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In Germania si vuole eliminare il limite di otto ore lavorative giornaliere

In Germania si vuole eliminare il limite di otto ore lavorative giornaliere. E’ quanto si sta discutendo in questi giorni.

Atto governativo

In questi giorni la Cancelliera Merkel sta lavorando per organizzare la coalizione attraverso alcuni provvedimenti. E uno di questi potrebbe proprio essere l’eliminazione del limite di otto ore lavorative giornaliere. Che non siano solo chiacchiere lo si capisce dal fatto che, a fare questa proposta, è stato lo stesso German Council of Economic Experts un gruppo di cosidetti esperti che ogni anno studia lo stato dell’economia tedesca e propone atti per migliorarla. In questo caso, a farne le spese, i lavoratori. A giustificare la proposta, da parte di questi esperti, di eliminare il limite delle otto ore lavorative giornaliere, il fatto che, secondo loro, questa normativa sarebbe ormai antiquata e non più rispondente alle nuove esigenze e tempistiche del lavoro.

La solita flessibilità

Niente di nuovo sotto il sole, purtroppo, in questa proposta, che farebbe ridere se non facesse già molto arrabbiare. I cervelli che l’hanno proposta non hanno trovato niente di nuovo che parlare, ancora, della flessibilità che i lavoratori devono avere nei confronti del mercato. Ancora una volta sarebbero i lavoratori a dover sottostare alle esigenze dei datori di lavoro. Ma non basta. Questi “esperti” sostengono anche che, superata e inutile, sarebbe anche la pausa di trenta minuti che, per legge, deve esserci dopo sei ore di lavoro. Insomma, disponibilità massima con innalzamento del limite (sempre che limita ci sia) a una settimana lavorativa di minimo 48 ore. Con buona pace di tutte le conquiste dei decenni scorsi.

Ma forse gli esperti sono troppo chiusi nella loro torre d’avorio fatta solo di numeri e dati e staccata da quella che è la realtà delle cose. Perché ci sono già lavoratori e datori di lavoro che, in condizioni ben determinate, si accordano per, eventualmente, fare degli straordinari per motivi particolari, di sovraccarico di lavoro o per progetti particolarmente urgenti e non rimandabili. Ma un conto è agire di volta in volta, un conto imporre per legge che il limite delle otto ore lavorative giornaliere venga abolito.

Economia contro la storia

La cosa grave è che, comunque, questa proposta sia stata fatta da un organo che agisce da consigliere economico per la politica tedesca e che qualche influenza, indubbiamente, ce l’ha. I sindacati si sono subito fatti sentire ricordando che è stata, dati alla mano, l’introduzione della giornata lavorativa di otto ore ad avere aumentato la produttività. Contrari i lavoratori che la flessibilità già la applicano e anche troppo. In ogni caso la paura che queste proposta diventino un atto governativo, in Germania, è molto forte

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