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Nasce l’Unione Euroasiatica per volontà della Russia: cosa cambierà?

Continuiamo la pubblicazione di notizie di politica internazionale. Riteniamo infatti che questo tipo di informazione abbia non poco interesse anche per capire quali influenze ci siano tra economia e mondo del lavoro. Oggi parliamo di un'iniziativa che potrebbe cambiare molte cose anche per l'Europa

euroasia

Cambia la geopolitica
Quanto accaduto, pochi giorni fa, in Kazakistan, è indicativo di quanto l’Europa e la sua politica economica stiano attraversando un momento di estrema difficoltà. O, quantomeno, un momento in cui sono molte le cose che, da più parti, si vuole rimettere in discussione. E, in un mondo sempre più globalizzato e interconnesso, quanto accade in termini di politica economica non può non avere ripercussioni. Per questo motivo da una certa parte della stampa internazionale, quella più attenta e meno impegnata a concentrarsi solo su problemi di politica interna, non si è nascosto un notevole interesse rispetto alla nascita dell’Unione Euroasiatica, per volere della Russia. Si tratta di un’Unione per molti aspetti simile all’Unione Europea ma che, per questo è da tenere d’occhio, all’Unione Europea vuole proporsi come alternativa. Qualche osservatore ha addirittura voluto vedere in questa iniziativa una sorta di rinascita dell’Unione Sovietica. Qualunque cosa sia è certo che qualcosa cambierà anche nei mercati economici e del lavoro.

Di cosa si tratta
Le parole di Vladimir Putin, principale sostenitore e stratega di questa iniziativa, insistono nel dire che l’Unione Euroasiatica sia un progetto di integrazione tra paesi appartenenti a quest’area. A fargli da amplificatore anche le affermazioni del presidente bielorusso Lukashenko e del leader del Kazakistan, paese ospitante la riunione, che nella nascita dell’Unione Euroasiatica vedono la naturale, e quasi fisiologica, conseguenza della precedente unione doganale. L’importanza di questo trattato potrebbe avere ricadute di enorme proporzioni dal punto di vista economico, basti pensare ai progetti imponenti che riguarderebbero settori strategici quali gas, petrolio e infrastrutture. Un mega progetto che vedrebbe i paesi coinvolti, impegnati a dare vita a politiche sinergiche in questi comparti assolutamente chiave per le rispettive economie. Ovvio che, almeno nelle intenzioni, vi sia in ballo una grande opportunità di affari.

Non è un progetto da sottovalutare
A chi fosse portato a sottovalutare l’importanza di un’iniziativa di questo tipo, potrebbe interessare sapere che questa Unione, anche se rimanesse limitata a Russia, Bielorussia e Kazakistan, diventerebbe un progetto di integrazione enorme, coinvolgendo 170 milioni di persone, con un PIL totale di circa 2.700 miliardi di dollari. Ma la cosa interessante è che, molto probabilmente, l’Unione Euroasiatica, si allargherà. E lo farà, per esempio, con alta probabilità anche con l’Armenia che sembra optare per questa e non per l’Europa. Forse qualcuno può pensare che questo non abbia nessuna importanza. Ma sbaglierebbe. Qui c’è in ballo un nuovo assetto geopolitico ed economico che, di certo, non lascerà indenne l’Europa. E non solo l’Europa

Quando
Il trattato entrerà in vigore il 1° gennaio del prossimo anno e, in parole povere, darà vita ad uno spazio economico unico che garantirà (come avviene all’interno dei paesi della UE) la libera circolazione di beni e persone all’interno di un mercato che, oltre alle cifre che abbiamo dato prima, rappresenta il 20% delle riserve mondiali di gas e il 15% di quelle petrolifere. Ricordiamo che per la Russia di Putin la precedente unione doganale, già attiva con Bielorussia e Kazakistan, non è cosa di poco conto, rappresentando un mercato secondo solo a quello con Europa e Cina. Secondo dati attendibili i commerci tra questi paesi, negli ultimi anni, sono cresciuti del 50%. Se ancora non fosse chiaro, l’Unione Euroasiatica diventa un progetto di integrazione economica che, non solo lavorerà con la UE, ma sarà anche in grado di competere con essa, con la Cina e anche con gli USA.

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