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Lavorare all’estero: la TOP 3 delle destinazioni scelte dagli italiani

Di Enza Petruzziello

Italiani con la valigia. Quella di un lungo viaggio, quella piena di sogni e aspettative. Spesso si tratta di una scelta forzata: andare a lavorare all’estero perché in patria non si trova lavoro. Altre volte è una scelta voluta e sognata così da arricchire il proprio curriculum vitae, magari per tornare a casa con nuove competenze da sfruttare in Italia. Comunque la si veda lavorare all’estero rappresenta per molti un’occasione e un’opportunità. Sono tanti gli italiani nel mondo che hanno già deciso di percorrere questa strada senza più voltarsi indietro. Secondo l’ultimo rapporto Migrantes  sono sempre più numerosi gli italiani, giovani ma anche over 50, che fanno le valigie in cerca di nuove opportunità professionali fuori dai nostri confini. Negli ultimi anni il fenomeno dell’emigrazione per ragioni lavorative ha subito una forte in crescita soprattutto tra i laureati. Secondo i dati, nella ricerca del lavoro il titolo di studio posseduto risulta più efficace per chi si è trasferito all’estero.

D’altronde in un contesto nazionale ancora difficile e incerto, non stupisce che sempre più giovani preparino le valigie per tentare la sorte oltre frontiera. È proprio il lavoro, la speranza non solo di trovarlo in linea con il proprio percorso di studio e di conoscenze, ma anche di poter crescere professionalmente, che spinge i giovani a lasciare la propria casa in cerca di fortuna. Trovare lavoro all’estero per molti non è soltanto più facile, ma anche economicamente più conveniente. E così, dopo anni di studio, di tirocini, di lavoretti saltuari e mal pagati, si decide di lasciare casa, affetti e famiglia per trasferirsi laddove le proprie competenze siano non solo riconosciute ma soprattutto valorizzate.

Spesso è proprio la meta a fare la differenza. Da Melbourne a Ginevra passando per Berlino. Sono Svizzera, Germania e Australia le tre destinazioni preferite dagli italiani per lavorare all’estero, che corrispondono anche ai paesi in cui è maggiore l’emigrazione italiana. Tre realtà molto diverse, di cui una geograficamente lontanissima, dall’Italia ma che a quanto pare rappresentano quelle “terre promesse” che in fondo non hanno mai smesso di esserlo, se pensiamo che fin dal secolo scorso gli italiani si sono recati in una di queste nazioni proprio per lavorare. Non solo, qui i lavori per soggetti qualificati stanno iniziando a comparire con straordinaria rapidità.

Ma vediamo nel dettaglio perché queste tre paesi sono le mete preferite dai nostri connazionali in cerca di lavoro all’estero.

LA TOP 3 DELLE DESTINAZIONI SCELTE DAGLI ITALIANI PER LAVORARE ALL’ESTERO

  1. Svizzera

Al primo posto nelle preferenze degli italiani c’è la Svizzera. Qualità della vita eccellente, economia che non conosce crisi, numerose opportunità lavorative e posizione geografica favorevole. Questa piccola nazione nel cuore dell’Europa non smette di esercitare il suo fascino ed attrarre expat da tutto il mondo. Lo dicono i dati: su 8 milioni di abitanti, il 23% è straniero, parliamo di quasi 2 milioni. Tra gli immigrati, gli italiani sono i più numerosi con circa 300mila presenze. Seguono i tedeschi e portoghesi. Non solo. La Svizzera e il suo benessere economico attirano inoltre molti frontalieri dai Paesi confinanti. La manodopera straniera qui è considerata un elemento importante del mercato del lavoro svizzero e i lavoratori stranieri svolgono un ruolo importante nel settore secondario. Un sondaggio del gigante bancario britannico HSBC, condotto su circa 22.300 espatriati provenienti da ben 163 paesi, dimostra che la Svizzera è tra le mete preferite dagli expat lavoratori. Il 62% degli espatriati intervistati ha affermato, infatti, che l’equilibrio tra lavoro e vita privata è migliorato dal loro arrivo in terra elvetica. La stessa percentuale ritiene che il mercato del lavoro svizzero offra buone opportunità di avanzamento nella carriera. In termini salariali, le prospettive si sono rivelate migliori rispetto al paese d’origine per il 57% degli intervistati. Inoltre, il 56% di loro ha detto di percepire una migliore “cultura del lavoro” in Svizzera.

  1. Germania

Al secondo posto troviamo la Germania che come la Svizzera non ha mai smesso di essere terra di emigrazione italiana. Molti quelli che ancora la scelgono alla ricerca di nuove opportunità. E in effetti le occasioni di lavoro in Germania sono davvero tante. Secondo l’Eurostat, l’Ufficio Statistica dell’Unione Europea, la Germania è uno degli Stati europei con il più basso tasso di disoccupazione, pari al 3,2%, a differenza del 10,5% registrato dall’Italia. È Berlino, in particolare, a piacere agli italiani. I principali pilastri economici della capitale tedesca sono i servizi economici e finanziari, l’amministrazione, l’industria di trasformazione, la produzione automobilistica, il commercio, il turismo, gli alberghi e i ristoranti. La città è inoltre uno dei principali centri europei per le start-up. Si prevede che, entro il 2020, creeranno 100mila nuovi posti di lavoro.

  1. Australia

Al terzo posto c’è l’Australia, che rientra anche tra i paesi migliori dove vivere per qualità della vita, grazie a un basso tasso di criminalità, al sistema sanitario, alle opportunità lavorative e, cosa da non sottovalutare, allo stile di vita più rilassato. Certo in Australia vigono leggi ferree per ciò che riguarda l’ingresso di cittadini stranieri e anche il costo della vita è piuttosto alto. In compenso, però, gli stipendi sono alti e il tasso di disoccupazione decisamente basso. Economia in crescita e mercato del lavoro flessibile permettono di trovare un impiego facilmente. Senza dimenticare l’elevata possibilità di far carriera e di crescita professionale. Ad ospitare una delle comunità di lavoratori italiani è Melbourne, famosa per la sua atmosfera cosmopolita e alla moda. Offre lavori nei settori finanza, biotecnologie, arte e design creativo, istruzione superiore, vendita al dettaglio e servizi. Altri settori interessanti sono quelli del turismo, dell’economia e della sanità.

 

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