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Proiezioni mercato del lavoro fino al 2030

Ecco le proiezioni del mercato del lavoro fino al 2030 del Bureau of Labor Statistics del Dipartimento americano del lavoro

Uno sguardo al futuro

Certo qualcuno potrà obiettare che prima di pensare a cosa accadrà nel futuro sarebbe meglio fare qualcosa oggi per il lavoro. Ma il mondo corre veloce è 15 anni non sono poi un arco di tempo così lungo. Soprattutto in un campo come quello lavorativo in cui le dinamiche si snodano e cambiano con molta velocità. Le proiezioni sul mercato del lavoro fino al 2030 mettono in luce, ad una prima occhiata generale, su alcuni fattori principali, forse già noti ma sempre più evidenti se si legge la tendenza. Intanto sarà sempre più probabile, per non dire necessario, cambiare almeno due o tre lavori nel corso della vita professionale. In secondo luogo vi sono lavori destinati a scomparire quasi del tutto a fronte di professioni oggi non ancora esistenti. Cosa ovvia, dunque, ma da tenere sempre più a mente per chi si affaccia oggi sul mercato del lavoro: senza una buona capacità di adattarsi si rischia di restare al palo.

Mercato americano

Il focus sulle proiezioni del mercato del lavoro fino al 2030 viene fatto a partire dal mercato americano. Non perché gli altri mercati non abbiano importanza ma perché, è innegabile, la dinamica statunitense ha una forza di impatto tale da influenzare il resto del mondo. E un po’ perché tra i maggiori studiosi del fenomeno vi è appunto il Bureau del Dipartimento americano del lavoro.

Parola chiave:invecchiamento

Da qui non si scappa. La parola chiave che riguarda un po’ tutto il mondo è “invecchiamento. Con inevitabili ripercussioni non solo sull’intero sistema sociale ma, soprattutto, sul mercato del lavoro, le cui proiezioni vedono una previsione di crescita di quelle professioni in qualche modo legate a questo aspetto. Per questo motivo, secondo tali studi, la professione in assoluto più richiesta sarà quella di infermiere. Ma in questo caso le proiezioni sul mercato del lavoro fino al 2030 vedono buonissime prospettive di crescita un po’ per tutti quei settori che, in senso generale, avranno coinvolgimenti con la cura della persona. Ecco quindi che vengono evidenziati sviluppi per il settore delle assicurazioni legate all’assistenza sanitaria, per la ricerca scientifica, farmaceutica, robotica e biotecnologica.

Alcuni lavori

Da qui nasceranno alcuni lavori nuovi o, comunque, si avrà una spinta verso nuove sfumature. Nel sociale ecco spuntare o incrementarsi lavori come l’home carer, cioè i professionisti dell’assistenza domiciliare o i terapisti sperimentali cioè coloro che studieranno tutta una gamma di alternative terapeutiche per i pazienti.

All’invecchiamento della popolazione farà seguito lo sviluppo di quel personale medico il cui compito principale sarà quello di aiutare gli anziani a potenziare e a non far decadere la memoria; aspetto questo che, con un genrale decadimento cognitivo ha moltissime ripercussioni sulla vita dei pazienti ma anche su quella delle famiglie.

Nel settore delle biotecnologie più avanzate ecco la professione dagli americani chiamata “body part maker, ovvero quei ricercatori che creeranno tessuti in laboratorio e che lavoreranno a stretto contatto con altri ricercatori specializzati nella realizzazione di microimpianti per il monitoraggio delle condizioni di salute. Nello stesso ambito grosso implemento arriverà per lavori come quello di studiosi di genetica combinata con la ricerca farmaceutica e studioso di microrganismi.

Criteri di studio

I criteri di studio per realizzare queste proiezioni sul mercato del lavoro sono molto composite e strutturare. Infatti si basano su statistiche che uniscono ambiti come:
– istruzione
– formazione
– esperienza lavorativa

In America tali proiezioni sono prese molto seriamente da diverse istituzioni perché sono la base per una più generale programmazione che coinvolge università, agenzie di collocamento, istituti di formazione professionale. Questo per cercare di agire di concerto adeguando domanda, offerta e formazione. In un’ottica tipicamente pragmatica come quella americana in cui lavoro fa rima con competitività e quindi crescita.

Scomparsa di lavori “medi”

Cosa significa questo? Che comunque saranno richieste competenze altissime. Anche nei lavori più “umili” Per questo sono destinati a crescere e non a decrescere lavori come l’idraulico o il giardiniere, tanto per fare degli esempi. Ma con una professionalità sempre più alta, qualificata e specifica. Una curiosità dello studio di cui stiamo parlando e che racconta bene come ad alcuni lavori sarà richiesta una notevole evoluzione c’è quella del portiere d’albergo a cui verranno sempre più richieste maggiori competenze informatiche.

Alta teconologia

E qui se ne vedranno delle belle con lo sviluppo esponenziale di lavori come il digital architect, esperto di 3D. Anche se, per la verità c’è chi sostiene che se tutto si trasforma in alta tecnologia il rischio è quello che nessuno lavori più. Per questo ci sarà sempre bisogno di lavori più tradizionali. Per quanto riguarda l’Europa alcune proiezioni americane trovano una discreta conferma. E viene evidenziato come saranno prevalentemente tre gli ambiti a maggior crescita occupazionale:
– green economy
– servizi sanitari
– ITC

Solo il settore della green economy ha un potenziale di crescita occupazionale stimato in circa 20 milioni di posti di lavoro ancora prima del 2030. Il che significa la nascita di lavori quali:
– manager energetico che dovrà occuparsi della riduzione dei consumi negli edifici pubblici
– professionisti dello studio e della commercializzazione di impianti di rifornimento a idrogeno
– traceability manager che sovrintenderà la catena dei vari fornitori (di qualunque categoria) per controllare la qualità dei prodotti

Uno studio inglese poi indica, tra quelle a maggior crescita, la figura dell’agricoltore verticale, cioè di colui che, per ottimizzare gli spazi sempre più scarsi, dovrà studiare le possibilità di coltivazioni sugli edifici.

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