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Il mercato del lavoro tra nord e sud Europa

Paesi in cui non c'è lavoro e paesi in cui c'è carenza di manodopera. L'Europa è spaccata anche per quanto riguarda il mercato del lavoro

Eupean Vacancy Monitor
Si tratta del Bollettino Europeo delle Offerte di Lavoro: documento che, nella sua ultima edizione, mette nero su bianco quello che, milioni di persone, stanno già da un pò vivendo sulla loro pelle. In paesi come Italia, Grecia, Spagna e Slovacchia le situazioni peggiori. E paesi come Danimarca, Austria, Svezia, Estonia e Lettonia in cui vi sarebbe addirittura una carenza di forza lavoro. Una tendenza che non accenna ad attenuarsi, mettendo in luce un’Europa sempre più spaccata per quanto riguarda il mercato del lavoro.

Stagnazione
Il bollettino sembra dare ragione a chi, se pensa ad un’esperienza di lavoro, guarda oltre i confini europei. A parte i paesi indicati prima, e con un mercato del lavoro positivo, in linea di massima ciò che emerge è una sostanziale stagnazione nella domanda di lavoratori in Europa. A crescere, seppure di poco, sono solo i posti di lavoro nel settore pubblico. In linea generale in Europa si è registrato un complessivo calo delle assunzioni pari al 4%: assunzioni lavorative che hanno fatto registrare un incremento in meno del 50% dei paesi europei. Divari che in realtà non fanno altro che ripetere squilibri economici la cui analisi non è più rimandabile. E il consiglio ad aumentare la mobilità, come suggerito da Laszlo Andor, commissario europeo per l’occupazione, suonano quasi banali e scontate.

Situazione nei dettagli
Come sempre, quando si parla di disoccupazione e mercato del lavoro, la situazione non è e non può essere omogenea: neanche all’interno dei singoli paesi. In Spagna, Grecia, Italia e Portogallo per esempio si è registrato un incremento di lavoratori nei seguenti settori:
– agricoltura
– pesca
– settore forestale
– assistenza sanitaria

Si delinea così, o almeno così appare, una situazione occupazionale che ridisegna da un lato un aumento dell’età della popolazione e, dall’altro, un incremento di posti in quei settori tradizionalmente legati alla storia di questi paesi. In forte crisi il settore edilizio. Nell’Europa del sud emerge un forte sbilanciamento nell’occupazione nei servizi ma con altissima rotazione e andamento prettamente stagionale.

Contratti
Un altro elemento che viene messo in luce da questo bollettino è l’aumento che, nei paesi del sud Europa, si è registrato dei contratti a tempo determinato. Con la spesso ripetuta formula “ringrazia il cielo che un lavoro, anche a tempo determinato lo hai” si è in realtà innescato un meccanismo che, oltre a incertezza, porta con sé un peggioramento della qualità formativa che, a cascata, provoca minore produttività e ricchezza economica.

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