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Cosa cambia nel welfare in Inghilterra

Da poco più di un anno sono diventate attive alcune norme che modificano radicalmente il welfare in Inghilterra. Vediamone alcune

Da cosa nasce
Era l’aprile del 2013 quando il governo inglese ha fatto entrare in vigore quella che è stata definita una delle più grandi riforme dello stato sociale inglese degli ultimi 60 anni. Nelle intenzioni del governo questa riforma, o insieme di riforme, dovrebbe rendere tasse e sussidi più giusti ed equi. Ma non sono mancate le critiche, anche feroci, ad una “rivoluzione” che vuole riuscire a dare un giro di vite agli assegni di disoccupazione portando non pochi risparmi allo stato. In sostanza lo spauracchio sbandierato dal governo è sempre quello del pericolo che troppi approfittino dei sussidi sulle spalle di chi lavora. Niente di nuovo sotto il sole, dunque, da questo punto di vista. I laburisti hanno fortemente criticato il pacchetto di provvedimenti sottolineando come, dietro la presunta necessità di fare ordine, ci sia in realtà il rischio che, a farne le spese, siano come sempre i meno abbienti e i disabili.

Bedroom tax
Cominciamo con una delle nuove tasse entrate in vigore. La bedroom tax prevede che siano tagliati i sussidi per la casa a coloro che possiedono una stanza in più rispetto a quelle che sarebbero le loro reali necessità. A prima vista potrebbe sembrare un’operazione sensata se non fosse che, a farne le spese sarebbero circa seicentomila famiglie due terzi delle quali hanno, al loro interno un disabile. E per queste famiglie la stanza in più servirebbe proprio per andare incontro a questa esigenza. Lo stato vuole, con questa riforma, “invitare” i cittadini che non ne hanno uno stretto bisogno, ad abitare in case dimensionalmente più adeguate e liberare quelle più grandi per le famiglie più numerose. Con questa riforma lo stato risparmierebbe circa 465 milioni di sterline l’anno.

Assistenza legale gratuita
Un’altra riforma è quella che stabilisce che, da ora, a poter ricevere assistenza legale gratuita siano solo le famiglie con un reddito inferiore alle 32 mila sterline annue. Che non sono poi così tante visto il costo della vita in Inghilterra. E ad esserne colpiti potranno essere molte normalissime persone che, anche con reddito magari di 35000 sterline annue non è che se la passino benissimo. Molte associazioni ritengono che questi tagli riguarderanno principalmente aspetti non certo di esclusiva pertinenza dei ricchi come divorzi, custodia dei figli e cause di lavoro.

Sanità e licenziamenti
Spariscono i Primary Care Trust, cioè quelle strutture pubbliche a cui erano destinati circa l’80% dei fondi pubblici. Questi enti vengono sostituiti da consorzi privati che gestiranno direttamente i fondi statali destinati all’acquisto di farmaci o macchinari. Da dove compreranno ciò che serve? Da qualunque fornitore che, in teoria, dovrebbe rispettare e garantire standard di qualità e prezzi. Ma sarà così? Anche nel settore pubblico cambia qualcosa e cioè quello che riguarda i licenziamenti previsti che porteranno ad un “risparmio” di circa 5 miliardi di sterline. E poi i sussidi verranno gestiti a livello locale e non più dal Dipartimento del Lavoro e delle Pensioni.

Personal Indipendence Payment
Si tratta di un nuovo sistema di calcolo per i sussidi ai disabili. Ora non sarà più il tipo di malattia alla base dell’importo ma il grado di limitazioni e danneggiamenti che questa malattia provoca. E per ottenere questi sussidi non sarà più sufficiente presentare una documentazione scritta ma ci vorranno visite fatte personalmente. Per una serie di motivi fiscali che legheranno questi sussidi all’inflazione si calcola che i quasi 10 milioni di famiglie coinvolte perderanno circa 165 sterline l’anno. E sempre in tema di sussidi è stabilito che nessuno possa ricevere dai servizi sociali più di quello che è il reddito familiare medio in un anno, tolte tasse e assicurazione nazionale. E, mentre il governo sostiene che così circa 7000 famiglie smetteranno di campare con questi soldi, cercandosi un lavoro, c’è chi sostiene che ve ne saranno invece 80000 che non saranno più capaci di pagare l’affitto.

Queste sono alcune delle riforme principali del welfare inglese ed entrate in vigore circa un anno fa. Non se ne parla molto ma nel paese stanno ancora suscitando non poche critiche e discussioni.

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Un Commento

  1. Una riforma interessante, in Italia abbiamo molte agevolazione che vanno a persone non bisognose e che le usano per vivere senza lavorare. Queste persone sono di fatto mantenute con le tasse, esagerate, pagate da quelli che invece lavorano. Una riforma come quella inglese in Italia contribuirebbe a riportare un po’ di giustizia sociale.

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