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Infrastrutture: dove vanno gli investimenti

Secondo alcuni dati aggiornati si può dire, con relativa certezza, che nei prossimi anni il 60% del giro d'affari vedrà protagonisti i paesi asiatici. E, a sorpresa, in Europa sarà la Turchia a fare la parte del leone

Cina, Brasile, India, Indonesia e Turchia
Chiedersi, relativamente alle infrastrutture dove vanno gli investimenti, significa cercare di capire anche dove si presenteranno le maggiori opportunità di lavoro. Riportiamo alcuni dati pubblicati dalla rivista di settore Nuovocantiere.it. Le previsioni sembrano abbastanza concordi nel ritenere che, entro il 2030, il 25% degli investimenti in tale settore vedranno il picco massimo in Cina, Brasile, India, Indonesia e Turchia. E per investimenti in infrastrutture bisogna intendere un mercato del lavoro che comprende, strade, trasporti, edilizia e reti elettriche. In termini percentuali sarà sempre la Cina il paese più coinvolto, mentre pare che risentirà di una notevole contrazione la quota di investimenti degli USA.

In cifre
Secondo la testa citati in apertura di articolo, si calcola che entro il 2030 il giro di affari creato dagli investimenti infrastrutturali sarà di circa 40000 miliardi di dollari e di questi, ben il 60% si otterrà nei paesi asiatici. Nel dettaglio le previsioni parlano di un 65% di investimenti riguardanti l’energia elettrica e i trasporti. Ancora bassi, e forse proprio per questo potenzialmente da sviluppare, i settori legati all’acqua e al trattamento delle acque reflue ancora troppo poco remunerativi.

L’importanza dei governi
La politica può e deve fare molto in questo senso. Il reperimento di risorse finanziare sarà sempre più il vantaggio competitivo che i paesi avranno (o non avranno) per trarre beneficio da queste attività. Paesi come la Thailandia, peraltro tra i più economicamente avanzati dell’area asiatica, non sembra attrezzata per dar vita ad una politica capace di creare progetti e attrarre investimenti. In complesso lo scenario che si prospetta, anche a livello occupazionale, vedrà il definitivo sorpasso della Cina sugli USA, una crescita dell’India che sarà maggiore di quella europea e i così detti paesi emergenti che, nel settore infrastrutturale, avranno un PIL superiore a quello di tutti i paesi dell’Ocse.

Fattori di crescita
Infrastrutture, dove vanno gli investimenti? Infondo a questa domanda si potrebbe rispondere anche solo considerando il tasso di crescita di urbanizzazione di alcuni paesi. Forse semplicisticamente si può però arrivare a capire che i paesi più ricchi dell’occidente hanno, da questo punto di vista, raggiunto quasi la saturazione. Nei mercati emergenti, continuiamo a chiamarli cos’, vi sono quasi 720 città che stanno crescendo con un ritmo del +11% annuo in termini di consumi. Tra non molto il 30% del totale dei consumi verrà da queste città. E proprio per questa veloce urbanizzazione aumenta la necessità di investire in edifici, sia commerciali sia privati e in trasporti.La nuova sfida del business delle infrastrutture sarà quindi quella di operare in quelle città.

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