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Lavorare in Portogallo: qualche notizia economica

Molti lettori ci chiedono informazioni su come lavorare in Portogallo. Prima di rispondere a questa domanda forse è meglio avere qualche informazione sulla sua economia

Perché le imprese italiane dovrebbero investire qui
Il Portogallo è uno dei paesi più pesantemente colpiti dalla crisi. Tuttavia, come sempre accade, vi sono alcuni elementi che possono essere presi in considerazione da piccole imprese italiane che volessero fare business in Portogallo. Intanto il ruolo di porta verso alcuni paesi africani di lingua portoghese che, tra le altre cose, sono tra quelli che stanno facendo registrare i più interessanti tassi di crescita. Come sottolineato anche da alcuni dati ufficiali del Ministero degli Affari esteri, il Portogallo sta ottenendo ottimi risultati nell’export verso questi paesi, con percentuali di dieci volte superiori rispetto all’attività di esportazione italiana verso gli stessi paesi. Oltre a ciò il Portogallo ha iniziato alcuni programmi di privatizzazioni che prevedono, per i paesi stranieri, la possibilità di acquisire o di partecipare attivamente, anche in settori importanti come quello infrastrutturale, logistico o della gestione di alcuni servizi: settori considerati strategici e, per questo motivo, in precedenza chiusi alla partecipazione straniera.

Non tutto il male viene per nuocere
Per quanto cinica possa sembrare questa affermazione c’è da dire che la crisi, per qualcuno ha comportato anche dei vantaggi. Le nuove regole e necessità imposte dallo tsunami economico-finanziario, hanno aperto nuove strade a molte aziende estere che hanno potuto entrare nella gestione di molte imprese locali, in particolare nel settore delle energie rinnovabili, un business in crescita. Anche il turismo ha dato un suo notevole contributo: e qui la differenza la stanno facendo i “nuovi ricchi” che arrivano da Brasile, Cina, Russia e rinascente Angola. Questo flusso internazionale sta inducendo molte imprese anche italiane (della moda soprattutto) ad aprire in Portogallo non pochi negozi. E si sta registrando una sempre maggiore presenza di imprese italiane della ristorazione che portano, come conseguenza, un notevole indotto positivo nella commercializzazione e richiesta di prodotti italiani.

Settore ITC
Da sempre uno dei settori maggiormente sensibile ai cambiamenti, anche in Portogallo sta acquisendo una notevole importanza, sia dal punto di vista occupazionale sia dal punto di vista degli investimenti. A giocare a favore del paese alcuni fattori: la qualità sempre più alta di molte università tecniche e una sorprendente crescita di quelle che sono chiamate le “infrastrutture tecnologiche”. Così il Portogallo non solo sta diventando interessante per gli investitori stranieri ma vede anche molte piccole e medie imprese del settore diventare sempre più attive internazionalmente.

Materie plastiche
Forse non è la prima cosa a cui si pensa quando si parla di Portogallo. Eppure l’industria di articoli in gomma e plastica di questo paese sta crescendo costantemente e sta raggiungendo un’importanza quasi mondiale. Ed esporta quasi il 90% della sua produzione in tale settore. Innovazione, tecnologia e competitività commerciale fanno di questo settore una sorprendente fonte di introiti e occupazionali. Buone le prospettive anche del settore dei macchinari in particolare quelli per la produzione enologica, lavorazione del legno e lavorazioni di conceria.

Dati economici
Inutile negare che, in particolare nel corso dell’ultimo triennio, il Portogallo abbia vissuto una difficilissima situazione economica. Non dimentichiamo che nel maggio del 2011 la situazione era talmente grave, sia politicamente sia finanziariamente, che il Portogallo dovette ricevere aiuti da FMI e BCE per un totale di 78 miliardi fino a quest’anno. In cambio di ciò, ovviamente, il paese ha dovuto dar vita a non indolori piani di austerità. Non solo per ridurre il debito pubblico ma anche per dare vita ad una strutturale riforma di tutta la sua economia. Quello che gli esperti chiamano “ciclo recessivo” continuerà ancora per un po’: nonostante il sostegno europeo è indubbio che alcuni dati negativi rallenteranno il loro andamento con segno meno ma resteranno comunque negativi. Anche la domanda interna, ancora con il segno meno, continuerà seppure parzialmente compensata da un aumento dell’export. Le maggiori riforme economiche stanno riguardando particolarmente una classica flessibilizzazione del mercato del lavoro, riforma pensionistica e privatizzazioni. Sembra una ricetta standard per riuscire a mantenere gli impegni presi con la Troika.

Alcuni dati sul mercato del lavoro
Alcuni dati relativi al 2° trimestre del 2013 (tra gli ultimi disponibili)  parlano di un tasso di disoccupazione del 16,5% che, nella fascia giovanile, si alza quasi al 36%. La cosa interessante è la percentuale di presenza femminile nel mercato del lavoro Portoghese che arriva a quasi il 69,9%, sorprendentemente superiore alla media europea che è del 65,9% circa. Alla fine dell’agosto scorso risultavano iscritti ai servizi per l’impiego quasi 700000 persone di cui il 5% di origine straniera. Prevalente, dal punto di vista occupazionale, il settore del terziario. Sempre nel 2013 i profili professionali vedevano queste percentuali di impiego:
– settore dei servizi 65,1%
– agricoltura e pesca 10,7%
– industria, costruzioni e settore energetico 24,3%

Sebbene non si possa certo dire che lavorare in Portogallo ora sia facile e consigliabile, vi sono comunque alcuni settori in cui può valere la pena cercare qualcosa. Se si ha una preparazione professionale qualificata vi sono alcune aziende che necessitano di professionisti della tecnologia, delle cosidette scienze della vita, farmacologia e biotecnologia.

Non mancano possibilità in settori più tradizionali come il turismo in generale, nell’agricoltura in particolare a carattere stagionale, nel settore della sanità privata e nei call centres.

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