Ultime Notizie
logo lavorare all'estero

Lavorare all'Estero • Notizie

Notizie, informazioni utili ed offerte di lavoro all'estero

Fuga dall’Italia

Prosegue il viaggio all'interno del fenomeno della fuga di molte aziende dal nostro paese. Cosa offrono gli altri paesi europei a chi vuole fare impresa, in termini di incentivi e tasse

Continua la nostra ricerca sulle aziende italiane che decido, per vari motivi, di lasciare l’Italia e di investire all’estero. La nostra indagine ci ha portato ad imbatterci in un interessante ed approfondito articolo a firma di Ferruccio Pinotti e Massimo Sideri, apparso non molto tempo fa sul settimanale Sette. Molti sono i motivi che in questo articolo vengono indicati tra le cause di questa vera e propria fuga dall’Italia: alla eccessiva e soffocante tassazione, si aggiungono le difficoltà logistiche, la lentezza della banda larga e la sempre maggiori difficoltà di accesso al credito che penalizzano anche gli investimenti in ricerca e innovazione.

Un aspetto estremamente interessante, tra quelli messi in luce dall’articolo, vi è la competizione che gli altri paesi mettono in campo per attrarre capitali stranieri, e come questa competizione stia diventando sempre più specifica e territoriale; cosa che accade, per esempio, in Svizzera, paese in cui i singoli cantoni adottano proprie politiche di attrazione. E il sistema fiscale è quello che maggiormente viene messo in campo da molti governi per rendere sempre più appetibile fare business da loro. Riportiamo solo alcuni numeri al riguardo: nel nostro paese, come sottolinea l’articolo, la tassazione sugli utili è del 31,4% contro il 20% della Svizzera, il 12,5% dell’Irlanda e, addirittura, il 10% della Bulgaria. Le cose peggiorano se oltre alle tasse sugli utili si aggiungono quelle sul lavoro. In questo caso la tassazione totale nel nostro paese sale ad uno spaventoso 68,6%. Sapete quanto è questa cifra in Germania? 48,2%, mentre nel Regno Unito scende addirittura al 37,3% per non parlare del 21,2% del Lussemburgo.

Per quanto riguarda in particolare l’imprenditoria del nord est, essa si sta sempre più rivolgendo alla vicina Austria; paese in cui nel 2007 le aziende italiane erano 857, nel 2011 erano già diventate 1059. E dietro questi numeri ci sono miliardi di investimenti che se ne vanno all’estero e, con loro, tanti tanti posti di lavoro. Anche la Slovenia e l’Olanda stanno diventando dei punti di riferimento per molti imprenditori italiani, grazie a sistemi fiscali vantaggiosi o alle agenzie governative create proprio per incentivare e rendere convenienti gli investimenti esteri, ma anche grazie al costo dell’energia che, in quei paesi, incide infinitamente meno nel budget di un’azienda.

Uno degli aspetti più interessanti dell’articolo è la panoramica che viene fatta su cosa offrono gli altri paesi europei agli imprenditori. Si viene a sapere, per esempio, che l’Irlanda vuole diventare, entro il 2016, il paese con i più alti investimenti stranieri. La Svezia applica una tassa sulle imprese del solo 26,3% oltre a investire più di ogni altro paese al mondo in ricerca e sviluppo. In Danimarca aprire una società è semplice e veloce come in nessun altro paese al mondo. E questo cosa comporta? Che a Copenaghen ci siano ben 2500 aziende straniere attive. E l’elenco continua, con un impietoso confronto tra ciò che l’Europa offre a chi crea impresa e ciò che da noi non viene fatto per arginare questa fuga dall’Italia.

Per chi fosse interessato alla lettura completa di questo bellissimo articolo consigliamo di scaricarlo da internet, in formato pdf, cercando il titolo “Fuga di aziende dall’Italia. Ecco dove si rifugiano capitali, talenti e lavoro”.

Articolo visualizzato 747 volte
Condividi questa notizia con i tuoi amici