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Lavorare e investire a Cuba

Le cose cambiano. Anche a Cuba dove è stata approvata una legge che vuole incentivare l'arrivo di investimenti stranieri. Mercato, sviluppo e lavoro dovrebbero beneficiarne

Riforme
Lavorare e investire a Cuba dovrebbe diventare, via via, più facile. O almeno è quello a cui puntano le riforme partite da cinque anni e quelle che partiranno in futuro. Sull’onda del cambiamento il governo cubano ha dato il via ad una legge che, attraverso l’incentivo all’arrivo di capitali esteri, vuole dare fiato al mercato locale e aumentare anche le opportunità di lavoro. Il primo e più importante, per certi aspetti, provvedimento è quello di offrire delle garanzie giuridiche (fondamentali) a quegli investitori stranieri che vorranno scommettere su questo nuovo vento di apertura. Subito dopo, l’altro passo sarà (o dovrebbe essere) l’instaurarsi di nuovi rapporti commerciali con Europa e Brasile. Del resto, secondo molti analisti, Cuba non può più fare a meno di investimenti stranieri, soprattutto nel settore delle nuove tecnologie e in quello agro-alimentare.

Alcuni provvedimenti
In realtà i provvedimenti che dovrebbero rendere più facile lavorare e investire a Cuba non sono niente di nuovo, ma lo sono per l’isola che ha vissuto, fino ad ora, di un’altra dinamica economica. Oltre a garanzie giuridiche si pensa dunque a incentivi fiscali e sconti sulla tassazione degli eventuali profitti. Importante sarà anche l’alleggerimento burocratico per l’import-export di strumenti e macchinari industriali. La vera novità è l’apertura agli investimenti diretti di quei cubani che risiedono all’estero, soprattutto a Miami, in Messico e in Spagna.

Mercato del lavoro
Almeno all’inizio però, le aziende straniere in cambio di questa apertura dovranno accettare che per le assunzioni a Cuba sia un’agenzia statale a fare da filtro. Niente assunzioni dirette quindi. Una riforma che coinvolgerà anche le aziende in joint venture. Cambiamenti però sono attesi dalla sospensione di alcune sanzioni economiche applicate dalla UE al regime castrista. E da alcuni esperimenti apripista come quello che ha visto coinvolta l’era del porto del Mariel che si è aperta al mercato e che ha visto il Brasile investire oltre mille milioni di dollari per dar vita a lavori infrastrutturali di ampliamento.

li stranieri potranno investire ovunque tranne che nella sanità, nell’esercito e nella scuola.

Ma oltre agli investimenti brasiliani sono stati approvati altri due progetti esteri relativi al porto di Meriel anche se i nomi delle aziende coinvolte non sono ancora stati resi pubblici. Ciò che si sa è che, sull’onda di questa apertura, Cuba ha ricevuto proposte di investimento per questa area da parte di Panama, Mesico, Russia, Canada, Francia, Portogallo, Spagna, Cina e anche Italia. I settori che fanno più gola sono quelli della logistica e delle energie rinnovabili. A parte i lavori infrastrutturali che il Brasile ha avviato per rendere appetibili altri investimenti, per ora si sa che è un’impresa Messicana quella che si è aggiudicata la possibilità di investire su un impianto per la lavorazione della carne in un’area vicina al porto.
Grandi opportunità dunque si stanno aprendo a Cuba

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