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In Gran Bretagna si riparte dal Nord

In Gran Bretagna si riparte dal Nord per mettere un freno ad un particolare squilibrio. E creare così nuove opportunità di lavoro

Non solo Londra
In Gran Bretagna si riparte dal Nord, situazione speculare rispetto a quella italiana. E lo si fa perché il sud del paese, con Londra, rappresenta il solo fulcro economico. Intorno alla capitale infatti ruota tutta l’economia. E questo è uno squilibrio che il governo sta cercando di interrompere attraverso un piano di investimenti. Un piano che dovrebbe avere positivi impatti sia sull’economia sia sull’occupazione. E che dovrebbe anche consentire a molti professionisti stranieri di distribuirsi su un’area più vasta di quella che, attualmente, riguarda solo Londra. Con le immaginabili conseguenze in termini di concorrenza spietata.

Progetti
Grazie a questo piano di investimenti è nata, per esempio, la Degree53 a Manchester. Si tratta di una grande agenzia di design digitale che ha sede in quelli che erano i magazzini della Sharp. Su un’area di 18mila metri quadri è nato dunque quello che è un vero e proprio incubatore tecnologico che fattura, annualmente, trenta milioni di sterline e che rappresenta anche una bella occasione di lavoro per professionisti del settore.

Progetto Northern Powerhouse
In Gran Bretagna si riparte dal Nord e lo si fa con questo progetto voluto da George Osborne, ministro delle finanza. Con tale progetto sono stati messi in campo qualcosa come 13 miliardi di sterline complessivamente per:
– lavori infrastrutturali
– nuovi centri di ricerca scientifica a Manchester
– Factory che sarà la sede del nuovo Manchester International Festival of Arts.

Oltre a questo il ministro ha stipulato accordi affinché i locali consigli comunali abbiano una maggiore autonomia dal punto di vista delle politiche adatte per attirare nuovi investimenti. Un modo per tenere conto delle esigenze territoriali e far sì che vengano sviluppate le attività più consone alle diverse zone. E un paese che sta già mettendo gli occhi sul nord della Gran Bretagna e su Manchester in particolare, c’è la Cina che ha annunciato un collegamento aereo diretto tra la città e Pechino. Ma non solo. La Cina potrà godere di sgravi fiscali per le sue aziende che decidono di investire qui, portando soli e lavoro.

Newcastle e non solo
Ecco un’altra città che si vuole far rinascere. Qui intanto vengono costruite 500mila vetture Nissan ogni anno, una produzione superiore a quella di tutte le fabbriche italiane. Con questi numeri questo è lo stabilimento di produzione automobilistica più efficiente di tutta Europa. E la Hitachi, altro colosso giapponese, avvierà prestissimo la produzione di treni sempre a nord, a Newton Aycliffe in una fabbrica che darà lavoro a oltre 730 persone. Tutto questo fermento sta portando effetti a cascata. Infatti per aiutare chi vuole investire nel nord della Gran Bretagna sono nati, con ulteriori impatti positivi sull’occupazione, nuovi studi legali, società finanziarie e imprese assicurative. Centro di questo sarà Leeds. Mentre Manchester ha visto la nascita anche di Salford quays il più grande e importante hub digitale d’Europa secondo solo a Londra. Secondo molti analisti questo vero e proprio distretto digitale creerà un giro economico di quasi otto miliardi di sterline entro i prossimi quindici anni.

E Liverpool? La città sta riscoprendo la sua natura marittima grazie a navi container che usufruiranno del nuovo terminal fluviale del Peel Ports Group. Mentre Birmingham beneficerà proprio della ricchezza di Londra, grazie al fatto di essere il crocevia più importante della ferrovia HS2 che, appena completata, renderà velocissimi i collegamenti tra questa città e la capitale britannica.

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