Ultime Notizie
logo lavorare all'estero

Lavorare all'Estero • Notizie

Notizie, informazioni utili ed offerte di lavoro all'estero

Londra: si vogliono le liste dei lavoratori stranieri

La notizia sta rimbalzando su tutti gli organi di stampa: a Londra si parla di liste dei lavoratori stranieri. Di che si tratta?

Il caso

A Londra si vogliono le liste dei lavoratori stranieri. Ed è subito polemica. Ma andiamo con ordine. Il ministro dell’interno, Amber Rudd, durante il congresso dei conservatori, ha usato parole molto chiare: le imprese devono, obbligatoriamente, rendere noti i numeri dei loro dipendenti stranieri. Il motivo? Favorire l’assunzione dei lavoratori inglesi. Ancora una volta il motto “prima i nostri” riecheggia in Europa.

L’annuncio non poteva certo passare inosservato e neanche indolore. Subito le polemiche si sono fatte sentire. Le liste dei lavoratori stranieri fanno arrabbiare le aziende ma anche molti avvocati che parlano di provvedimento illegittimo. Vista la reazione, la ministra ha cercato di ridimensionare le sue dichiarazioni. Ma il clima che si respira sta diventando davvero pesante.

Rudd si era già premurata, ancora prima di pronunciare l’idea di costringere le aziende a fornire le liste dei lavoratori stranieri, di non voler essere considerata razzista ma, semmai, preoccupata per la sorte dei lavoratori britannici. Un “prima i nostri” che dovrebbe piacere anche a molti italiani. Chissà se la penseranno allo stesso modo quando vorranno andare a lavorare a Londra o quando dovessero già esserci e si vedranno su qualche bella lista di proscrizione. A poco sono valse le successive rassicurazioni della ministra che si dice convinta che il suo eventuale provvedimento dovrebbe solo servire a indurre le aziende a comportarsi meglio. Cosa significhi quel “comportarsi meglio” resta ambiguo.

La sostanza resta

In realtà la sostanza delle liste dei lavoratori stranieri resta, anche dopo le parziali modifiche delle parole del ministro. Resta perché la Rudd si conferma convinta che in Gran Bretagna serva una regolamentazione su quali tipologie di competenze necessitino al paese. E, di conseguenza, di dove andarle a prendere. Le aziende sono ovviamente contrarie a qualunque limitazione della loro libertà di assumere dove vogliono.

Ma la ministra non demorde e ribadisce che le aziende inglesi dovranno impegnarsi molto di più ad assumere e formare molti più cittadini inglesi, prima di assumere lavoratori stranieri. E di nuovo si parla di cambiare le regole affinché assumere un lavoratore straniero diventi quasi un percorso a ostacoli.

Nel dettaglio si dice però che, almeno fino a quando la brexit non diventerà operativa, i lavoratori europei sarebbero esclusi dall’obbligo delle liste. Ma dopo? E gli oppositori a questo provvedimento ci tengono a ricordare al ministro che, su 31 milioni di lavoratori in Gran Bretagna, quasi 5,5 sono stranieri. E che, senza di loro, vi sono settori quali l’edilizia e la sanità, che avrebbero grossi problemi.

Secondo il governo invece il problema potrebbe essere risolto se le aziende si vedessero costrette a rispettare regole che favoriscano i cittadini inglesi. Intanto, per cominciare, verrà rafforzata la regola per cui un’azienda dovrà aspettare almeno 28 giorni dalla pubblicazione di un’offerta di lavoro, per rivolgere quell’offerta a un lavoratore straniero.

Articolo visualizzato 378 volte
Condividi questa notizia con i tuoi amici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *