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Insegnare in Cina

Oggi intervistiamo Rosalia che, della sua passione per l'Oriente, ha fatto una professione. E, tra poco, riparte per la sua amata Cina per sei mesi

Come promesso nei giorni scorsi iniziamo una serie, speriamo lunga, di interviste a italiani che hanno deciso di lavorare all’estero. A inaugurare questa nostra nuova iniziativa è Rosalia, giovane donna siciliana, 28 anni. Rosalia vive a Roma dal 2004, città in cui si è trasferita per i suoi studi universitari. “Già a 18 anni – ci racconta – ero abbastanza orientata su quello che avrei voluto fosse il mio percorso di studi. Un percorso che ho voluto fosse determinato dalle mie passioni e non da considerazioni di opportunità lavorative. Dal momento che adoro l’Oriente, viaggiare e vivere in contesti multietnici e multiculturali ho pensato di frequntare la facoltà di Lingue e Civiltà Orientali di Roma, presso l’Università La Sapienza. Devo dire che la scelta si è rivelata giusta; mi sono laureata con il massimo dei voti con una tesi dal titolo Pinhua Baojian e la descrizione degli attori nel periodo tardo Qing. Nel 2010 ho poi frequentato un corso intensivo di lingua cinese presso la Beijing Foreigner Studies University a Pechino. Attualmente sono specializzata in General Management and International Business Development sul mercato cinese.

Beh una bella formazione. Senti, siccome noi vorremmo fornire informazioni pratiche ai nostri lettori, ci dici che passi burocratici hai dovuto compiere per lavorare in Cina?
Per me è stato abbastanza semplice, e lo è comunque se il datore di lavoro ti fornisce tutti i documenti necessari. Per quanto mi riguarda, anche questa volta, firmato il contratto di lavoro (considera che vado nuovamente l’8 agosto, per sei mesi con il visto F-Business) mi presento all’ufficio visti con il contratto, la lettera di presentazione dell’univrsità e biglietto aereo. Direi che questo è tutto.

Quindi er poter lavorare in quel paese serve, come per esempio, negli USA, un datore di lavoro che richieda la tua presenza professionale?
Si, è necessario. Inoltre, non è possibile lavorare con un visto di studio.

Il tuo lavoro come lo hai trovato? Ti sei messa a cercarlo dall’Italia?
Sì, l’ho cercato dall’Italia. Mi sono laureata nel 2011 e mi sono subito messa alla ricerca. Sono stata fortunata perché ho risposto ad un annuncio pubblicato sulla bacheca della mia università. Il mio è stato un caso fortuito, accidentale. La partenza è stata improvvisa sono stata chiamata a fine luglio;  a metà agosto ero lì.

Tu sei in Cina stabilmente o ci vai periodicamente?
È dal 2010 che viaggio periodicamente. Nel 2010 ho frequentato un corso e poi, nel 2011, ho cominciato a lavorare a Chongqing. Insegno italiano come L2 presso la Sichuan International Studies University di Chongqing. E devo dire che, vista la situazione italiana, non mi dispiacerebbe affatto stanziarmi a Chongqing

Che tu sappia, come vede la Cina l’ingresso di lavoratori stranieri?
Io vivo in una città che, nonostante le dimensioni, ha una scarsa affluenza di stranieri. Si nota ancora molto la differenza tra culture ed è forte il distacco tra straniero e locale. In città come Pechino e Shanghai, la situazione è di molto differente. Si incontrano stranieri in ogni angolo e la popolazione è abituata a ciò. Tutto sommato, però la Cina ha mostrato, negli ultimi anni, un’attitudine positiva e crescente all’apertura occidentale, favorendo l’ingresso di lavoratori stranieri pur controllando maggiormente la loro presenza nel paese.

In base alla tua esperienza qual è la più grande difficoltà che un italiano potrebbe trovare nell’ambiente lavorativo cinese?
Innanzitutto la comunicazione; non tutti parlano inglese. Secondo poi, il cibo. Un italiano è abituato a pane, pasta… In molte città, i prodotti stranieri sono di facile reperibilità ma le abitudini alimentari sono completamente diverse.
Inoltre, ci vuole grande spirito di adattamento. Siamo popoli con usi e costumi diversi. Bisogna saper apprezzare il loro modo d’essere e tutto sarà più semplice.

Se volete avere altre notizie sul mercato del lavoro in Cina vi consigliamo di leggere l’articolo pubblicato nella nostra sezione Notizie e intitolato “Lavorare in Cina”.
Per sapere invece qualcosa di più sui contratti di lavoro consigliamo la lettura dell’articolo “Cina: il patto di non concorrenza nei contratti di lavoro” pubblicato sulla testata on line Altalex.
Per informazioni sui diversi tipi di visti può essere utile dare un’occhiata al sito visaforchina.org. Utile anche il sito ufficiovisti.com
Se volete contattare direttamente Rosalia potete scriverle all’indirizzo mail rosaliasinaguglia@yahoo.it

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