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Cresce l’economia e la competitività della Polonia

L'economia e la competitività della Polonia continuano a crescere. Un andamento che, iniziato qualche anno fa, si conferma in costante aumento

I segni dell’adesione alla UE
I dati sono quelli emersi dall’IMD World Competitiveness Center che disegnano una crescita costante e, soprattutto, sistemica. Per quanto riguarda al competitività la Polonia è salita dal 48° posto del 2004 al 33° del 2013. Una salita considerevole e che viene monitorata sull’arco del decennio di adesione alla UE. Già prima dell’adesione le previsioni per l’economia polacca erano ottimiste. Si riteneva infatti che ci sarebbe stata una inevitabile crescita con un aumento degli investimenti pubblici ed esteri e una conseguente accelerata dei processi di modernizzazione. Il tutto con un effetto a catena su altri investimenti e un aumentata attenzione sulla Polonia da parte dei mercati mondiali.

Andamento migliore del previsto
ma tali analisi si sono rilevate meno azzeccate del previsto, nel senso che l’economia e la competitività della Polonia sono cresciute più del previsto e, ciò che sorprende, in maniera molto più rapida. Infatti, appena entrata nella UE le previsioni di crescita erano sì improntate all’ottimismo ma disegnavano un quadro per cui gli effetti positivi si sarebbero fatti sentire non prima di un periodo oscillante tra i 20 e i 30 anni. La Polonia invece ha messo in campo una serie di modifiche economiche e strutturali i cui effetti si sono fatti sentire molto prima. Certo bisogna considerare la situazione da cui partiva ma, è indubbio, vi è stato subito dopo l’adesione alla UE un repentino salire degli investimenti e dei consumi interni.

Fattori di crescita
Alcuni dei più importanti fattori della crescita dell’economia polacca e della sua competitività sono stati individuati nell’aumento della partecipazione al settore servizi nella crescita del PIL, nel costante miglioramento dello sviluppo tecnologico, nell’aumento dei prodotti della lavorazione industriale; tutte cose che hanno portato, come una calamita, all’incremento degli investimenti esteri con conseguente maggiore coinvolgimento della Polonia nel mercato globale. A questo, secondo molti osservatori, si è aggiunta anche una efficiente struttura finanziaria e bancaria grazie ad una Banca Centrale indipendente e ad una autorità di controllo che ha attenuato quelli che potevano essere i rischi dell’improvvisa libertà nel flusso di capitali.

Conti pubblici
L’economia polacca ha subito, negli anni della crisi, solo un inevitabile rallentamento ma mai, a differenza di altri paesi, una recessione. Grazie anche ad un limitatissimo aumento del costo del lavoro che ha permesso un certo mantenimento di competitività e di crescita controllata dell’inflazione. Questo ha portato con sé anche un miglioramento della credibilità del mercato polacco che si è tradotto in un minore costo per la gestione del debito pubblico. Come riportato da alcune agenzie, tra cui l’ANSA, i tassi di interesse mantengono un livello tale da aiutare la crescita anche grazie ad un minore costo degli investimenti.

Certo non è stata l’adesione alla UE che ha portato automaticamente a questi risultati. Non era scontato che ciò avvenisse. La Polonia ha saputo, diciamo così, approfittare di questa occasione. E i risultati sembrano darle ragione.

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