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Giappone: crescono l’economia e i consumi

In un periodo in cui i guai economici dell'eurozona sembrano non finire, anzi, sono molti gli analisti che richiamano l'attenzione su quanto avviene in Giappone

Un crescente interesse
Sono di pochi giorni fa, come abbiamo scritto anche noi di lavorareallestero.it, i dati dell’associazione Migrantes relativi alle cifre dell’emigrazione italiana. Non staremo a ripeterli ma vogliamo solo ricordare come, alcuni di questi dati, parlino di un crescente interesse per i paesi asiatici. Tra questi anche il Giappone, la cui economia viene in questi giorni evocata da molti come esempio per cercare di uscire dalla crisi. Non che in Giappone funzioni tutto alla perfezione ma, indubbiamente, vi sono alcuni elementi che stanno dando frutti e una crescita che si aggira attorno ad un +5%. Il premier Abe ha, anche nei mesi scorsi, delineato tre principali linee di intervento che hanno in parte contribuito a questo risultato:
– politica monetaria
– politica fiscale flessibile
– incentivi agli investimenti

Ma se i primi due sono già stati realizzati, ancora molto da fare sembra esserci riguardo al terzo punto. Punto che si scontra con una mentalità ancora relativamente conservatrice.

Alcuni dati
Comunque ciò che emerge da alcuni dei dati più recenti è una crescita dell’economia e dei consumi interni. Una crescita che sembra ancora più netta se paragonata all’andamento dell’economia europea: economia a cui ora si aggiunge il dato negativo relativo alla fermata della crescita tedesca. L’economia giapponese sta facendo registrare dati di crescita come non se ne vedevano da oltre tre anni. E i consumi sembrano essere il principale traino di questo andamento.

Come riportato anche da alcuni quotidiani italiani, tra cui Il Foglio, a metà di quest’anno, con la prospettiva dell’entrata in vigore dell’aumento dell’IVA dal 5% all’8%, si è verificata una corsa agli acquisti di quei beni il cui prezzo sarebbe aumentato. E questo ha comportato un aumento della domanda di oltre il 2,1%. Certo non si può fare affidamento solo su un elemento come questo, che infatti è un nodo cruciale. Anche perché, comunque, i consumi interni e privati rappresentano il 60% dell’economia giapponese. Ma il Giappone, anche per questo, ha dato vita ad una politica monetaria audace: deprezzamento dello yen che fa crescere l’export, che fa lavorare di più le aziende, che aumenta gli stipendi e quindi i consumi. Un effetto a cascata ma strutturale. Non mancano però le critiche di chi pensa che questo, sul lungo periodo, possa trasformarsi in un’altra bolla.

Investimenti
Ed è proprio la voce investimenti quella sui cui ora il Giappone deve puntare proprio per evitare quello che rischia di risultare un incartamento, se i consumi sono spinti solo dalle prime due azioni. Investimenti che danno stabilità la dove ora sembra esserci solo una spinta, forte, ma a breve termine. Ecco perché ci sarà una riforma del lavoro, un ulteriore spinta sul settore servizi e una maggiore partecipazione delle donne al mondo del lavoro. Tutti passi nodali per il paese, soprattutto l’ultimo che rappresenterà anche una sfida culturale. Ma quello che è innegabile è che gli interventi di carattere pubblico (interventi di spesa dunque) hanno ridato spinta ai privati con un aumento del tasso di occupazione e una diminuzione di quello della disoccupazione. Dunque ora cresce l’economia e crescono i consumi ma la sfida è arrivare a riforme strutturali che sostengano stabilmente questa spinta in avanti.

Per conoscere le offerte di lavoro in Giappone consultare la nostra sezione dedicata.

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