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Lavorare e fare impresa ad Hong Kong

Per il secondo anno consecutivo Hong Kong si conferma il luogo migliore al mondo per fare impresa e, per il diciannovesimo anno consecutivo invece, si conferma essere l'economia più libera al mondo. Quali i settori in crescita e i motivi di tale dinamismo?

Perché questo articolo? Perché, per il secondo anno consecutivo, Hong Kong si conferma la location migliore per lavorare e fare impresa. A dirlo, ancora una volta è la società di notizie e informazioni finanziarie Bloomberg; i criteri utilizzati per stilare questa classifica sono molti e vanno dai costi per dare avvio ad un’impresa, all’integrazione economica, costo del lavoro, logistica e potenzialità del mercato. La ricerca, che ha usato oltre dieci diverse fonti, ha analizzato ben 161 diverse nazioni.

Anche il Rapporto Congiunturale stilato dall’Istituto Nazionale per il Commercio Estero ha messo in luce alcuni dati decisamente confortanti rispetto all’andamento economico di Hong Kong, evidenziando come lavorare e fare impresa da quelle parti sia qualcosa che molti imprenditori prendono sempre più in considerazione.

Inutile negare che anche l’economia di Hong Kong abbia risentito della sfavorevole congiuntura mondiale ma, nonostante ciò nel 2012 il PIL è cresciuto dell’1,4% e le previsioni per il 2013 parlano di un ulteriore aumento che può arrivare anche al + 3,5%. Unico, per ora, punto critico è rappresentato dall’aumento dei prezzi degli immobili, cresciuti del 107% rispetto al non lontano 2008. E, tutto ciò, non può non avere conseguenze sul tipo di business a cui si può pensare se si vuole lavorare e fare impresa ad Hong Kong. Non a caso la sua economia si basa prevalentemente sui servizi che rappresentano non solo il 93% del PIL ma anche l’88% della totale forza lavoro: le attività maggiormente in crescita sono dunque quelle legate al settore finanziario e assicurativo. Un’altra industria che sta facendo registrare lusinghieri risultati è quella turistica che, nel 2012, ha gestito un afflusso di viaggiatori pari a quasi 49 milioni di presenza.

 

In controtendenza, rispetto alle vacillanti economie europee, anche i dati del commercio estero, cresciuto sia nelle esportazioni (+ 8,3%) sia nelle importazioni (+8,4%). Anche le esportazioni dei servizi sono cresciute sensibilmente, mentre sono cresciute meno le importazioni che si sono fermate ad un 1,2% a fronte di un quasi + 5% dello scorso anno.

Sempre secondo i dati del Rapporto Congiunto, a rendere interessante l’idea di lavorare e fare impresa ad Hong Kong, sono i numeri del consumo privato, cresciuto insieme alle vendite al dettaglio, grazie anche ad un mercato del lavoro che, nel 2012, ha registrato un tasso di disoccupazione bassissimo: 3,3%; cosa da far accapponare la pelle se si pensa ai dati europei o americani. E, in tutto ciò, Hong Kong si conferma vero e proprio hub finanziario e commerciale grazie alla sua economia di libero scambio sia di beni sia di servizi. I dati parlano chiaro: Hong Kong è la seconda destinazione in Asia e la sesta nel mondo per investimenti esteri diretti; maggiore investitore in Cina e un aeroporto al primo posto mondiale per numero di cargo smistati.

L’Istituto per il Commercio Estero sottolinea anche come i settori economici in cui più di tutti si sono rivolti gli investimenti esteri (anche con ricadute occupazionali) sono quelli del commercio, dei servizi, nel trasporto e dello stoccaggio di merci. E, secondo il rapporto dell’Heritage Foundation, nel 2012 l’economia di Hong Kong è risultata essere la più libera al mondo per il diciannovesimo anno consecutivo.

La presenza italiana si aggira attorno alle 350 imprese, tra società di assicurazione, istituti bancari, telecomunicazioni, imprese di meccanica e ingegneria, società di distribuzione, di servizi e di logistica. Massicci sono gli investimenti italiani nel così detto retail e nell’apertura di negozi monomarca: basti pensare che sono circa 200 i negozi di questo tipo, con nomi del calibro di Dainese, Brioni, Fratelli Rossetti e altri. Secondo alcune istituzioni locali, nel 2013 e nel 2014 le aree di maggiore sviluppo e interesse in cui investire (e quindi, potenzialmente assumere) sono:
– servizi finanziari
– servizi legali
– logistica
– convegni
– ICT
– tecnologia ambientale
– turismo.

Per ulteriori e approfondite informazioni consigliamo la lettura del documento “Hong Kong SAR. Nota congiunturale e di Commercio Estero 2012”.

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