Ultime Notizie
logo lavorare all'estero

Lavorare all'Estero • Notizie

Notizie, informazioni utili ed offerte di lavoro all'estero

Daniela e la sua esperienza di vita e lavoro in Olanda

Oggi intervistiamo Daniela che ci racconta la sua esperienza in Olanda. E ci da moltissime informazioni pratiche e consigli sul mondo del lavoro nei Paesi Bassi

danielaCiao Daniela, parlaci un pò di te.
Ciao. Mi chiamo Daniela Gallucci, ho 33 anni e sono originaria della provincia di Ancona e dal 2012 vivo in Olanda. Sono sempre stata un’appassionata viaggiatrice, per questo mi sono laureata in economia del turismo e successivamente ho seguito un corso di specializzazione sul turismo responsabile e sostenibile. Dopo gli studi ho scelto di svolgere il Servizio Civile presso la sede regionale marchigiana di Legambiente. Al termine questa bellissima esperienza in Italia si iniziava a respirare aria di crisi; così ho deciso di lasciare il belpaese alla volta del Kenya, dove ho iniziato a lavorare nei villaggi turistici come assistente e successivamente come responsabile di un ufficio di safari. Seppure mi occupavo di turismo di massa, ho sempre presentato ai turisti la realtà locale, al di là di quella prettamente turistica, cercando di sensibilizzarli verso un turismo più responsabile.

Come e perché sei arrivata in Olanda e dove esattamente?
A fine 2011, dopo essermi sposata e aver avuto una bimba, insieme a mio marito abbiamo deciso di lasciare il Kenya alla volta dell’Europa. Come prima tappa siamo tornati nelle Marche, dove siamo stati per circa 6 mesi. Ma in quel momento non si riusciva a trovare lavoro e così abbiamo rifatto i bagagli e  siamo partiti verso l’Olanda. Avevo fatto diverse ricerche su internet e sembrava essere un paese accogliente verso gli stranieri e soprattutto con discrete possibilità di lavoro. Inoltre le sue ridotte dimensioni ci avrebbero permesso di cercar lavoro un po’ su tutto il territorio senza troppi problemi. Per il primo periodo ci siamo stabiliti a Leida, grazie alla sua posizione strategica vicino a tutti i grandi centri. Una volta trovato lavoro ci siamo spostati a L’Aia- Den haag- dove è la sede del mio ufficio.

Cosa ti ha spinto a decidere di restare lì (almeno per ora)?
I Paesi Bassi secondo me sono molto accoglienti e soprattutto child friendly: mia figlia sta crescendo poliglotta, e ci sono davvero tantissime attività da svolgere con i figli. Il mio lavoro mi piace e lo stipendio è buono, considerando che ho scelto di lavorare part time 4 giorni alla settimana per stare un po’ con mia figlia. E questo basta a far capire come anche i bisogni delle famiglie qui siano ampliamente ascoltati. Il clima non ci piace, e solo per questo se potessi me ne andrei subito, ma per ora qui stiamo bene.

Senti ci parli un po’ del famoso welfare olandese?
Anche se negli ultimi anni la situazione sta cambiando, il governo aiuta molto la popolazione. È vero che, ad esempio, la sanità è solo privata e abbastanza costosa, ma a seconda del reddito il governo  rimborsa una parte delle spese. La stessa cosa vale per gli asili che sono tutti privati; ma il governo, anche in questo ambito, da sussidi alle famiglie a seconda del loro reddito. In pratica è tutta una questione di sussidi e rimborsi. All’inizio per chi si trasferisce qui è difficile da capire e da seguire, ma ben presto ci si ritrova a richiedere rimborsi per qualsiasi cosa! Anche per gli over 65 le agevolazioni sono tantissime, dai mezzi pubblici gratuiti a interi palazzi con affitti sociali, ovvero molto bassi, costruiti a misura di anziano. L’olandese medio sta bene economicamente e non si fa mancare nulla, e da quanto vedo c’è molta più attenzione per le persone e i propri bisogni rispetto all’Italia.

Com’è la legislazione olandese riguardo al lavoro femminile, in termini di congedo o sussidi?
Le madri sono molto tutelate. Come dicevo prima, è assolutamente normale che una donna con figli lavori part time, dai tre ai quattro giorni a settimana. Per il periodo della maternità le mamme godono solitamente di quattro mesi totali, che possono essere prolungati con una sorta di permesso non retribuito. Questo permesso è usufruibile per diversi anni e può essere anche diluito nel tempo (ad esempio prendendo un giorno alla settimana, come un part time, giorno che viene chiamato anche “il giorno della mamma”) e  che viene concesso anche ai padri. Il governo poi da un sussidio di circa 140 euro ogni tre mesi per ogni figlio e la sanità, per i bambini  e i ragazzi fino 18 anni, è gratuita.

In base alla tua esperienza come racconteresti il mercato del lavoro olandese?
Da quando ho iniziato a lavorare ho visto gente andare e venire di continuo. Qui per chi parla olandese è pieno di opportunità e il mercato è molto dinamico, non statico come in Italia. Gli olandesi non hanno paura di cambiar lavoro; si licenziano da posti fissi per nuovi lavori e altre posizioni senza paura e senza rimorsi. Avere più lavori nel proprio CV è un plus e non è sicuramente penalizzante. Certo per chi non parla olandese e non ha studi specifici alle spalle, la situazione è più difficile ora come ora. Io sono stata fortunata ad aver trovato subito lavoro per un grande Tour Operator, e sono stata assunta principalmente per le mie competenze.

Secondo te quali sono i settori lavorativi in cui potrebbero esserci più possibilità di trovare un lavoro in Olanda?
Alcune professioni come ingegneri, biologi, IT, architetti ad esempio, sono molto ricercate e ben pagate. Se non si hanno particolari qualifiche invece, ma si parlano fluentemente più lingue allora ci sono diverse opportunità nei vari call-centre e customer-service di multinazionali sparsi per tutto il Paese. Molte aziende hanno le loro sedi europee in Olanda quindi, per chi ha specializzazioni tecniche, la ricerca del lavoro può essere molto più facile e di successo rispetto a chi non ha competenze particolari.

Cosa consiglieresti ad un italiano che volesse cercare lavoro lì? Cercare lavoro dall’Italia o direttamente in Olanda?
La cosa migliore è cercarlo direttamente dall’Olanda; il mercato è abbastanza saturo e tantissimi sono i candidati che cercano lavoro, quindi sicuramente chi è già qui parte avvantaggiato. A meno che non si abbia un curriculum eccellente e diversi anni di esperienza in lavori come ad esempio ingegneri o IT specialist allora si può anche provare a cercare dall’Italia: se siete considerati molto qualificati, vi inviteranno per un colloquio.
Per tutti quelli che cercano lavoro da qui è fondamentale avere un curriculum in inglese ben scritto, delle lettere di referenze e iniziare a iscriversi alle offerte delle varie agenzie interinali per chi non parla olandese.

Per quanto riguarda la lingua, dunque, non è sufficiente sapere bene l’inglese?
Dipende dalle competenze. Se si parla bene l’Inglese ma non si hanno studi specifici alle spalle, può essere difficile trovare un lavoro d’ufficio. Anche bar e ristoranti ultimamente chiedono sempre più di sapere l’olandese.

Conosci altri italiani che vivono e lavorano in Olanda e, se sì, cosa fanno?
Si ne conosco diversi. In ufficio da me ad esempio siamo cinque italiani; chi lavora nelle prenotazioni, chi è team leader e chi sta al dipartimento quality. Altri italiani che conosco sono imprenditori, ingegneri, credit controller, c’è chi lavora nelle organizzazioni internazionali, chi fa il cameriere e chi la baby sitter. Noi italiani siamo sempre abbastanza versatili e sappiamo adattarci a tutte le situazioni!

A livello burocratico quali sono le prime cose da fare per avere la residenza in Olanda?
Per prima cposa munirsi di certificati internazionali di nascita ed eventuale matrimonio per la registrazione in Comune. Poi serve un indirizzo, che può essere più o meno provvisiorio ma deve rappresentare la vostra residenza: se è un subaffitto, serve il benestare del padrone di casa, o il contratto di affitto stesso. Con la registrazione verrà poi rilasciato un numero “sociale” chiamato BSN, fondamentale per lavorare, aprire un conto in banca e l’assicurazione. Può sembrare un gatto che si morde la coda, ma senza indirizzo di residenza non viene rilasciato il BSN e senza BSN non si può lavorare e quindi avere un residenza. Ma esistono diverse agenzie che affittano appartamenti anche per brevi periodi, permettendo dunque di fare il primo step in questo nuovo paese e avere la residenza.

Se volete contattare Daniela potete farlo alla mail galluccidany@hotmail.it ma anche seguire il suo blog www.malaikatravel.wordpress.com

Articolo visualizzato 12.930 volte
Condividi questa notizia con i tuoi amici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *