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Francia: la riforma del lavoro non piace per nulla

Le televisioni italiane non ne parlano molto ma, in Francia, la riforma del lavoro non piace per nulla. E sono molte le manifestazioni di protesta

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Cosa sta succedendo

Vediamo, brevemente, di capire cosa sta succedendo, e di spiegare perché in Francia la riforma del lavoro non piace per nulla. Proprio ieri ci sono state nuove manifestazioni a Parigi e in altre importanti città come Marsiglia, Lione, Rennes e Nantes. Il motivo di queste manifestazioni è proprio la legge sul lavoro che dal 3 maggio prossimo sarà in discussione all’Assemblea Nazionale. In Francia questa riforma non piace e, quelle di ieri, sono state solo le ultime di una serie di manifestazioni che, tra marzo e aprile, avevano già coinvolto centinaia di migliaia di persone. Nonostante il solito balletto di cifre sul numero di partecipanti, la realtà è che questa riforma del lavoro non piace.

Termini della riforma

Ricordiamo alcuni dei termini della riforma del lavoro in Francia, ritenendo che possa essere di interesse per qualche nostro lettore che, magari, in Francia vuole andare a lavorare. La parte oggetto delle più forti proteste è quella che, lo scorso febbraio, fu presentata da Myriam El Khomri, ministro del lavoro appunto. Fin da subito lavoratori e sindacati si erano sollevati in critiche e proteste. Tanto che, a metà di marzo, lo stesso Primo Ministro Valls si vide costretto a parlare di modifiche.

Cosa non piaceva soprattutto di quella proposta? In primis l’aumento delle ore lavorative. Anche se non è forse molto chiaro questo punto. La cosa certa invece è che la riforma prevede una riduzione della retribuzione delle ore di lavoro straordinario. Tale retribuzione dovrebbe essere abbassata passando al solo 10% in più della paga ordinaria. Ricordiamo che, attualmente invece, la paga straordinaria è il 25% in più per le prime otto ore, superate le quali diventa il 50%. Una bella riduzione quindi.

È proprio questo che ha portato i sindacati a parlare di un aumento delle ore di lavoro. Sarebbe infatti una prevedibile conseguenza di straordinari che, al datore di lavoro, costerebbero meno. Quindi si teme che gli stessi datori di lavoro ne faranno maggiormente uso.

Oltre a ciò la riforma prevede che il datore di lavoro possa aumentare con maggiore facilità il numero massimo di ore di lavoro settimanali. Questa possibilità riguarderebbe praticamente tutti, riguardando anche gli apprendisti.

Altre cose previste dalla legge sono:
– cambio della retribuzione delle ore lavorative svolte da casa (per quei lavoratori a cui è richiesto magari un periodo di reperibilità ma da casa appunto)
– aumento dei motivi per cui un’azienda può licenziare un lavoratore per cause economiche
Cosa è stato eliminato

Le proteste dei mesi scorsi sono comunque servite a correggere il tiro di alcune proposte. La prima bozza della riforma del lavoro in Francia, prevedeva una cosa che ha fatto inferocire lavoratori e sindacati, al punto da farla levare. Cosa diceva questa parte della riforma? Parlava delle cosidette compensazioni per i licenziamenti ingiusti, Il governo avrebbe voluto che non fosse più un giudice a deciderla ma che fosse stabilita in modo automatico solo in base all’anzianità di lavoro.

I sindacati restano compatti nel ritenere la riforma, anche modificata di alcuni articoli, assolutamente inaccettabile. Conoscendo i francesi è facile prevedere che le manifestazioni non cesseranno facilmente.

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