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Lavorare nel turismo

L'arrivo sul mercato delle compagnie low cost è tra gli elementi che hanno contribuito a mutare profondamente le abitudini di viaggio e, conseguentemente, quelle dell'industria turistica. Oggi è anche la tecnologia a dare una nuova impronta alle competenze richieste per lavorare nel turismo

Nuove professioni
Lavorare nel turismo, oggi, continua ad essere una delle occasioni migliori per pensare ad un’esperienza di lavoro all’estero. Possibilità che aumentano anche per il profondo mutamento strutturale che il settore turistico sta vivendo in questi anni. Non c’è dubbio che sia la tecnologia a dare una nuova veste all’economia che gira attorno a questo comparto. Ora non è più solo un’ottima conoscenza delle lingue straniere o la capacità di creare servizi e offerte sempre più appetibili. La conoscenza delle nuove tecnologie è ciò che, più che mai, contribuisce a fare del settore turistico un comparto dalle enormi opportunità di crescita occupazionale. Tecnologia che significa professioni di esperto grafico ma anche social network manager.

Un mondo variegato
Lavorare nel turismo non è più solo professionalità legate alla ricezione alberghiera o alle competenze richieste per lavorare in un tour operator. Certo queste devono assolutamente esserci ma devono sempre più articolarsi e lavorare in sinergia con la tecnologia e con le sempre nuove frontiere del turismo 2.0. Anche perché, quando parliamo di turismo dobbiamo considerare anche l’enorme indotto che vi gira attorno come quello rappresentato dalla gastronomia e dall’industria del food & beverage in generale. Tutto questo richiede sempre più una sorta di network di offerte e di capacità di marketing ancora più raffinate ed avanzate. Per questo lavorare nel turismo significa il potenziamento di alcune figure professionali ma anche la creazione di nuove.

Crescita non solo italiana
Vogliamo citare alcuni dati emersi da recenti studi e pubblicati sull’Eco di Bergamo poche settimane fa. Certo questi dati si riferisco alla prevista tendenza del mercato italiano ma raccontano di una dinamica che è prevedibile coinvolgere molti altri paesi nel mondo. Solo nel nostro paese, nei prossimi dieci anni si prevede che il numero di occupati nel settore turistico arriverà a quasi 1.500.000 addetti, per raggiungere gli oltre tre milioni nel 2023. E la tendenza alla crescita, visto il fisiologico scambio di movimenti di flussi turistici, riguarda un po’ tutto il settore mondiale.

Un settore aperto a tutti
Lavorare nel turismo, in Italia e all’estero, è in crescita esponenziale anche perché si tratta di un comparto economico che può offrire opportunità anche a chi non ha una enorme esperienza lavorativa. È un settore particolarmente dinamico sia per la flessibilità richiesta dalla stagionalità ma anche per la contemporanea destagionalizzazione su cui molte località stanno puntando per allungare la stagione lavorativa. Pensiamo a località, solo per fare due esempi, come Miami o New York, città turisticamente aperte per 12 mesi all’anno. Settore aperto a tutti anche perché è tra quelli che maggiormente danno l’opportunità di crearsi delle attività autonome.

Tecnologia tecnologia e ancora tecnologia
È questa davvero la nuova frontiera. Certo i siti di alberghi e di altre strutture ricettive esistono già da un po’ ma oggi non basta più questo supporto relegandolo alla semplice attività di informazione. Oggi i siti sono sempre più, e sempre più lo saranno, parte integrante del servizio e dell’offerta con estensione anche in campi come app turistiche o vere e proprie sinergie con l’utente finale. La tecnologia creerà davvero anche nuove tipologie di impresa in cui turismo e professioni del web saranno praticamente imprescindibili l’uno dalle altre. Pensiamo solo alle imprese che si occupano di intermediazione turistica che dovranno sempre più raffinare le tecniche per ottenere le migliori condizioni di ciascun servizio proposto e poterlo poi rivendere on line. O pensiamo alla necessità, per le diverse aziende del settore, di operare in rete con la maggiore trasparenza possibile. Ecco dunque la necessità di poter lavorare con professionisti esperti di quella che si chiama “web reputation”

Il futuro è 2.0
E nel turismo lo è più che mai, con un aumento conseguente di mobilità professionale in giro per il mondo. Basti pensare ad alcune professioni di cui ci sarà sempre più bisogno: il transmedia web editor, per esempio, cioè colui o colei che devono gestire i contenuti delle pagine web ma anche saper usare strumenti multimediali per interagire direttamente con i clienti. O il content curator che deve saper raccogliere informazioni in rete e aggregarle in modo tale da costruire una base di informazioni utile e chiara.

Ma anche il consulente di viaggio, apparentemente la più classica delle figure, andrà incontro a non pochi mutamenti; il più sostanziale è proprio quello di non essere necessariamente legato ad una singola agenzia. Anzi. Deve essere sempre più in grado di utilizzare la tecnologia per offrire vacanze e viaggi super personalizzati la nuova tendenza del turismo.

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