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Il futuro professionale dell’Europa? I lavori legati al digitale

Sembra incredibile ma il settore che più avrebbe bisogno di professionisti qualificati è anche quello che rischia di restare più deluso. Non ci credete? Leggete questo articolo

lavoro digitaleLa notizia è quasi paradossale: da qui al 2015 ci saranno ben 900000 mila posti di lavoro nel settore Ict in Europa eppure non ci sono abbastanza professionisti qualificati o laureati in grado di coprire questo fabbisogno. La notizia farebbe quasi sorridere se non avesse qualcosa che assomiglia all’assurdo. La disoccupazione cresce ma il settore digitale continua ad avere bisogno di più professionisti di quanti ne offra il mercato. Per questo la Commissione Europea, nella persona del suo presidente Barroso, ha spronato sia le aziende che operano in questo settore, sia chi si occupa di formazione sia le pubbliche amministrazioni ha creare una sorta di programma “interforze” per creare la forza lavoro che serve.

Sembra incredibile? Eppure l’Europa rischia di perdere l’opportunità offerta da un settore in continua crescita. Già durante il Forum di Davos era risultato necessario iniziare un programma di formazione, di tirocini, finanziamenti e molto altro per garantire la possibilità di rispondere in modo adeguato a questa sfida che è occupazionale ed economica insieme. Un’industria digitale che funziona e assume può, a cascata, essere il fulcro per altre opportunità lavorative.

Una parte di questa necessità è stata raccolta da alcune aziende e organizzazioni che hanno dato vita a quella che è stata chiamata “Grande coalizione” e che ha dato vita, come primo passo, all’Academy Cube, una piattaforma online che si occupa di formazione e apprendimento su basi innovative. Il lavoro della Commissione è quello di stimolare diversi ambiti di intervento. Il primo, fondamentale, è la formazione che garantisca una efficace modulazione tra necessità delle aziende e disponibilità di risorse umane. Secondo elemento è la mobilità per rendere sempre più facile e conveniente spostarsi la dove c’è maggiore richiesta di lavoro. Terzo elemento è la certificazione, cioè la possibilità di dare qualifiche certificate in ogni stato europeo al potenziale datore di lavoro. Quarto ma non meno importante elemento è una massiccia opera di sensibilizzazione e informazione per rendere sempre più evidente quante e quali opportunità lavorative ci sono nel settore digitale, anche dal punto di vista delle retribuzioni. E anche per questo sta prendendo vita “Startup Europe” una sorta di network che mette insieme strumenti di aiuto e sostegno a chi abbia l’ambizione imprenditoriale di dar vita a nuove start-up digitali.

I dati sono piuttosto eloquenti. La testata on line KONGnews riporta alcune cifre di uno studio appena effettuato che è quello che sostiene come, di fianco alle 900000 posizioni che si creeranno da qui al 2015, si stia assistendo a un calo di laureati in materie attinenti alle Ict. Servono laureati e professionisti in matematica, tecnologie e ingegneria. Tutto ciò serve anche per fare in modo che accada una cosa fondamentale per la ripresa economica europea: aumentare gli investimenti. Ecco che, per monitorare in maniera sempre più precisa la situazione la Commissione ha dato vita anche a “Eu Skills Panormama” un portale che fornisce in tempo reale notizie relative alla domanda e all’offerta di lavoro in questo settore. Il portale indica anche quali sono le professioni e le qualifiche maggiormente richieste e quelle in cui vi è una vera e propria mancanza e dove. Lavorare all’estero nel settore Ict è una possibilità concreta.

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