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Inghilterra minaccia espulsioni di migranti UE

Il dopo Brexit non sembra calmare gli animi. Anzi. L'Inghilterra minaccia espulsioni di migranti UE

Si vuole generare paura

ormai si sa che generare paura è il modo migliore per esercitare il controllo. Forse anche per questo, nella confusione che continua ad esserci dopo il referendum sulla Brexit, l’Inghilterra minaccia espulsioni di migranti UE. Non è un pettegolezzo ma è ciò che ha dichiarato David Davis. Chi è? È il ministro che l’appena eletto Primo Ministro Theresa May ha nominato proprio per gestire il dopo Brexit. Davis ha dichiarato che se si verificasse una nuova ondata immigratoria anche dai paesi UE prima che venga ufficialmente organizzata e normata la Brexit, tali migranti potrebbero anche essere rimpatriati.

La sua uscita ha suscitato qualche preoccupazione e non poche polemiche. Forse anche per questo dopo che l’Inghilterra, per bocca sua, ha minacciato espulsioni di migranti UE, Davis ha cercato di ammorbidire il tutto dicendo che, comunque, farà in modo di trovare un accordo che consenta ai cittadini UE, già presenti nel Regno Unito, di restarci. Come, specularmente, vuole trovare accordi affinché i cittadini britannici che vivono negli altri paesi UE possano continuare a farlo. Insomma si dice intenzionato a non toccare, almeno per il momento, i diritti acquisiti.

Ma per i nuovi arrivi cosa vuole Londra

Ma la sostanza della questione non cambia. Perché Davis è stato molto chiaro: se nel periodo in cui Gran Bretagna e UE formalizzano l’uscita del Regno Unito, ci dovesse essere un eccessivo aumento di cittadini UE che vogliono vivere e lavorare a Londra, allora il governo interverrà pesantemente. Come? Concedendo la residenza a tempo indeterminato solo a coloro i quali sono arrivati a Londra entro una certa data. Il che significa che i nuovi arrivi potrebbero dover chiedere il visto. Queste sono parole di un ministro inglese. Lo precisiamo per quelli che, in risposta ad un nostro precedente articolo, ci hanno tacciato di scrivere scemenze.

Certo queste sono affermazioni pesanti di cui, giustamente, qualcuno mette in dubbio anche l’aspetto legale. È ovvio che prima della legalizzazione e formalizzazione della Brexit, il Regno Unito resta, a tutti gli effetti, un paese della UE. E, in quanto tale, non può prendere nessuna decisione e non può introdurre nessuna liitazione alla libera circolazione di persone e merci. Ma dopo? Le parole di Davis sono molto chiare. Ma c’è sicuramente molta confusione. Lo dimostra il fatto che, pur potendolo fare, il governo britannico non ha ancora reso attivo l’articolo con cui il rinnovo degli accordi può prendere il via.

Londra è un’eccezione

Mentre con queste parole di chiusura il governo inglese minaccia espulsioni di migranti UE, Londra come sempre si comporta in ben altro modo. E lo fa per bocca del suo nuovo sindaco, Sadiq Khan. Il sindaco ha postato sui suoi diversi canali social, un video accompagnato dall’ashtag #londraèaperta. Perché, in effetti, i cittadini londinesi questa Brexit non la vedono affatto di buon occhio. Consapevoli anche che, nonostante le rassicurazioni governative, l’economia inglese potrebbe subire gravi conseguenze. Che impatterebbero anche sull’economia di Londra.

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Un Commento

  1. buon giorno ,sono MAURO , ITALIANO che vive all estero, in BRASILE,ma vorrei trasferirmi in INGHILTERRA perchè non ho avuto i riscontri che mi aspettavo,quindi vorrei conoscere l’ambiente lavorativo della GB,vengo da una famiglia di albergatori,ristoratori PIEMONTESI,mi piacerebbe trovare lavoro nel settore ALBERGHIERO ,posso svolgere qualunque incarico,anche perche’ la ns gestione in ITALIA era di tipo familiare,con ,es.cucina tipica delle LANGHE PIEMONTESI,e,se potesse in qualche modo questo articolo interessare a qualche impresa ,attivita’,io sono a disposizione e,in ogni momento disposto a trsferirmi. grazie.

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