Ultime Notizie
logo lavorare all'estero

Lavorare all'Estero • Notizie

Notizie, informazioni utili ed offerte di lavoro all'estero

Lavorare a Dublino: i settori in crescita

Molti non esitano più a chiamarla la Silicon Valley d'Europa. Nel settore dell'information technology lavorano circa 75000 persone. Ma in crescita anche il settore farmaceutico e le società di servizi finanziari

dublino

Si riparte dall’IT
Visto il numero di occupati sembra davvero questo il settore che offre le maggiori opportunità di lavoro a Dublino: Dell, Intel, Google, Apple, Facebook o Paypal solo alcune delle aziende che hanno deciso di insediarsi nella capitale irlandese. E, piano piano, qualcosa si muove. Certo non è tutto a posto ma, se si pensa alle condizioni nelle quali si è venuta a trovare l’Irlanda dal 2008, il dinamismo di Dublino sembra assumere una valenza ancora maggiore. E, a differenza di quanto accaduto altrove, qui le banche hanno avuto un ruolo positivo nella ripresa. Gli irlandesi hanno infatti accettato una serie di sacrifici imposti dall’austerità ma hanno avuto, in cambio, una ricapitalizzazione delle banche che hanno ricominciato a fare e banche, cioè a dare credito per rimettere in moto l’economia reale.

Le imposizioni europee qui non hanno funzionato
Cosa significa questo? Che il governo irlandese ha deciso di non sottostare ad alcune forti pressioni che arrivavano dalla Comunità Europea e, contrariamente a quanto avrebbe voluto l’Europa, ha deciso di non levare la cosidetta corporate tax che consente alle aziende straniere di investire qui pagando solo il 12,5% di tasse. E grazie a questo sono arrivati i capitali stranieri, tanti; soprattutto dagli USA. A beneficiarne soprattutto quelle aziende che, tra le loro attività, hanno ricerca e sviluppo: in questo caso esse ricevono un tax credit che ammonta a circa il 25% delle spese sostenute in questo settore. E questo settore è cresciuto portando con sé la richiesta di professionisti anche dall’estero. Sono 5000 le aziende del settore IT, giusto per dare dei numeri.

E tutto riparte
Certo questo non significa che i problemi siano dietro le spalle. La disoccupazione resta ancora abbastanza alta ma la ricerca ha dato il via ad un’inversione di tendenza. E, a cascata, sono arrivate le multinazionali farmaceutiche, le società di servizi e intermediazione finanziaria e bene sta andando il settore della ristorazione; anche per l’aumentato numero di turisti e uomini e donne d’affari che frequentano la città. I soldi delle grandi aziende sono anche quelli che hanno fatto ripartire l’export e una certa domanda interna. Un effetto domino che, anche la tassazione decisamente bassa, sembra non fermarsi. E si fa sentire, visto che molti soldi arrivano dagli investimenti di società americane, anche sugli stipendi che, in certi settori, sono più alti della media.

Cosa resta da fare
Non ci piace presentare le cose come fosse tutto oro quello che luccica. Le cose per l’Irlanda, alcune cose, continua a presentare elementi critici, come il rapporto deficit/pil. Però il settore finanziario e bancario, in parte rimessi in sesto, stanno contribuendo ad un aumentato clima di fiducia. Clima di fiducia che si è tradotto in un incremento del PIL nel 2013, previsto in ulteriore incremento durante quest’anno. la morale della favole è che l’Irlanda ha sì rispettato alcune indicazioni dell’Europa ma adattandole elle proprie esigenze. E questa “non sudditanza” sta dando risultati.

Se volete approfondire la conoscenza di questo paese e sapere cosa offre il mercato del lavoro irlandese, consultate il sito www.lavoroinirlanda.it

Articolo visualizzato 1.737 volte
Condividi questa notizia con i tuoi amici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *