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Estonia: economia, lavoro, investimenti

Come avevamo scritto nel post relativo agli squilibri, all'interno dell'Europa, in termini di mercato del lavoro, l'Estonia è uno dei paesi in cui c'è bisogno di lavoratori e manodopera. Vediamo di scoprire qualcosa di più su questa dinamica economia

estonia tallin

Politica economica
La politica economica estone ha conosciuto, negli ultimi anni, una serie di profondi cambiamenti. Per riassumere, giusto per entrare in argomento, possiamo dire che i due filoni principali di intervento, in termini di politica economica, sono stati flessibilità e apertura all’esterno. Due strade di intervento che hanno portato un bilancio stabile, liberalizzazioni del commercio e, conseguentemente, un aumento degli investimenti provenienti dall’estero. Ma certo i risultati sono ancora un interessante work in progress. Non sono certo mancate le difficoltà per un paese come questo che si è aperto al resto dell’Europa proprio nel momento in cui il continente veniva travolto dalla crisi. Ma l’Estonia ha saputo concentrarsi su flessibilità, modifica del mercato del lavoro e sistema fiscale: tre elementi che, anche nella crisi, hanno reso il paese nuova location per molti imprenditori.

Priorità
Economia, lavoro e investimenti in Estonia si sviluppano secondo un piano di priorità che il governo ha disegnato per il periodo 2013-2016. Tali priorità prevedono:
– aumento della produttività
– ulteriore aumento delle opportunità del mercato dl lavoro i cui livelli devono tornare a livelli pre crisi e poi superiori entro il 2020.

E, stando ad alcuni rapporti internazionali l’Estonia alcuni obiettivi li ha raggiunti. In base ad un rapporto pubblicato sul Wall Street Journal, nel 2013 l’Estonia si è piazzata 13° nell’Indice di libertà economica. E secondo il World Economic Forum, che ogni anno determina l’indice di competitività internazionale, nel 2013 il paese si è piazzato al 34° posto su ben 144 paesi analizzati. E questo risultato è particolarmente importante se si pensa ad alcuni dei criteri che vengono usati per stilare la classifica:
– tecnologia
– parametri macroeconomici
– qualità dei servizi pubblici

Crescita economica
Dopo gli anni peggiori della crisi l’Estonia nel 2010 ha visto il suo PIL tornare in crescita, crescita che è continuata nel 2011 e anche nel 2012. In quegli anni i settori maggiormente coinvolti nella crescita sono stati quelli legati all’ingegneria, trasporti, logistica e stoccaggio. Stando a quanto sta accadendo ora, dal punto di vista economico, l’Estonia è prevista in crescita di un ulteriore 3,5% almeno fino al 2017. E di questa crescita risente, inevitabilmente, anche il mercato del lavoro: di pari passo con la crescita entro il 2017 il tasso di disoccupazione scenderà al 6,8%.

Investimenti esteri
Gli investimenti esteri sono un parametro significativo nel determinare l’attrattività di un paese. E da questo punto di vista l’Estonia sta ottenendo ottimi risultati. Questo risultato si deve a molti fattori quali costi più bassi per l’energia, le telecomunicazioni, i trasporti e la produzione. Cose che hanno portato molte imprese straniere a diventare quasi leader all’interno del territorio estone in particolare in settori come quello dell’elettronica e dell’alimentare. Nel panorama dell’Europa Centro Orientale l’Estonia è uno dei leader in termini di investimenti stranieri, in particolare svedesi e finlandesi.

E Tallinn sta diventando una città sempre più interessante dal punto di vista economico, lavorativo e degli affari. Le dedicheremo presto un articolo di approfondimento.

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