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In Danimarca non ci sono lavoratori qualificati

Sembra un paradosso ma non lo è. Le aziende cercano lavoratori qualificati ma non ce ne sono

Una situazione paradossale

Un interessante articolo recentemente pubblicato su New York Times ha messo in luce un paradosso del mercato del lavoro in Danimarca: molte aziende di alto valore tecnologico non riescono a trovare professionisti qualificati e cominciano ad avere problemi vedendosi costrette a rifiutare molte commesse e ordini. E questo è dovuto al fatto che non si trovano disoccupati.

Ricordiamo che la Danimarca ha un tasso di disoccupazione pari al 4% che, in termini pratici, mette il paese in quella condizione che è chiamata “piena occupazione” o che ci si avvicina moltissimo. Eppure questo, che dovrebbe essere un elemento positivo, si sta rilevando un punto critico. Infatti, vista la mancanza di professionisti qualificati è a rischio anche la crescita del paese. E i professionisti qualificati non si trovano perché, quelli che ci sono nel paese, un lavoro già lo hanno. L’equazione potrebbe essere facile: cercarli all’estero. E la Danimarca sembra doversi per forza avviare a questa scelta.

Stipendi alti, lavori molto qualificati non bastano. Tanto che molte aziende del comparto di alta tecnologia si vedono costrette a rifiutare ordini e a rallentare la loro produzione.

L’inchiesta

L’inchiesta den New York Times analizza in maniera approfondita la questione riportando, per esempio, il caso del proprietario della Sjorring Maskinfabrik che ha dovuto rinunciare ad un ordine di oltre 500mila euro dopo essersi visto costretto già a ritardare più volte la consegna. Tutto ciò è stato causato dal fatto che non trova saldatori qualificati che producano le parti di precisione necessarie ai trattori di nuova generazione.

Servono dunque lavoratori qualificati che, sembra assurdo, ma non si trovano. Almeno nel mercato interno. Per questo motivo la sua società si è riunita ad altre dando vita ad una vera e propria campagna pubblicitaria finalizzata ad attrarre talenti. Il lato critico della medaglia, almeno per gli imprenditori, è che la leva maggiore è offrire stipendi più alti andando così a ridurre i margini di guadagno per le aziende. Ma sembra non vi siano altre strade se non si vuole che la crescita rallenti ulteriormente dopo essersi già fermata a un 1,2% nel corso del 2016.

Che professionisti servono

La situazione riguarda ben un terzo delle imprese ad alto valore tecnologico. Le figure maggiormente richieste sono:

  • Esperti di ITC
  • Programmatori
  • Ingegneri
  • Meccanici
  • Elettricisti
  • Carpentieri

La Clio Online, per esempio, una compagnia che si occupa di tecnologia legata all’educazione, ha dovuto aprire un ufficio “virtuale” in Ucraina per reclutare 20 programmatori. I fondatori dell’azienda avrebbero voluto reclutarli in Danimarca ma non è stato possibile. Risultato? Hanno ancora posizioni aperte.

Chi volesse leggere l’articolo del New York Times lo trova sul sito del quotidiano con il titolo “Danish Companies Seek to Hire but Everyone’s Already Working”

In quell’articolo sono riportati anche i nomi di alcune delle aziende che stanno ancora cercando personale

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