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Lavorare e investire nell’immobiliare a Londra. Questo è il momento

Il dopo Brexit ha trasformato Londra nella piazza top per gli investimenti immobiliari

Grande fermento

Lavorare e investire nell’immobiliare a Londra, adesso è il momento migliore. Secondo alcuni dati, il dopo Brexit, si sta rivelando un momento assolutamente favorevole per gli investimenti immobiliari. Ad affermarlo Savills, uno dei leader, quotati anche in borsa, nel settore dei servizi immobiliari. La ricerca di questa società ha focalizzato l’attenzione su diverse città proprio nell’ambito immobiliare, partendo da alcuni fattori che prendono in considerazione elementi quali:

  • Sviluppo
  • Prospettive urbanistiche

Sono soprattutto gli elementi legati all’urbanistica quelli che sembrano avere maggiore importanza. Anche perché, da essi, si può più facilmente presumere quale sia la capacità di una città a cambiare e a farlo in maniera veloce. Ora, lavorare e investire nell’immobiliare a Londra sembra davvero una scelta vincente. Londra, secondo lo studio citato, risulta saldamente in testa, superando di non poco Parigi, Amsterdam, Berlino, Dublino e Zurigo. Basti pensare che Londra ha ottenuto un punteggio di 98 mentre Parigi, seconda classificata, è arrivata ad 80.

Punti di forza che fanno pensare che lavorare e investire nell’immobiliare a Londra sia vincente sono:

  • Infrastrutture moderne, sia già realizzate sia in procinto di esserlo
  • Investimenti nelle professionalità e nelle risorse umane

A rendere Londra al top è proprio la sua fisiologica natura dinamica e aperta al nuovo. Una forte propensione a fare rete e a creare una serie di relazioni aziendali a livello internazionale. Insomma Londra, dopo la Brexit, sembra essere divenuta ancor più un polo di attrazione per lavorare e investire nell’immobiliare anche per tutto l’indotto che può essere in grado di portarsi dietro. E a beneficiarne sarà anche l’occupazione.

Tra i fattori di attrazione ci sono i prezzi dei terreni edificabili. I numeri rilevati dal Residential Development Land Index parlano di un prezzo che viene considerato stabile, con un range di discesa del 3,5% nel secondo trimestre dell’anno. Però si è registrata una generale crescita annuale del 6% dovuta all’innalzamento delle quotazioni delle zone industriali dismesse.

La cosa che emerge chiaramente è quanto forte sia la domanda di terreni edificabili nelle aree in cui maggiore è la necessità abitativa, cioè quelle zone in cui maggiormente c’è bisogno di abitazioni. E questo spiega perché, dopo la Brexit, lavorare e investire nell’immobiliare a Londra è una scelta di lavoro e di business vincente.

Anche la politica gioca a favore

Per lo meno la politica cittadina. Proprio per far capire che, almeno per Londra, la Brexit non deve cambiare nulla, il sindaco Sadiq Kahn, ha dato vita ad un progetto chiamato “Everyone Welcom” da cui è nata la campagna “London is Open”. Non solo spot ma vere azioni concrete per rendere la città ancora più attraente per chi vuole vivere, lavorare e investire. Soprattutto nell’immobiliare. Perché Londra ha bisogno di case. Un bisogno che non è soddisfatto dall’attuale ritmo di edificazione. Un altro importante riconoscimento arriva dall’indice Global Cities che, tra le dieci migliori città in cui investire, ha inserito una sola città europea e cioè proprio Londra.

Non dimentichiamo poi quanto sia favorevole oggi, il cambio euro/sterlina. Fattore non certo secondario a far capire perché, ora, investire nell’immobiliare a Londra sia al top. E, conseguentemente, anche lavorare nell’immobiliare, settore destinato a crescere sempre più.

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