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Il turismo a New York e le ricadute occupazionali

Il turismo a New York e le ricadute occupazionali. Un binomio sempre più da record

Numeri da boom

Il turismo a New York sta facendo registrare numeri da record e le conseguenze sul piano occupazionale si fanno sentire. Ma andiamo con ordine. Forse nessuna città al mondo può vantare i numeri di turisti che può mettere in campo New York. L’Ente del Turismo newyorkese, la NYC & Company, già al ITB di Berlino aveva presentato cifre da capogiro, annunciando che per tutto il 2016 la città prevede di accogliere qualcosa come 60 milioni di turisti. Un numero che se confermato (e i dati attuali sembrano andare tutti in quella direzione) significherà che New York batterà, per il settimo anno di fila, il record di arrivi.

Tutto ciò significa un sistema di sviluppo globale e strutturato per la città, in cui questo dinamismo turistico ed economico sta impattando positivamente sullo sviluppo delle strutture alberghiere ma anche sulle infrastrutture, sui negozi e sull’insieme delle attrazioni nuove che la New York offre ai turisti. Una carica positiva che sta coinvolgendo tutti i distretti della città: Brooklyn, Manhattan, Queens, Staten Island e Bronx. Ognuno di loro in grado di offrire attrazioni, luoghi da visitare, musei, manifestazioni e, ovviamente, alberghi, locali e ristoranti.

Un turismo che a New York, attualmente, è composto in massima parte da arrivi nazionali. Per questo 2016, come dicevamo, i 60 milioni di turisti attesi dovrebbero, sempre secondo i calcoli dell’Ente Turistico, essere composti da 47 milioni di arrivi nazionali e 12,7 milioni di arrivi internazionali. E il dato certo è che entrambi questi filoni di turismo sono in crescita inarrestabile. Tra le realtà di imprese turistiche italiane a New York vi segnaliamo newyorktour.it, una azienda che in 10 anni di attività verso clienti italiani, vanta una posizione leader nei tours in italiano nell’area di New York.

Strutture ricettive

Uno dei maggiori punti di forza di New York, per quanto riguarda la sua capacità di attirare turisti, è la sua offerta alberghiera che si aggiunge al fascino di luoghi come il Ponte di Brooklyn, Empire State Building, Central Park, Greenwich Village, lo stesso Bronx con la sua rinascita, la Statua della Libertà e Ellis Island. Ma tutto questo si inserisce in una capacità ricettiva unica al mondo. New York, infatti, ha il tasso di sviluppo alberghiero più alto di tutti gli States. Basti pensare alle sue 107mila camere che diventeranno 133mila entro i prossimi tre anni. Numerose sono state le nuove aperture che hanno comportato anche la creazione di nuovi posti di lavoro (ricordiamo che il turismo con il suo indotto resta la fonte di lavoro principale). Tra le aperture più significative, già attive o attive entro il 2016
– Renaissance New York Midtown Hotel
– The William Vale
– InterContinental New York Barclay
– The Beekman
– Four Season New York Downtown
– White Hotel
– Hotel Brooklyn Bridge
Una città tourist friendly

E ovviamente New York, sia per i suoi abitanti sia per i turisti, sta facendo passi da gigante anche dal punto di vista delle infrastrutture, che rappresentano qualcosa di fondamentale per la migliore fruibilità offerta ai viaggiatori. Molti sono i lavori come la nuova stazione della metropolitana 34, il World Trade Center Transportation Hub o la prima parte della Second Avenue Subway. Novità importante l’attivazione di 500 (solo la prima parte di un piano che ne prevede 4500) chioschi LinkNYC. Di cosa si tratta? Di chioschi in cui cittadini e turisti possono trovare internet ad alta velocità, fare chiamate telefoniche e trovare prese elettriche per poter ricaricare i vari dispositivi elettronici.

E tra le attrazioni turistiche di New York non potevano certo mancare le aperture di nuovi spazi espositivi come The Met Breuer, spazio dedicato all’arte moderna e contemporanea nel Met Museum nella suggestiva location dell’Upper East Side.

Ma come dicevamo ci sono anche i negozi a vivere un momento d’oro, andando ad aggiungersi alla già infinita offerta di cose da fare a New York. A Chelsea ha aperto da poco Barney New York, a Lower Manhattan pronti per il Westfield World Trade Center. Per il 2019 sarà pronto Nordstrom e, tra due anni New York Wheel e Empire Outlets a Staten Island. Pensate sia finita qui? No perché nei prossimi due anni apriranno Pier 17 e l’attesissimo Hudson Yards che darà un’impronta diversa all’intera parte ovest di Manhattan. Ovvio che tutto ciò rappresenti un ulteriore crescita delle offerte al turista ma anche un motore occupazionale di primaria importanza. Perché a New York aumenta il turismo ma aumenta anche il lavoro. Basti pensare che, giusto per fare un esempio, nel 2013 l’industria turistica newyorkese ha creato, in un solo anno, qualcosa come 29mila nuovi posti di lavoro. A questo argomento il nostro sito aveva dedicato un articolo specifico e approfondito “Lavorare a New York? Sì, nel turismo”

Un’economia in crescita

Ovvio che, con questi numeri, sia l’intera economia della città a crescere. Cresce il turismo, anche quello d’affari e crescono le opportunità di lavoro in genere. Un settore, quello del lavoro, che qui a New York, da molte opportunità anche a chi viene dall’estero. Basti pensare che circa il 50% dei lavoratori dipendenti a New York è nata all’estero. Cosa che non stupisce vista la natura e anche un po’ la storia cosmopolita di questa città che, nei secoli, ha accolto lavoratori da tutto il mondo.

I settori che offrono maggiori opportunità? Ovviamente, per quanto si è detto fino ad ora, al top vi è il settore turistico, tra alberghi, ristoranti e locali vi è una grande necessità di lavoratori e di professionisti. Ovviamente, anche se le cose stanno un po’ cambiando, anche il settore finanziario resta tra i punti di forza di New York. In qualche modo legato al turismo e alla finanza è anche lo stato di discreta salute del settore immobiliare.

Certamente uno dei bacini occupazionali migliori di New York è quello rappresentato dall’industria creativa. Non è certo esagerato definire questa città come la vera capitale mondiale dei media. Tra editori, televisioni, agenzie di comunicazione, agenzie di pubblicità, New York rappresenta ancora, indiscutibilmente, un hub per questo tipo di industria. A cui si aggiunge l’architettura, la moda e il design.

Certo è bene sapere che la concorrenza è spietata e che per lavorare a New York è necessario avere una marcia in più. Oltre a dover rispettare alcuni iter burocratici su cui, negli USA, non si scherza. Senza sponsor qui non si lavora. Ma è altrettanto vero che se si hanno delle qualifiche particolari e tanta, ma tanta voglia di lavorare, a New York il lavoro non manca.

Top della ristorazione

Anche se sembra banale, questo è sicuramente uno dei settori al top per giro di affari e per possibilità occupazionali. Inevitabile se si pensa, anche, al numero di turisti che arrivano qui da tutto il mondo. E,ovviamente, la ristorazione italiana, quella autentica, trova qui la sua location ideale. Molti sono i casi di successo. Ma ne vogliamo raccontare brevemente uno, solo per far capire come qui, un’idea anche semplice, possa diventare un business da milioni. Stiamo parlando dello chef Marco Canora che ha avuto un’idea tanto semplice quanto geniale: vendere porzioni di brodo come bevanda takeaway, servito negli stessi mitici bicchieroni in cui si beve il caffè. All’East Village, vicino a Heart, ristorante dello stesso Canora, ha aperto “Brodo” che ha in menù tre gusti di brodo in bicchieri di varie dimensioni e a prezzi contenuti. Chi vuol può aggiungerci dell’olio calabrese. E il successo non si è fatto attendere tanto che, Canora, sta programmando altre aperture.

Insomma New York è sempre più al centro del mondo, con i suoi numeri da record per quanto riguarda il turismo ma anche per quanto riguarda il business e il lavoro.

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