Ultime Notizie
logo lavorare all'estero

Lavorare all'Estero • Notizie

Notizie, informazioni utili ed offerte di lavoro all'estero

Matteo ci racconta la sua esperienza in Romania

Bella e interessante questa intervista: perché ci racconta che un'esperienza all'estero, se vissuta con mente aperta e curiosità, può essere importantissima e arricchente anche in paesi che non siano (in apparenza) appetibili

romania

Ciao. Ci faresti una tua presentazione?
Ciao a tutti. Mi chiamo Matteo, ho 26 anni e sono di Torino. Ho conseguito una laurea triennale in Commercio Estero alla Facoltà di Economia. Poi, dopo un anno di pausa dallo studio, passato a lavorare, mi sono iscritto al corso di laurea magistrale in “Economia Internazionale Sviluppo e Cooperazione”. Attualmente ho finito tutti gli esami e devo solo decidermi a fare la tesi. Nel frattempo ho fatto un pò di corsi per conto mio: lingue, pc, inglese economico e finanziario. Parlando di lavoro la cosa si fa un pò lunga, perchè in effetti è da quando ho 18 anni che faccio lavoretti più o meno ufficiali per non dover sottostare alla paghetta, cosa che mi ha sempre dato fastidio (non che mi faccia schifo ricevere soldi eh, però ci tengo molto alla mia indipendenza); quindi mi sono cimentato in attività come volantinaggio, call center, consegna pizze a domicilio, animazione, ripetizioni e non ricordo che altro. Come esperienze di lavoro degne di nota posso citare i sei mesi di stage in una società di revisione contabile di Torino, fatti durante l’ultimo anno di triennale; un anno nell’ufficio risorse umane di un’azienda del settore aeronautico sempre a Torino, subito dopo aver preso la laurea breve; tre mesi presso la Camera di Commercio Italiana a Seoul, in Corea del Sud (l’anno scorso), e infine altri tre mesi alla Camera di Commercio Italiana per la Romania, a Bucarest, dove mi trovo tuttora.

Come e quando è arrivata la Romania nella tua vita? E cosa fai?
Conosco da molto tempo ragazzi e ragazze romene in Italia, specie a Torino dove se non sbaglio c’è la comunità romena più grande d’Italia. Detto questo, io ero già stato in Romania in precedenza,nel 2009, a fare del volontariato e non mi sarebbe dispiaciuto tornarci, non solo come turista per vedere un pò di posti, ma anche e soprattutto per capire come si vive in questo paese. Qui la Camera di Commercio si occupa di favorire gli affari degli imprenditori italiani interessati ad investire in Romania, o aprire un’attività, avviare partnerships o quant’altro; io sto dando il mio supporto nella realizzazione di alcune “guide tematiche”, o infopoint, che riguardano uno specifico settore del paese; queste guide vengono messe a disposizione dei potenziali interessati, dando tutte le informazioni necessarie a fare delle scelte consapevoli; seguo inoltre altri progetti minori e mi occupo di tutto quello che serve nelle varie situazioni, che sia in ufficio o durante conferenze ed eventi promozionali.

Che paese è dal punto di vista economico?
Qui ci sono grandissime differenze tra città come Bucarest e le zone rurali e più lontane dai centri urbani. La capitale stessa sta subendo profonde trasformazioni. Ci sono moltissimi cantieri, ed un fermento di attività impressionante. Non essendoci l’euro, ed avendo un cambio estremamente favorevole per noi stranieri, si vive bene spendendo poco. Tuttavia gli stipendi locali sono piuttosto bassi al di fuori delle multinazionali e di poche altre aziende, quindi per la gente del posto non vale necessariamente lo stesso.
Fuori dalle città la povertà è ancora molto pronunciata, si vive di agricoltura a volte anche di sussistenza e mancano molte infrastrutture che sarebbero necessarie per far decollare al meglio l’economia. Tuttavia il tasso e la qualità dell’istruzione sono alti, ed il potenziale  dell’intera nazione, anche dal punto di vista del turismo è notevole, seppure non abbastanza espresso. C’è molto spazio per migliorare in pratica.

Ritieni che vi siano settori lavorativi particolarmente in crescita in cui possa valere la pena cercare un impiego?
Non ho sufficiente conoscenza in questo campo, però posso dire che si stanno facendo notevoli passi nel settore ambientale, per cercare di uniformarsi alle direttive dell’UE, e quindi servono specialisti e tecnici del settore, che aiutino a colmare il divario esistente tra il paese e gli altri stati membri. Non credo che ci si possa aspettare stipendi da favola, tuttavia bisogna anche tener conto del costo della vita, che qui è davvero basso.

In base alla tua esperienza cosa ci puoi dire del mondo del lavoro rumeno?
La cosa che più mi ha colpito è che, essendo tutto molto meno regolamentato, ci sono da un lato maggiori opportunità e libertà, dall’altro c’è molta più incertezza non controbilanciata da strumenti efficaci di welfare e tutela dei lavoratori. Ho visto negozi aprire e chiudere in meno di una settimana, così come altri aperti 24 ore al giorno, gente che chiede l’elemosina in giacca e cravatta e tante altre situazioni che a un italiano possono sembrare paradossali, ma che qui sono quasi la norma. Bisogna rendersi conto che le regole del gioco sono diverse, ed occorre adattarsi per evitare brutte sorprese. E questo vale in tutti i campi, non solo riguardo al lavoro.

Quali sono, a tuo avviso, i maggiori pregiudizi che le persone hanno rispetto alla Romania e quali invece i suoi lati sorprendenti e i suoi punti di forza?
I pregiudizi li sappiamo tutti: che sono zingari, che vengono in Italia per rubarci i soldi o anche il lavoro, indifferentemente. Quello che ho trovato qui è un popolo molto gentile, istruito (i giovani parlano tutti benissimo l’inglese, più almeno un’altra lingua oltre al rumeno) e con una gran voglia di fare. Tuttavia è una società fragile, non essendo riusciti a superare completamente il periodo del regime comunista di Ceausescu. Nota a parte per gli appassionati di cibo come me: la cucina qui è davvero pesante, ma ci sono alcuni piatti talmente deliziosi che vi ritroverete a leccare i piatti. Se siete appassionati di dolci poi, sappiatelo, per voi è finita.

Ci vuoi dire quali sono i passi burocratici principali per vivere e lavorare in Romania?
Entrare in Romania è piuttosto semplice, in quanto è sufficiente un documento di identità valido per l’espatrio. Parlando invece di sistemazione non posso rispondere con cognizione di causa, perchè io sono qui per un progetto che dura alcuni mesi, finiti i quali tornerò a casa.

Sai, più o meno, quanti sono gli italiani che lavorano in Romania?
Per quanto ne so ci dovrebbero essere circa 20.000 italiani in Romania, di cui molti hanno aperto un’azienda o hanno comunque una qualche attività in essere.

Qualcuno la definisce “La Cina d’Europa” dando a questa definizione una connotazione positiva, cioè di paese emergente. Secondo te è una definizione corretta?
In realtà non la condivido molto: ci vedo di più un’accezione negativa, intesa come serbatoio di forza lavoro poco qualificata ed a basso costo. Sul fatto che il costo del lavoro qui sia inferiore non ci piove, ma posso assicurare che ci sono ottime università che sfornano laureati con un’invidiabile preparazione accademica.

Dal punto di vista della conoscenza delle lingue, quali è meglio sapere bene per poter pensare ad un’esperienza lavorativa in Romania?
Ovviamente il rumeno è la lingua principale da sapere se si vuole competere con la gente del posto per un’occupazione. Detto ciò, lavorando in ambienti giovani, l’inglese è più che sufficiente perchè le nuove generazioni lo parlano benissimo, molto meglio che in Italia oltretutto. Comunque sia, una conoscenza almeno basilare della loro lingua è altamente consigliabile, e tra l’altro per noi italiani non è troppo difficile, dato che molte parole sono pressochè identiche. Anche senza sapere le mille eccezioni della grammatica, un’infarinatura rende il candidato molto più appetibile.
La mail di Matteo è matteocaleca@gmail.com

Articolo visualizzato 26.064 volte
Condividi questa notizia con i tuoi amici

(4) Commenti

  1. Matteo, ho letto con molta attenzione il tuo racconto, mi fa molto piacere la tua obiettività. Sono rumena, nata, cresciuta in Romania, dove ho studiato e ho lavorato fino 10 anni fa. Per motivi di lavoro, un progetto di una multinazionale farmaceutica, mi ha portata in Italia dove mi trovo ancora oggi. Qui ho una mia azienda nell settore della salute benessere, sono mamma di 3 figli meravigliosi laureati, con master, borsa di studio a West Point USA, Virginia TEC . parlano 4 lingue benissimo. Amo moltissimo il mio paese, amo anche L’Italia. Nonostante tante vicissitudini e situazioni “forti” visute come straniera senza avere una colpa( L’Italiano te la fa pagare generalizzando), io non potrei mai parlare male di un popolo per colpa di situazioni e casi isolati. Portare rispetto vuol dire educazione e non solo. Essere poveri non significa non essere colti, istruiti, non aver voglia di fare, senza storia, tradizioni etc.
    Purtroppo, quando sono arrivata in Italia ho sentito solo cose cattive riguardando il mio paese, cose non vere, eravamo chiamati zingari ecc. Sono rimasta molto male, ho sentito dentro di me un dolore forte che mi ha reso la vita impossibile per molto tempo. Ormai non potevo fare retromarcia, era troppo tardi, essendo l’ unico genitore purtroppo, le responsabilità mi hanno obbligata andare avanti. Non ė stato facile, per niente!!!! Non mi sono addormenta o svegliata senza pensare si tornare a casa mia, in Romania, vicino ai miei figli e alle persone care. Per fortuna ho incontrato persone brave, obbiettive, aperte che mi sono state vicine e con le quali sono riuscita costruire un bellissimo rapporto umano, di amicizia e anche d’affari Romania- Italia. Concludo: MAI DISCREDITARE LE PERSONE PERCHÉ DOMANI PUÒ CAPITARE A TE E TI ASIGURO CHE FA TANTO MALE!!!!
    Caro Matteo, ti auguro tante belle cose e rimani sempre una bella persona!
    Nicole

  2. L’Italia è ancora il miglior paese del mondo, le possibilità lavorative esistono in tanti settori tipo Agricoltura, Turismo, Artigianato Servizi Terziari ed in tante altre parti. Ci vuole grande volontà e sacrificio che non tutti i giovani sono disposti ad accettare.

    • Ciao Lorenzo noi siamo imprenditori agricoli e l’Italia non aiuta nessuno ad emergere e mi dispiace molto ma non vedo altra possibilità che andarmene…

      Laura

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *