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Disoccupazione giovanile: l’Olanda è quella messa meglio

La disoccupazione giovanile è uno degli indici più preoccupanti. Non perché l'altra disoccupazione non sia qualcosa di grave. ma quella giovanile rischia di avere impatti devastanti

olanda

Alcuni dati
Fermo restando che, come avevamo già detto in un nostro precedente articolo, sotto la categoria “disoccupazione giovanile” entrano spesso parametri che falsano le statistiche, da alcune notizie riportate dal sito Data Giovani, sembra che, da questo punto di vista, sia l’Olanda il paese messo meglio. L’Olanda ha dati di disoccupazione giovanile più virtuosi anche rispetto alla virtuosissima Austria. E lontana anni luce da quanto avviene in Italia.

Il risultato sembra doversi e potersi attribuire a quello che è stata chiamato “modello Polder” che si basa su alcune linee d’azione molto semplici: sinergia e lavoro in comune tra organizzazioni imprenditoriali, sindacati e governo. Uno dei cavalli di battaglia di questo modello, che per altro non ha reso completamente esente l’Olanda dalla crisi generale, è il decentramento politico a livello comunale.

Cosa significa? In pratica significa che il sindaco ha l’onore e l’onere di occuparsi in prima persona (come amministrazione) della situazione lavorativa dei cittadini del suo comune. E lo deve fare attraverso l’istituzione di uffici di collocamento che, proprio per la loro vicinanza e il loro essere profondamente radicati al territorio, hanno più probabilità di essere efficaci. Altra caratteristica importante che in Olanda aiuta a mantenere bassa la disoccupazione giovanile è la stretta collaborazione tra attività e lavori del territorio e istituti professionali.

Una ricetta che parte dunque dal locale per incidere su tutto il sistema del mercato del lavoro. Anche durante gli anni più neri della crisi questo sistema “territoriale” ha consentito di reagire meglio alla situazione, investendo fondi per programmi di formazione e di sostegno al lavoro. L’unica cosa chiesta è che i giovani partecipino in modo attivo a questi programmi: unica condizione per non perdere il sussidio. Anche se molte cose legate a questo aspetto stanno cambiando anche in Olanda.

Dati e previsioni economiche
La Banca Centrale Olandese, dopo aver registrato un’innegabile contrazione dell’economia del paese, ha confermato una crescita nel 2014 che dovrebbe venire ripetuta anche nel 2015 (+ 1,2%) in ulteriore crescita per il 2016. Motore di questa crescita pare siano i consumi interni, in parte dovuti anche al tasso decrescente di disoccupazione giovanile. Consumo interno dunque come motore di crescita se è vero, sempre secondo i dati ufficiali, che il reddito effettivo pare stia impattando positivamente e risulta previsto in crescita di quasi il 3% da qui al prossimo anno. Sempre secondo i dati il consumo interno, entro il 2016, contribuirà al PIL per una percentuale maggiore di quella rappresentata dall’export. E questa cosa non accadeva dal 2008. Per ulteriori approfondimenti sull’Olanda e la sua economia consultare il sito www.lavoroinolanda.it

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