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Quando a emigrare sono anche i pensionati

Sono sempre più gli over 65 che decidono di godersi la pensione altrove, lontano dall'Italia; in paesi in cui, anche con 1000 si può vivere alla grande

Il pensionato diventa appetibile
Sebbene la parola appetibile suoni un pò stonata quando si parla di persone, è pur sempre quello che avviene in alcuni paesi. Paesi che, in maniera molto pragmatica, hanno capito che un cittadino straniero che si trasferisce da loro, anche se non per lavorare ma per godersi la pensione, è pur sempre qualcuno che contribuisce all’economia. Soggetto attivo dunque, anche se fuori dalle logiche produttive. E così, paesi come il Messico, Panama o Malesia, hanno creato dei veri e propri incentivi per i pensionati occidentali che decidono di vivere a quelle latitudini: mutui agevolati, incentivi fiscali, assistenza sanitaria a prezzi irrisori, quasi gratis. Questo e molto altro viene messo sul piatto della bilancia. E, vista la situazione italiana, la battaglia è quasi impari.

Qualche dato
Del resto sono i numeri stessi a far capire perché il numero di pensionati che decidono di espatriare sia in aumento. Secondo alcune delle più recenti statistiche sarebbe il 52% dei pensionati INPS ad avere un importo mensile di pensione inferiore ai 1000 euro. Le pensioni di vecchiaia registrano una media di importi mensili attorno ai 650 euro, mentre quelle di anzianità arriva a malapena ai 1500 euro. Cosa significa questo? Oltre ad una qualità di vita decisamente critica, significa anche rinunciare ad una bella fetta di persone che sarebbero ancora attive e con il desiderio di immettere soldi in circolo attraverso attività ricreative. Quindi a perderci è tutto il sistema. E questo è il motivo per cui molti paesi sembrano davvero aver adottato quasi manovre di marketing per attrarre arzilli anziani con ancora tanta voglia di vivere (e di spendere).

Vivere e lavorare in Repubblica Dominicana

Le mete preferite
Repubblica Dominicana, Grecia, Marocco, Thailandia, Tunisia, Filippine: queste alcune tra le mete preferite dai pensionati italiani. La stessa INPS indica questi paesi come quelli preferiti, sottolineando come questi siano quelli in cui si concentrano la maggior parte delle pensioni degli italiani residenti all’estero. Giusto per far capire in che misura cresce questo numero basta concentrarsi su una regione, la Lombardia: qui, nel corso degli ultimi cinque anni, i pensionati iscritti regolarmente nelle liste dei residenti all’estero, sono saliti di 5000 unità, passando da 24000 a 29000. Numeri da prendere in considerazione e da non sottovalutare. E in questi paesi i pensionati non è che non spendano: molti, per esempio, investono nel mattone. E non è questo un modo per far girare soldi?

Una guerra a base di incentivi
Sembra davvero così. A Malta si sta mettendo a punto una serie di incentivi sia fiscali sia burocratici, soprattutto per attirare i pensionati più benestanti provenienti sia dall’Italia sia dall’Inghilterra. Ancora più appetibile sta cercando di rendersi Cipro, paese non certo esente da una brutta crisi ma che, in qualche modo, cerca di attirare persone e soldi, programmando incentivi: per i pensionati che percepiscono magari dei dividendi o delle rendite (dopo una vita di lavoro magari si sono messi da parte un bel gruzzoletto) è prevista una tassazione bassissima, o addirittura inesistente per chi ha un reddito non superiore ai 14000 euro. Sula stessa linea si sta muovendo l’Irlanda, da sempre famosa per la sua politica fiscale vantaggiosa per chi fa impresa. Ora l’isola verde sta pensando alla stessa cosa anche per i pensionati: previste esenzioni per i pensionati single con un reddito fino a 18000 euro; e per chi è felicemente in coppia le esenzioni salgono per redditi fino a 36000. In Tunisia addirittura c’è un’aliquota di tassazione di solo il 25% e solo sul 20% del reddito. Ma è anche con la sanità che molti paesi cercano di rendersi ancora più affascinanti e questo sembra ovvio. Ci sono paesi con cui l’Italia ha stabilito alcune convenzioni grazie alle quali i pensionati possono curarsi come se si trovassero in Europa: Australia, Brasile, Argentina tanto per dirne alcuni.

Basta poco
Basta poco, in effetti. E molti paesi lo hanno capito. E non stiamo parlando di pensionati ricchi. I programmi specifici adottati da alcuni governi sono in realtà rivolti proprio a quei pensionati che non navigano certo nell’oro. E che in Italia non riescono a godersi dignitosamente la vita dopo aver lavorato per anni. Certo non si sta parlando di spirito filantropico. È evidente che questi paesi traggano dei vantaggi da questo fenomeno. Ma cosa c’è di male in questo se, in fondo, a trarre vantaggio sono anche i pensionati per primi?

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Un Commento

  1. Oltre alla parola “appetibile” risulta stonato anche “po’” scritto con l’accento invece che con l’apostrofo, ma a parte questo , esistono degli accordi fra gli Stati , o l’Italia deve assistere a questa perdita di entrate fiscali senza poter dire o fare nulla ?
    Grazie

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