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Lavorare a Londra dopo la Brexit

Lavorare a Londra dopo la Brexit. Possibili cambiamenti in materia di visti, rimpatri e tagli al sistema sociale

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Possibile scenario

A poche ore dal voto che ha sancito la vittoria della Brexit, molti si chiedono cosa significherà lavorare a Londra dopo la Brexit. Detto che i vari cambiamenti non saranno immediati, cerchiamo di capire cosa accade dopo il referendum sulla Brexit per chi vuole lavorare a Londra o già ci lavora. Intanto, in parole povere, cominciamo con il dire che anche i lavoratori comunitari che lavorano a Londra potrebbero, a rigor di logica, essere considerati presenti senza un visto valido. Stando così le cose probabilmente per lavorare a Londra dopo la brexit in possesso di un lavoro non qualificato implicherebbe la necessità di avere un permesso.

La situazione si andrà evolvendo e pur non sapendo esattamente cosa accadrà quello che è certo è che in Gran Bretagna ci sono oltre tre milioni di cittadini europei. Cittadini che si vedrebbero probabilmente costretti a richiedere un visto. Ma non un visto qualsiasi: un visto legato al lavoro e che comporterebbe, in caso di disoccupazione prolungata, anche il ritiro. Questo lo scenario peggiore. Chi risiede in Gran Bretagna da più di cinque anni potrebbe esserci l’ipotesi di fare richiesta di cittadinanza.

Tecnicamente, restando al caso di cittadini italiani presenti a Londra, sarebbero considerati cittadini illegali e, per tal motivo, soggetti ad un possibile rimpatrio. Tecnicamente, perché il visto non era fino ad ora previsto. Queste sono tutte ipotesi perché ancora non si sa esattamente la tempistica e i dettagli della cosa. Ci vorrà sicuramente un po’ di tempo, soprattutto per capire quali saranno le operazioni di controllo in aeroporti, porti, stazioni e affini. Perché, in teoria, con la brexit, anche i cittadini europei dovrebbero essere sottoposti ai medesimi controlli del passaporto. L’Inghilterra non ha comunque aderito al trattato di Schengen ma, questo, non ha fino ad ora impedito minori controlli per i cittadini europei.

Lavorare a Londra

Lavorare a Londra dopo la Brexit, come dicevamo, comporterà non poche modifiche. Se non si troverà un accordo ad hoc, anche i lavoratori comunitari avranno bisogno di visti. I più temuti sono quelli che, probabilmente, tornerebbero in vigore per i cosidetti lavori non qualificati. Se l’aria resta quella di cui si parla in queste ore è probabile che la permanenza legata al visto implicherà che alcuni permessi di lavoro saranno sottoposti a restrizioni: tipo quella che porterà alla qualifica di posti considerati produttivi.

Sistema sociale

E per quanto riguarda il sistema sociale? Se i lavoratori comunitari verranno equiparati agli attuali non comunitari, significherà non avere più accesso ai fondi pubblici per gli eventuali assegni di disoccupazione. E neanche per alcune facilitazioni fiscali (sgravi) attualmente in vigore. Idem per quanto riguarda i programmi di aiuto per pagarsi l’affitto. E la situazione cambierebbe anche in ambito sanitario. Potrebbe accadere che alcuni tipi di visti implicheranno una carta quota di pagamento da destinare all’NHS.

Quello che è certo è che molte cose cambieranno e che molti studi legali sono già in fibrillazione per capire come muoversi

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