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Lavorare a Nantes dove la cultura crea occupazione

Mentre da noi la cultura è uno dei settori più bistrattati e umiliati, a Nantes questo è un settore su cui si investe. E i risultati si vedono, in termini di crescita e di occupazione

nantes

Investire in cultura serve eccome
Ed è quello che viene riassunto nelle parole di un ministro francese, Jean-Marc Ayrault che, già sindaco della città di Nantes ebbe a dire, un paio di anni fa: “La crisi non rende la cultura meno necessaria; anzi la rende indispensabile.” Una dichiarazione di intenti che, non solo racconta di una visione politica a lungo termine, ma che a Nantes è diventata realtà. La città ha fatto della cultura qualcosa di strettamente correlato alla crescita a ad un interessante progetto urbanistico.

Quartier de la Crèation
È questo il nome di quella che era un’area industriale. Un’isola di resistenza culturale la si potrebbe chiamare, essendo ubicata proprio su un’isola davanti a Nantes, accarezzata dalle acque della Loira. Un cantiere navale chiuso negli anni ’80 e che la città ha voluto venisse restituito ai cittadini. E la restituzione è avvenuta partendo dall’idea che arte e cultura potessero essere un ottimo catalizzatore di energie, riqualificazione ma anche sviluppo. Sì, sviluppo perché questo progetto è nato per attirare non solo turisti ma anche investitori, aziende che operano nell’ambito della creatività e turismo. Sembra la scoperta dell’acqua calda ma qui lo si è fatto ed è diventato qualcosa che ha creato anche occupazione.

Una storia lunga e non improvvisata
L’idea sembra essere il naturale proseguimento di una politica di rilancio culturale iniziato a Nantes negli anni ’90 per ridare vita a questa isola, reintegrata totalmente nella città. Al centro di questa rinascita ha cominciato ad esserci l’arte contemporanea con il Festival Des Allumès e con la nascita della compagnia teatrale Theatre Royal de Luxe. Poi hangar rivitalizzati grazie a mostre, concerti, esposizioni, mostre e laboratori. E tutto ciò ha portato lavoro non solo nel settore della cultura ma anche in quello dell’edilizia dal momento che rimettere in vita questi luoghi ha comportato  progetti all’avanguardia voluti e realizzati da architetti del calibro di Jean Nouvelle e Dominique Perrault. Architetti che hanno messo da parte il loro essere archi-star per mettere a disposizione di tutti la loro professionalità e creatività. E tutto ciò è divenuto progetto politico della città che nella cultura ha trovato la spinta per trasformare la società e l’economia della città.

Occasione economica
E grazie a tutto ciò la cultura è diventata una vera e propria incubatrice per aziende e imprese culturali. Quindi si sta parlando anche di un’economia che vuol dire lavoro e occupazione. Oltre all’apertura di scuole d’arte, di architettura e grafica qui è nato il Karting, una sorta di incubatrice appunto per oltre 50 imprese creative che hanno dato lavoro a centinaia di persone. Poi la Fabrique, luogo deputato alla musica con servizi vari e produzione di festival ed eventi. Risultato di tutto questo fermento e lungimiranza politica è che la città ha creato oltre 7.000 posti di lavoro nell’industria culturale, facendo registrare un aumento che in circa venti anni è stato del +200%. E che non sembra destinato a fermarsi. Quindi lavorare a Nantes nella cultura può essere una bella opportunità.

E i risultati si vedono
E mentre in Italia un ministro si permetteva di dire che con la cultura non si mangia, Nantes cresce proprio grazie alla cultura essendo anche diventata un hub creativo di portata europea. Basti pensare che la città è diventata partner ufficiale della Commissione Europea per il progetto European Creative Industries Alliance. Di cosa si tratta? Di una importantissima iniziativa che ha iniziato, già da qualche anno, a creare reti e connessioni tra imprese creative e imprese manifatturiere, tecnologiche e aziende che si occupano di sanità. Tanto per dire quanto la cultura può essere anche crescita, lavoro e business. Come se non bastasse, proprio grazie alla cultura Nantes è diventata una meta turistica di primo piano, con altri posti di lavoro e giro d’affari. Oggi la città è tra le prime sei destinazioni turistiche francesi avendo più che raddoppiato le presenze turistiche nel giro di solo cinque anni.

Creatività e innovazione: e Nantes cresce e crea lavoro

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