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Dubai non è un luogo per lavoratrici donne? Falso

Nella convinzione comune, Dubai non è un luogo per lavoratrici donne. Niente di più falso. Anzi, è addirittura in aumento il numero delle donne imprenditrici

Una nuova tendenza

Sia chiaro, non si può gridare al miracolo. In fondo sta succedendo quello che altrove accade già da tempo. Ma pensare che Dubai continui a non essere un luogo per lavoratrici donne non è più così vero. Anzi. Certo, bisogna sempre contestualizzare e rendersi conto della società di cui si parla. Ma certo l’Italia non ha nulla da insegnare visti i recenti dati sulla disparità di guadagni tra uomini e donne che mettono il nostro paese all’ultimo posto in Europa. Quindi, è tutto relativo. Però è innegabile che a Dubai si stia assistendo, da un aio d’anni, ad un interessante cambio di rotta per quanto riguarda il lavoro femminile. Nell’Emirato, tanto per fare un esempio, cresce il numero di donne imprenditrici. Tanto che la rivista Forbes ha inserito due donne dubaine tra le 100 più potenti al mondo.

Il luogo dei record

Dubai è, per molti aspetti, il luogo dei record. A partire dal giro di affari delle imprese che hanno deciso di investire qui. Ormai sono molti i settori in cui è possibile fare buoni affari, con utili decisamente da capogiro se si pensa, inoltre, al favorevole regime fiscale con cui l’emirato tende ad ingraziarsi investitori e imprenditori. Infrastrutture, finanza, immobiliare, turismo. Sono questi, solo per citarne alcuni, i settori in cui maggiormente gli stranieri investono. E, in vista di EXPO 2020, sono in particolare cinesi e indiani a fare la parte dei leoni per cercare di accaparrarsi gli appalti ancora non chiusi. E, se è vero che negli Emirati Arabi la maggior parte degli imprenditori è ancora uomo, a Dubai si sta assistendo ad un nuovo vento che vede l’aumento del numero di donne imprenditrici.

La rivista Affaritaliani riporta un’interessante analisi fatta dal titolare dello Studio Paoletti Legal Consultant secondo cui le donne a Dubai stanno entrando nel mondo degli affari e lo stanno facendo portando contributi assai interessanti in termini di esperienza, capacità, competenza, relazioni e iniziativa. Non solo dunque Sheikha Lubna Al Qasimi e Raja Easa Al Gurg, le due donne di cui parlavamo prima, ma anche un’italiana tra le imprenditrici più potenti a Dubai. Stiamo parlando di Elena Ferraiuolo, titolare con il fratello della Toolltime LLC che da ormai lavoro a più di 100 dipendenti.

Nuovo corso

E Dubai, oltre ad essere l’emirato che aspira ad avere l’edificio più alto al mondo, l’aeroporto più grande del mondo ora si appresta ad essere quello in cui, per primo, si sta dando vita a molte iniziative per sostenere le donne imprenditrici. E, davvero, non è cosa da poco. E’ del resto innegabile che le donne arabe abbiano avuto un ruolo fondamentale nel cambiamento socio-economico dell’emirato. Le due donne di cui abbiamo parlato prima sono, una Ministro di Stato degli Emirati Arabi Uniti per la Tolleranza e, prima, Ministro della Cooperazione e dello Sviluppo Internazionale, la seconda è amministratore delegato di Easa Saleh Al Gurg Group, un’impresa attiva in settori che variano da quello edilizio al real estate alretail. Ma Easa fa anche parte del comitato consultivo di Coutts Bank e di molti organi direttivi di altre banche e istituzioni.

Clima internazionale

Se Dubai si sta rivelando l’emirato più accogliente per le donne imprenditrici non è certo per filantropia. Un sano spirito pragmatico porta la società e il mondo dell’economia a non guardare più tanto il sesso di un imprenditore ma la sua capacità di lavorare e di creare ricchezza. Al punto che a Dubai quasi la metà delle piccole e medie imprese. Infatti il 48% delle imprenditrici sono soci uniche delle loro società. E non sono numeri di poco conto

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