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Londra vuole ridurre anche gli immigrati UE

Se ne parla da un po' ma, ultimamente, le voci si sono fatte sempre più pressanti. E ora il primo ministro Cameron vuole chiedere formalmente a Bruxelles l'introduzione di un giro di vite

Anche in Inghilterra parlano di invasione
Prima o poi doveva succedere: la legge del contrappasso non lascia molte speranze. E se per molti, politici e non, il cavallo di battaglia sembra la lotta alla presunta invasione di “extracomunitari” ora c’è un paese europeo che considera invasione anche l’arrivo di altri cittadini europei, italiani compresi. Stiamo parlando dell’Inghilterra, meta sempre più scelta da cittadini e lavoratori europei. Nell’Isola di Sua Maestà, solo per dare qualche numero, gli italiani sarebbero ben oltre 550000. Ma moltissimi sono anche spagnoli, greci, rumeni e così via. Talmente tanti che Cameron e il suo governo vogliono mettere un freno a questa immigrazione europea. E che freno se alcuni dei provvedimenti che vogliono adottare sono di questo calibro:
– nessuna garanzia di welfare ai cittadini europei per i primi quattro anni di residenza in Gran Bretagna
– rimpatrio per chi è disoccupato da un periodo più lungo di sei mesi.

E, oltre a ciò, Cameron torna a parlare di uscire direttamente dalla UE.

Non c’è che dire, anche la civilissima Inghilterra sembra voler cavalcare la stessa identica onda che ormai sta lambendo un po’ tutto il vecchio continente: dagli allo straniero. Con un concetto di straniero che si fa sempre più ristretto in termini di provenienza geografica. Se prima erano gli extracomunitari ora sono altri cittadini europei. E se l’apertura mentale resta questa c’è da scommettere che si arriverà a considerare straniero chi arriva da una via diversa rispetto a quella in cui si vive. Ma sarcasmo a parte (ma mica tanto) la tendenza non è certo solo inglese: ha cominciato la Germania con la lotta a quello che il governo della Merkel ha definito “turismo sociale”, seguita poi dal referendum svizzero. E ora la Gran Bretagna che, visti i moltissimi europei che la raggiungono per lavorare, non trova nulla di meglio che minacciare l’uscita dalla UE se non verranno ascoltate le sue esigenze.

Alcune misure in programma
Un colpo al cerchio e una alla botte. Per non apparire troppo cattivo Cameron, in un suo recente discorso, ha voluto ricordare (un po’ come ha fatto Obama recentemente) quanto gli immigrati abbiano contribuito alla grandezza del paese, in termini economici ma anche culturali. Solo che ormai, ha detto, gli ingressi degli altri cittadini europei hanno raggiunto numeri tali da compromettere l’efficienza e l’organizzazione dei servizi pubblici in senso generale. Dunque in un’ottica che di europeista non ha proprio nulla, Cameron ha illustrato alcune delle misure che vorrebbe adottare. Si parte dalla nuova impossibilità, per gli stranieri, di beneficiare di sgravi fiscali e di fare domanda per un alloggio popolare. E si arriva a norme sempre più stringenti per quanto riguarda i ricongiungimenti familiari.

Ma non finisce qui. Gli stranieri (parola che tanto piace ad un certo tipo di cultura o subcultura) non avranno più il diritto di fare richiesta per gli assegni di sostegno al reddito e potranno essere rimpatriati di forza se sono disoccupati da più di sei mesi. Oltre a questo i cittadini che provengono da quei paesi entrati da poco nella grande famiglia della UE non potranno espatriare in Inghilterra fino a quando le economie dei loro paesi non avranno quasi raggiunto i livelli degli altri paesi europei. Sì, avete letto bene: non potranno entrare in Inghilterra per lavorare fino a quando i loro paesi non saranno in grado di offrire loro un lavoro. Logica britannica e singolare.

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(7) Commenti

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  2. In teoria se cameron a deciso cosi mandando noi italiani a casa per chi e disoccupato da sei mesi perche non facciamo pure noi cosi con gli immigrati che ci sono in italia!!! Apposto di toglierci il lavoro a noi e noi costretti ad immigrare in ingliterra

  3. Si vede quando la gente parla a vanvera….esa e’ un supporto economico che puo’ venir chiesto da parte di persone aventi disabilita’ e Hrt e’ il test per identificare la tua residenza qui..cioe’ se abiti o lavori qui..dopo i 5 anni puoi richiedere il passaporto.Asino informati prima di scrivere cavolate

  4. Questa e’ la storia di un cittadino Italiano di 52 anni residente a Londra più’ di 19 anni, dal 1997, gli e’ stata rifiutata l’assistenza sanitaria un servizio chiamato a Londra ESA-Employment and Support Allowance, un servizio per le persone che non possono lavorare per un periodo di malattia e al ritorno al lavoro.
    Dopo poco di due mesi di attesa dal 10 Novembre 2015, che aspettava una risposta finale, dalla domanda di questo beneficio, e dopo aver spedito il modulo correttamente e tutta la documentazione , e prove di residenza dal 1997 fino al 2015, all’ufficio di Belfast Benefit Centre, Jobcentre Plus Plaza Building, 31-41 Chichester Street, BT1 4JD- una volta mandato il modulo, c’e stata un’altra richiesta dall’ufficio Belfast Benefit di far fare il test di residente abituale in Uk-”(Habitually Resident)- Right to reside and Habitual Residence Decision”, per passare questo tipo di test un Italiano residente a Londra deve essere residente nel Regno Unito da almeno 5 anni , per superare la prova test di residenza abituale in Uk.
    Dopo alcuni giorni il 19 Dicembre 2015 ha ricevuto la lettera dal Department for work pensions, che spiegava , che non aveva passato il test di ”residenza abituale” dopo aver vissuto 19 anni nel Regno Unito , e non poteva avere nessuna assistenza sanitaria e doveva pagarsi tutte le sue spese medicinali, e visite mediche, nella lettera spiegava che , per avere la residenza abituale un cittadino straniero doveva restare nel Regno Unito più di 5 anni, come potete vedere nella lettera pubblicata in Inglese.
    Come al solito la nuova legge Inglese del Ministro Cameron ” Razzista a modo suo” , infatti sta creando poverta e
    alti tassi di criminalità tra la popolazione Inglese , da quando ha iniziato a tagliare benefici , nei quartieri poveri di Londra , tanti problemi di questo tipo , colpisce anche tutti gli Italiani , che sono residenti da anni in Uk, e ogni volta che un Italiano chiede un benificio, ci sono sempre problemi di questo tipo.
    Ci sono tanti immigrati Italiani nel Regno Unito, e non parliamo di persone provenienti da altri continenti, ma dall’Unione Europea. Italiani inclusi, che in Uk, secondo stime non ufficiali, sono oltre 550mila. Ora però potrebbe arrivare una stretta per frenare il flusso oltre la Manica, il governo Inglese pensa infatti all’introduzione di ”misure razziste”, che permettano di non garantire il welfare ai cittadini di altri paesi europei per i primi 4 anni di residenza , e di rimpatriare chi è disoccupato da oltre sei mesi. E nel caso in cui queste proposte non fossero recepite da Bruxelles, non è nemmeno esclusa l’uscita dalla Ue. ”(Magari uscisse)”
    Nella lettera inviata all’Italiano come potete vedere nella foto gli e’ stata negata la residenza abituale , e assistenza medica, dopo aver presentato tutte le prove di 19 anni di residenza dal 1997 al 2015, ora essendo pure malato dovra” trovarsi un lavoro per poter vivere, e tornare in Italia, sia per le visite e controlli, anche per affrontare una delicata operazione alla coleciste.

    <(( Questa e' la cartolina- Lettera di Natale del Governo-ufficio Department for Work Pensions, qui sotto in inglese:
    THE DECISION ABOUT YOUR CLAIM

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