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Per le imprese italiane il futuro è a Singapore

Per le imprese italiane il futuro è a Singapore. Una crescita continua e una grande occasione per le industrie manifatturiere e per molti professionisti italiani

Dati generali

Per le imprese italiane il futuro è a Singapore e potrebbero aprirsi le porte per molti professionisti interessati a lavorare all’estero. Singapore sta facendo registrare una crescita economica davvero considerevole. Il 2017 si è chiuso con un PIL cresciuto del 3,6%, ancora meglio del già positivo 2016. E già si parla, vista la tendenza, di un 2018 ancora in crescita. Per le aziende italiane, soprattutto del settore manifatturiero, continuano le opportunità di lavoro e investimento, nonostante una leggera frenata nel primo trimestre del 2017 che però si è concluso con una ripresa anche in questo settore. Se ci soffermiamo sul settore manifatturiero è perché esso rappresenta il 99% degli scambi tra Singapore e Italia. E Singapore resta, anzi diventa ancor più, la location privilegiata per questo comparto delle industrie e dei professionisti italiani.

Il Sole 24 ORE riporta alcuni dati molti interessanti su questa città stato che in pochi decenni ha visto salire il suo reddito pro capite da 300 a 60mila dollari, con una popolazione giovane e un clima socio economico in fermento.

Settori di punta

Per le imprese italiane e per i professionisti italiani il futuro è a Singapore, soprattutto in alcuni settori come:

  • Infrastrutture
  • Articoli di lusso
  • Settore agroalimentare
  • Settore medicale

Investire e lavorare a Singapore è sempre più strategico dal momento che essa è il punto centrale per lavorare in un’area ben più estesa. Area in cui sono già in cantiere ingenti investimenti nelle infrastrutture. La Nuova Via della Seta è, solo per fare un esempio, il progetto più grande a cui si sta già lavorando. Ma non solo. La posizione e la natura di hub di Singapore significa che qualunque progetto nell’area, da qui deve passare. E, non a caso i maggiori studi di ingegneria si trovano qui. E il lavoro non manca di certo. Anche perché è da Singapore che partono i maggiori investimenti.

A poter avere le maggiori possibilità anche le industrie, e non solo quelle che producono articoli di fascia alta, che si occupano di arredamento. Settore in cui industrie e professionisti italiani sono molto apprezzati. Questo grazie al boom immobiliare che ha coinvolto il paese a partire dal 2000. Design e architettura di interni, insieme alle costruzioni, rappresentano un settore in cui le vendite complessive sono salite, nel 2017, a +37%. E a dirlo sono i dati ufficiali dell’Urban Redevelopment Authority. Buone anche le possibilità per industrie e professionisti che si occupano di agroalimentare in questo paese che, per il proprio fabbisogno interno deve importare ancora il 90% delle merci.

Innovazione

Anche questo è un settore che a Singapore sta vivendo un vero e proprio fermento. Sempre dati del Sole 24 ORE parlano chiaro: a Singapore si trovano circa 5mila start up tecnologiche, il governo ha ben 10 enti finanziatori e il giro d’affari per le sole start up è di oltre 11 miliardi di dollari. A Singapore è attivo Fusionopolis, un grande centro di ricerca e sviluppo, in cui tra università e privati del calibro di Apple, P&G, il sistema comprende circa 400 società e quasi 50mila professionisti. E molti di loro, anche occupando posizioni di rilievo, sono italiani

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