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Lavorare in Cile? Sì, nel settore ICT

Se queste sono le vostre competenze allora il Cile potrebbe essere la vostra nuova frontiera. Addirittura la testata on line America Latina Quotidiana arriva a definire il Cile come la "terra promessa dell'ICT sudamericano

Un settore che continua a crescere
È da circa un paio d’anni che il Cile sta facendo registrare importanti incrementi in questo settore su cui sta puntando tanto, al punto da avere l’ambizione di divenire un vero e proprio hub tecnologico per il tutto il Sud America. Solo nel 2012 alcuni dati evidenziano come l’investimento pro-capite in tecnologia sia stato di 143 dollari annui per ogni abitante: per intenderci la media dei paesi OCSE è di 152. Un bel passo avanti per il Cile che vuole fare dell’ICT una sua specificità.

Molti progetti
Molti i progetti che sono già stati messi in campo e molti quelli statali, a testimonianza di un impegno politico per dotare il paese di infrastrutture tecnologiche a 360°, anche per incrementare gli investimenti stranieri nel settore. Il governo ha stanziato un “tesoretto” di circa 80 milioni di dollari già un paio di anni fa usati per aumentare la banda larga e per incrementare sia internet sia la telefonia anche nelle zone meno accessibili del paese. Un altro grande progetto è quello che ha visto, tra il 2010 e il 2012, investimenti per oltre 34 miliardi di pesos nell’ambito del Todo Cile Comunicado, programma di connettività che ha portato internet e tecnologia a oltre 3 milioni di cileni, tagliati fuori da questa possibilità proprio per la difficile accessibilità territoriale.

Investimenti privati
Moltissimi nche gli investimenti privati nel settore ICT. Alcuni dati, tra i più recenti, dicono che nel periodo tra il 2011 e il 2012 le aziende del settore hanno investito in Cile quasi 5 miliardi di dollari. Molti i grossi nomi come Antel, la messicana Claro e la spagnola Movistar. Non è di molti mesi fa l’avvio di un nuovo data-center del colosso IBM che vuole accrescere la sua presenza nel paese come la brasiliana Aceco IT. Insomma, un clima improntato ad un enorme dinamismo che sta facendo registrare anche importanti ricadute dal punto di vista occupazionale.

Un grosso impegno
Tutto ciò non è un fuoco di paglia ma una delle conseguenze, tra le altre cose, del progetto Start Up Chile, partito nel 2010 per iniziativa del Ministero dell’Economia. Punto di forza di questo progetto un finanziamento sostanzioso per sei mesi, consulenza e possibilità di accedere a network tecnologici e di capitale. Solo in un biennio tale progetto ha dato accoglienza a oltre 200 start up.

Aumenta la consegna di visti
Certo non è solo il settore ICT che porta con sé un aumento della richiesta di visti per lavorare in Cile ma, sicuramente, le diverse figure professionali legate a questo ambito stanno contribuendo molto a questa tendenza. Fonti ufficiali segnalano come, nel primo quadrimestre dello scorso anno il rilascio di visti è aumentato addirittura del 46,8% rispetto allo stesso periodo del 2012. Per questo motivi il governo cileno sta studiando provvedimenti per migliorare erendere più veloce il sistema del riconoscimento delle diverse qualifiche lavorative e professionali. Non vi è dubbio che in molti settori il paese non riesca a far fronte alle sue necessità ricorrendo solo a lavoratori locali.

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