Ultime Notizie
logo lavorare all'estero

Lavorare all'Estero • Notizie

Notizie, informazioni utili ed offerte di lavoro all'estero

Natascia vive e lavora a Londra: e ci racconta la sua esperienza

Forse Londra è la città più gettonata dalle persone che vogliono lavorare all'estero. Ma, come spesso succede, talvolta si sottovalutano le difficoltà che, inevitabilmente, una metropoli così obbliga ad affrontare. Una città che offre sicuramente moltissime opportunità ma che bisogna affrontare nel giusto modo e con la giusta consapevolezza

londra

natascia londraOggi parliamo con Natascia che a Londra ci vive e ci lavora. La sua testimonianza può essere d’aiuto a chi sta pensando a Londra per un’esperienza di vita e lavoro. Una testimonianza molto realistica che affronta diverse questioni importanti

Ciao Natascia. Ci fai una tua breve presentazione?
Ciao. Ho 37 anni e sono nata a Bologna. Mi sono laureata a Cesena in Psicologia Clinica e di Comunità con una tesi svolta tra l’Italia e il Canada, grazie ad una Borsa di Studio della Facoltà di Psicologia dell’Università di Bologna – Polo Romagnolo e ad un’esperienza come exchange student fatta durante il mio IV anno di università alla York University di Toronto grazie all’allora Progetto Overseas. Dopo la laurea sono restata un po’ in Italia dove, dopo il tirocinio di un anno nell’ambito della psicologia scolastica, ho fatto l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di psicologo. Finito il tirocinio, ho iniziato a lavorare nell’ambito dello sport business, data la mia passione per lo sport, in particolare per il calcio.
Ho lavorato tre anni come organizzatrice di eventi sportivi per un’azienda di Bologna, girando Italia ed Europa. Inoltre ho frequentato un master part-time in psicologia dello sport. Finita l’esperienza con questa azienda ho deciso di cambiare lavoro e dedicarmi al settore educativo, lavorando come educatrice prima in un centro giovanile poi a scuola, in affiancamento ad insegnanti di sostegno. Mi sono spesso occupata di ragazzi con problemi comportamentali, lavoro che mi ha sempre appassionato moltissimo e da cui ho imparato tanto. Lavorare nel campo educativo mi ha permesso di frequentare la scuola di specializzazione in ipnosi e psicoterapia ericksoniana e diventare quindi anche psicoterapeuta. Questi studi, insieme alla mia esperienza come educatrice, mi hanno aiutato nelle mie consulenze in psicologia dello sport, durante le quali ho avuto la possibilità di lavorare con campionesse italiane (una delle quali recentemente ha vinto la medaglia d’argento mondiale di pattinaggio artistico sincronizzato) piloti internazionali di motogp 125cc., giovani promesse del nuoto, del pattinaggio e della scherma. Posso dire di essermi tolta delle soddisfazioni, ma purtroppo economicamente non avevo una grossa stabilità: le consulenze erano salutarie ed il mio lavoro come educatrice era part-time da settembre a giugno. Dopo 3 anni di questa vita, ho deciso che era l’ora di dare una svolta e sono andata in Svezia a fare un master di 2 anni in psicologia dello sport.
Mi sono laureata lo scorso giugno e mi sono trasferita in UK a luglio, perché ho avuto un lavoro estivo come Senior Mentor per un programma governativo rivolto ai giovani che vivono in UK. Finita l’esperienza estiva e dopo diverse domande di lavoro in giro per l’Inghilterra, ho fatto un colloquio per un lavoro come educatrice in un centro giovanile nel Nord West di Londra. Allora vivevo tra Oxford e Northampton e non ero tanto focalizzata sul vivere a Londra, quanto, piuttosto, sul trovare un lavoro in linea coi miei studi. La selezione è stata dura, ma l’ho spuntata e da settembre vivo e lavoro in Zona 5 (che molti non considerano nemmeno Londra e, per certi aspetti, un po’ è così).

Quindi la decisione di lavorare a Londra è arrivata quasi per caso
In un certo senso sì. È come se non fossi stata io ad aver deciso per Londra, ma Londra ad aver scelto me. Il che è una bellissima sensazione.

Di cosa ti occupi esattamente?
Sono la Youth Worker di un centro comunale giovanile e mi occupo in particolar modo dello Youth Club che è uno spazio dedicato ai giovani che abitano nel quartiere. Solitamente questi centri si trovano nelle zone un po’ “difficili” della città, in cui le alternative di svago sono limitate o inesistenti. Lo Youth Club è uno spazio in cui i giovani possono socializzare, giocare a biliardo, fare musica, giocare a calcio e basket, o semplicemente chiacchierare. Inoltre mi occupo della ricerca fondi e di progetti di inclusione di minoranze o persone con disabilità.

Per quanto ti riguarda, quali sono i pro e quali i contro del vivere e lavorare in una città come Londra?
Difficile dirlo con esattezza e in modo schematico: io non lavoro né vivo in centro. Ho cercato una stanza vicino a dove lavoro e per me è una fortuna perché i tempi di viaggio da e per il luogo di lavoro sono solo 30 minuti all’andata e al ritorno. Che non è di poco conto in una città come Londra. Il fatto di abitare lontano dal centro ha il pro di avere una stanza grande, in una casa semi-nuova ad un costo ponderato. Inoltre, spostandomi principalmente con gli autobus, il costo mensile è ridotto rispetto a quello che paga chi utilizza l’abbonamento con la metro. Il contro è che se nei week-end decido di andare in città (come spesso capita) ci metto fino a 2 ore di autobus notturno, per rientrare. Inoltre, siccome vivo in una zona non servita da autobus notturni, devo sempre prendere il taxi dopo l’ultima fermata. Non proprio la cosa più facile ed economica, ma ho scelto così per ora.

Hai avuto qualche particolare difficoltà all’inizio?
Solo per aprire un conto in banca, ma ho risolto in un paio di mesi.

Ti va di raccontare ai nostri lettori quali sono i principali passi burocratici da fare per vivere e lavorare a Londra?
Dipende da come ci si arriva a Londra. Io ho trovato molto utili i video ed il blog della La_Vale. Direi che i passi da fare sono: comprarsi immediatamente una sim inglese, fare un cv che contenga un indirizzo inglese e ricordarsi di aggiornarlo quando si cambia casa. Chiamare il job Centre per avere il NIN o e presentarsi all’appuntamento con tutti i documenti richiesti. Una volta trovata casa, registrarsi al NHS (Sistema Sanitario Nazionale) scegliendo il proprio medico nel sito ma recandosi poi personalmente al Centro Medico prescelto. Per finire aprire un conto in banca.

Londra è quasi un mito per molti giovani che vogliono andare a lavorare all’estero. Secondo te c’è qualcosa che nessun sito racconta mai su questa città e che, invece, è bene sapere?
natascia a londra C’è  in giro un sacco di gente che prova a truffare i nuovi arrivati, soprattutto per quanto riguarda le camere da affittare o con promesse di lavoro sicuro. Valerio90 (ha un canale youtube) sta facendo un lavorone scoprendo truffe e mettendo testimonianze online. Da anche consigli su cosa è legale e cosa no. Io consiglio di cercare le camere sui siti di affittacamere e di non affidarsi ad agenzie, o per lo meno, di fare molta attenzione. Inoltre mai anticipare i soldi: la camera prima la si vede e poi si decide. Almeno io ho fatto così. Altra cosa, la conoscenza della lingua: venire a Londra e lavorare a Mc Donald’s o in cucina come lavapiatti perché non si conosce la lingua, certo è possibile. Ma si fa molta fatica a sopravvivere perché Londra è molto cara. Bisogna avere una conoscenza dell’inglese medio-alta e non pretendere di lavorare in zona2 se non si ha questo requisito. Ricordo che il minimo sindacale per le persone sopra ai 21 anni è di 6.31 sterline l’ora lorde. In zona1/2 le stanze (piccolissime e orrende per lo più) vanno da 120 sterline a settimana in su. A voi I calcoli.

Ormai Londra è piena di persone che lavorano lì e che arrivano un pò da tutto il mondo. Secondo te, in una situazione di così forte concorrenza, è sufficiente sapere bene l’inglese per trovare lavoro lì?
Per mia esperienza direi che sapere l’inglese e basta non è sufficiente. Dipende sempre però dal tipo di lavoro che si cerca. Molte delle persone che ho conosciuto (anche italiane) e che lavorano come manager o in aziende locali, hanno trovato lavoro anche perché arrivavano  già con un po’ di esperienza lavorativa alle spalle o avevano studiato qui all’Università. Io credo che se non fosse stato per la mia esperienza lavorativa ed il fatto di aver già vissuto all’estero precedentemente, probabilmente non avrei trovato questo lavoro.

Se dovessi descrivere, in base alla tua esperienza, come è il modo di lavorare a Londra, cosa diresti?
Difficile dirlo, ogni realtà sembra essere così diversa. Per la mia esperienza posso dire che la nostra creatività fa la differenza. Abbiamo un approccio diverso alle cose che completa spesso la visione britannica. Nel mio lavoro bisogna sapersi rapportare coi giovani e con le autorità locali; il manierismo inglese è un work in progress quotidiano per me, ma mi piace. Mi piace anche il loro lavorare come matti per poi avere momenti di total relax come una cena tra colleghi o una birra il venerdì dopo il lavoro. Insomma, Londra non la si può che amare ma viverci non è sempre facile. Se volete contattare Natascia potete utilizzare questa mail natasciab@hotmail.com

Articolo visualizzato 6.633 volte
Condividi questa notizia con i tuoi amici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *