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La Germania: non è tutto oro quello che luccica

la Germania: non è tutto oro quello che luccica. Un brevissimo viaggio all'interno delle contraddizioni di un paese troppe volte definito come un modello

Il mito

Il titolo di questo post “La Germania: non è tutto oro quello che luccica” già lo sappiamo, susciterà commenti inviperiti, pieni di rancorosa emotività. Ma, per chi va oltre i titoli, pensiamo giusto presentare anche le cose che non funzionano, o non funzionano come, spesso, ci vengono raccontate. Del resto, si sa, anche il modo in cui vengono divulgati i numeri ha spesso una valenza politica, fa parte di un gioco di potere. Ma andiamo con ordine. Dire che in Germania non è tutto oro quello che luccica non significa disconoscere gli indubbi meriti che questo grande paese ha. Del resto è innegabile che, dopo essere stata una delle nazioni più “economicamente malate” degli anni ’90, essa ha visto la sua economia crescere di oltre il 10% solo tra il 2004 e il 2014. La sua disoccupazione è ferma sotto il 5%, il suo export è molto superiore all’import. Allora? Perché dire che in Germania non è tutto oro quello che luccica? Perché i problemi ci sono e i punti deboli anche.

Una bella ricerca pubblicata da Internazionale sottolinea come da più di un decennio l’economia tedesca non investa a tassi ragionevoli e come l’insieme delle sue imprese abbia visto diminuire drasticamente l’ammontare degli investimenti. Non solo. Anche se i tassi d’interesse sui bund siano bassi, gli investimenti pubblici non sono all’altezza. E, forse non tutti lo sanno, il sistema infrastrutturale tedesco sta cominciando a risentirne.

Istruzione

Certo qualcuno dei nostri lettori che, magari, in Germania vive e lavora avrà da obiettare, sostenendo che in Germania ha trovato lavoro e condizioni di vita dignitose. Però, se si prova per un attimo ad uscire dalla propria condizione personale e ci si guarda intorno si vede, ad esempio, come il sistema dell’istruzione tedesco stia risentendo fortemente della mancanza di investimenti pubblici. E questo sta impattando molto, forse non ancora in maniera visibile, sul settore della ricerca e dell’innovazione. E questo può diventare un problema a lungo termine anche per quanto riguarda la competitività del paese. Intanto, una delle possibili conseguenze di ciò è che il paese avrà, nel corso dei prossimi cinque anni, bisogno di quasi due milioni di immigrati per far fronte al proprio fabbisogno economico.

Anche la demografia, non finiremo di ripeterlo, sta facendo la sua parte. Riportiamo i dati pubblicati all’interno della ricerca di Internazionale di cui parlavamo all’inizio. La natalità tedesca è tra le più basse al mondo e nel 2035 ci saranno:
– 24 milioni di persone con più di 65 anni
– 25 milioni di tedeschi in meno entro il 2100

Se vi sembra un tempo così lontano, troppo lontano per ritenere che la cosa vi debba interessare, vi sbagliate di grosso.

Mercato del lavoro

Al di la di alcuni casi, vogliamo ricordarlo, il mercato del lavoro tedesco ha sì contribuito ad aumentare la competitività ma lo ha fatto a spese di una notevole moderazione dei salari con stipendi cresciuti molto al di sotto della produttività. Oltre a ciò c’è stata, forse non troppo pubblicizzata, una discreta diminuzione dei sussidi salariali e un aumento dei lavoratori al limite della sussistenza a causa dell’uso massiccio di minijobs. Ad una generale percezione di benessere fa da controparte la realtà dei numeri: in Germania c’è una percentuale di povertà che non è mai stata così alta dai tempi della riunificazione che, forse, qualcuno non a torto preferisce chiamare annessione.

Banche

La Germania vuole dare lezioni a tutti ma, per esempio, ha uno dei sistemi bancari messi peggio. Bassa capitalizzazione, Deutsche Bank piena di derivati sono solo due dei problemi che rendono il sistema bancario tedesco non proprio in perfetta salute. Senza contare il numero di piccole banche che, proprio in Germania, non devono sottostare al controllo della BCE.

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Un Commento

  1. Diciamo le come come stanno veramente… Deutsche Bank ha un buco di 9 miliardi di euro… mentre Mps di circa 30 miliardi di euro… 9 miliardi di euro per la Germania sono proprio nulla… 30 miliardi di euro per l’Italia sono una enormità che, stanno pagando tutti gli italiani….

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