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Indice di competitività: l’Italia esce dalla classifica

Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire, leggendo i dati dell'Indice di competitività pubblicato dalla Commissione Europea. E a rincarare la dose anche un interessantissimo studio riguardante la competitività nello strategico settore manifatturiero

A volte ci sembra che parlare male della situazione economica dell’Italia sia quasi come sparare contro la Croce Rossa. Ma la mission del nostro sito è quella di presentare, dati alla mano, come si muovono le economie estere e come si muove (o non muove) quella nostrana. Nessun allarmismo a buon mercato e neanche una strizzata d’occhio al dilagante malcontento: dati. Questo vorremmo dare.

E con questa ambizione, oggi citiamo l’Indice 2013 che, presentato dalla Commissione Europea, conferma l’uscita del nostro paese dalla classifiche delle aree più competitive d’Europa. Secondo questo indice solo tre anni fa c’era una area che andava da Londra a Milano, attraversava i Paesi Bassi e la Baviera e rappresentava una compatta area a elevato indice di competitività. Ora si assiste ad una distribuzione più frammentata, concentrata soprattutto attorno ad alcune importanti capitali e aree metropolitane. Quali sono le aree più competitive quindi? Al primo posto troviamo la zona di Utrecht in Olanda seguita dall’area della Grande Londra e Stoccolma. Al settimo posto troviamo la Regione di Francoforte, la Regione di Parigi e al nono posto la Regione di Copenhagen. Da questo indice di competitività l’Italia esce.

Non si tratta di sorprese particolarmente traumatizzanti visto che anche noi di lavorareallestero.it abbiamo dedicato non pochi articoli proprio alle economie dei paesi citati. Ma ciò che dovrebbe far riflettere maggiormente è uno studio condotto dalla Deloite e pubblicato anche dalla testata fanpage.it. Secondo questo studio l’Italia scende al 32° posto nella competitività del settore manifatturiero. E questo è un dato che dovrebbe preoccupare davvero.

I punti di forza per crescere (e che mancano al nostro paese) sono la disponibilità di talenti, costi energetici, infrastrutture, costo del lavoro e dei materiali. Sempre secondo questo studio i paesi che negli scorsi anni erano leader del settore manifatturiero, cioè USA, Germania e Giappone saranno surclassati da Cina, India e Brasile. E questo può anche costituire una mappa orientativa per chi sta cercando lavoro all’estero. Le previsioni sono fatte da qui a cinque anni.

Ma uno degli aspetti più interessanti di questo studio è quello che non manca di sottolineare il vero fattore chiave per la competitività e cioè la disponibilità di talenti a capo delle aziende che devono essenzialmente orientarsi all’innovazione. Citiamo letteralmente quanto affermato dalla dottoressa Brambilla: “Qualità, disponibilità e produttività della forza lavoro erano e rimangono i fattori chiave ingrado di pilotare i programmi di innovazione per le aziende del manifatturiero”.

Consigliamo assolutamente di leggere l’articolo relativo allo studio citato, cercando il titolo Global Manufacturing Competitiveness Index 2013.

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