Ultime Notizie
logo lavorare all'estero

Lavorare all'Estero • Notizie

Notizie, informazioni utili ed offerte di lavoro all'estero

Lavorare in Nuova Zelanda. Il paese è alla ricerca di manodopera

La notizia è di quelle ghiotte per chi ha davvero voglia di provare e di mettersi in gioco. La Nuova Zelanda è alla ricerca di manodopera. Vediamo perché

L’oro neozelandese

Lavorare in Nuova Zelanda è possibile. Per chi ha voglia di mettersi alla prova. Il paese è infatti alla ricerca di manodopera per lavorare in un settore che, per certi aspetti, rappresenta davvero l’oro neozelandese e cioè il settore agricolo dei kiwi. La notizia è rimbalzata anche sui nostri giornali che hanno raccontato di come la manodopera scarseggi proprio nel settore dell’agricoltura il che implica che molta frutta e verdura non venga raccolta ma lasciata marcire. Con perdite economiche ingenti e sprechi davvero vergognosi.

Tutto ciò ha indotto il governo neozelandese a tentare di porre rimedio a questa situazione, iniziando a pensare di rivedere, almeno in parte, la politica del rilascio dei visti, almeno per quanto riguarda lavori agricoli e, in particolare, quelli legati al settore dei kiwi che, ormai da anni, rappresentano un’importante segmento nell’economia del paese.

Manca manodopera

Ma siccome tutto il mondo è paese e i lavori più duri non li vuole fare nessuno, anche in Nuova Zelanda, paese a parole molto sognato dagli italiani che vogliono scappare all’estero, non si trova manodopera interna. Motivo per cui in zone come la Bay of Planty, che già nel nome ha il suo destino, forse la più ricca in questo settore, le aziende gridano aiuto perché non si trovano persone disposte a fare questo lavoro di raccoglitori. Per questo, anche per questo, sono aumentate le paghe orarie, arrivate a sfiorare i 17 dollari l’ora. Ma neanche questo è servito a trovare i seimila lavoratori che sarebbero necessari in questo momento.

E così il governo neozelandese ha aperto ad una strada che cambia un po’ la politica dei visti. Come? Consentendo anche a chi ha un visto turistico di lavorare senza che questo visto diventi lavorativo. Dunque, parallelamente, il governo vuole aumentare il numero di aziende agricole che siano ufficialmente accreditate per dare lavoro stagionale, consentendo magari che ha chi ha davvero voglia di lavorare, di approfittare di una vacanza in Nuova Zelanda per guadagnare un bel po’ di soldi.

Una decisione molto simile era già stata in parte messa in atto nella vicina Australia anche se lì le polemiche non erano mancate. E c’è da giurarci che anche in questo caso la decisione non mancherà di suscitare qualche discussione. Ma quando si tratta di soldi i governi, si sa, le soluzioni le trovano, o almeno le cercano. Anche perché i dati parlano chiaro: con forse troppo ottimismo l’industria agricola ha aumentato del 19% la produzione di kiwi senza preoccuparsi che il personale per la raccolta fosse sufficiente a ricoprire il fabbisogno. Correre ai ripari è urgente perché, come ha scritto anche lo New Zeland Herald, entro il 2030 il paese vuole incrementare del 35% la produzione di kiwi (con impatti ambientali anche notevoli se si pensa ai danni dell’agricoltura intensiva) e avrà bisogno, allora, di quasi 15mila lavoratori.

Articolo visualizzato 364 volte


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *