, in circa dieci anni, pare destinata a integrare totalmente la FTZ di Waigaoqiao, l’aeroporto di Pudong e il Free Trade Port di Yangshan. Ovviamente una delle prime mosse è quella di consentire una serie di vantaggi fiscali alle imprese straniere che vi si insediano. La vera bomba però è rappresentata dal fatto che in questa FTZ internet non sia sottoposto ad alcun tipo di restrizione. Cosa fondamentale per attirare qui aziende straniere. In tal modo la FTZ di Shanghai diviene, dopo Hong Kong, Taiwan e Macao, l’unica zona della Cina continentale ad essere priva delle maglie della censura in rete.

Possibilità di investimento

Secondo molti analisti ora la Free Trade Zone di Shanghai sarebbe la location giusta per gli investimenti nell’e-commerce. Questo anche grazie ad un protocollo di intesa che ha permesso ad Amazon di aprire una nuova piattaforma. Dal gennaio dello scorso anno il Ministero dell’Industria ha reso pubblica una nota proprio sull’e-commerce in Cina (la Notice on the Lifting of the Cap on Foreign Investment in Online Data Processing and Transaction Processing Business in the China Shanghai Pilot Free Trade Zone) che ha dato una ulteriore spinta all’abbandono di molte restrizioni in questo settore.

Molti sono stati i cambiamenti. Per esempio basti pensare che, all’inizio, gli investimenti stranieri nell’e-commerce erano limitati al 55%. Ora questa limitazione non c’è più e la percentuale è salita al 100%. Cosa significa? Che non c’è più l’obbligo di avere una Joint venture con società cinesi o sino-straniere. Via libera, dunque, all’interno della FTZ, a società interamente straniere.

Il futuro è l’e-commerce

Grazie alle varie semplificazione introdotte per registrare una società, l’e-commerce è considerato a grandissimo sviluppo. Tanto che, molti esperti, sostengono sia destinato a divenire uno dei motori dell’intera economia cinese. Alcuni dati ufficiali parlano chiaro: in un solo anno la percentuale di imprese straniere e di investimenti stranieri in questo settore è passata dal 55% al 100%. Un vero boom che, molti ne sono certi, porterà con sé una ulteriore diminuzione di restrizioni e un aumento della flessibilità sempre negli investimenti stranieri. Si attendono quindi molti cambiamenti nell’intera politica di internet

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