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Cool Mongolia

Mongolia sempre più cool: turismo, petrolio, crescita. Il paese sta cambiando di corsa. Forse anche troppo

ulan bator

Globalizzazione a tutto spiano
E non è detto che sia positivo. Se da una parte la Mongolia sta scoprendo un lato cool, dall’altra la globalizzazione rischia, come sempre di portare squilibri oltre che vantaggi. L’economia cresce ma, di sicuro, non lo sta facendo gratis. E ancora meno lo farà in futuro quando la colonizzazione straniera e occidentale avrà portato magari benessere ma anche molte storture. Intanto, simbolo di questa globalizzazione, c’è la vera e propria invasione di leader americani della ristorazione veloce come Pizza Hut o Kentucky Fried Chicken. Certo l’aspetto positivo è che se queste aziende hanno aperto qui, un tempo luogo facente parte dell’Impero Sovietico, un motivo ci sarà: la Mongolia è cool, qualcuno ha trovato lavoro e qualcuno ci fa business. ma per ora la crescita non ancora coinvolto la maggioranza della popolazione.

Popolazione giovanissima
Anche questo, di sicuro, è uno dei motivi per cui la Mongolia cresce e cresce anche in fretta. I giovani sembrano non conoscere il passato da cui però, involontariamente, si staccano sempre più nettamente. La popolazione della Mongolia è, per il 45%, sotto i 24 anni e il paese ha un’età media che non arriva ai 30. Forse questo spiega molte cose. E questo sta portando inevitabilmente ad un cambiamento nelle condizioni di vita, stili di vita e aspirazioni. Ora i giovani vogliono altro, case belle e non più le tende dei nomadi che, per secoli, hanno caratterizzato la cultura di questo paese. Almeno questo è quello che si respira i quella che, per ora, è l’unica città a chiamarsi tale e cioè la capitale Ulaan Baator.

La Mongolia sta crescendo, diventa cool ma resta un paese diviso in due, possiamo dire, con due velocità di marcia: quella della città e quella delle steppe. Basta pensare che metà della popolazione vive a Ulaan Baator e il resto tra steppa e deserti. E basta pensare che stiamo parlando di un paese con una vastità che è cinque volte quella dell’Italia ma con una popolazione di solo tre milioni di abitanti. Cifre piccole che, forse, rendono ancora più straniante il cambiamento in atto nel paese. E, ovviamente, il turismo per ora continua a voler visitare i grandi spazi vuoti del paese, senza per ora voler capire cosa sta davvero succedendo.

Grande crescita
Ciò che è innegabile è che la Mongolia ha tassi di crescita stupefacenti, tra i più significativi del mondo intero. Pensate che nel 2011 la crescita è stata di uno strabiliante 17,5% che è diventato “solo” il 12% lo scorso anno. Imprese e investitori hanno capito che la ricchezza della Mongolia è il sottosuolo. Ad accorgersene e ad approfittarne per primi gli australiani che, grazie ad un gruppo di geologi che ha trovato il petrolio, inizierà probabilmente un business  miliardario. C’è chi sostiene che la Mongolia sarà così in grado di produrre oro nero molto più del Qatar. Con quali conseguenze economiche e di lavoro è facilmente immaginabile. E, come spesso accade, crescono anche le miniere illegali di rame e oro.

Ambiguità strategica
Squilibri e costi sociali che il paese, per crescere e diventare sempre più cool, sembra ben contento di pagare. E lo fa con una politica di strategica ambiguità degna dei più raffinati percorsi politici di lunga data: da una parte si fa amare dagli USA inviando militari in Iraq e, dall’altro si riavvicina, piano piano a Cina e Russia, potenti vicini, una volta amici e alleati e ora amati e odiati partner commerciali. Soprattutto la Cina che, in qualche modo è speculare agli USA in termini di globalizzazione e monopolio.

Cool per gli investitori
Finanza, soldi e profitto sono spesso quelle cose che, prima di altre, capiscono le potenzialità di un paese. E per gli investitori stranieri la Mongolia è davvero cool, con i suoi tassi di crescita, liberalismo e situazione politica decisamente stabile. Buoni sembrano anche i rapporti che si sta cercando di costruire tra Italia e Mongolia soprattutto nel distretto industriale di Sainshand, enorme progetto minerario e industriale, in particolare legato alla lavorazione del rame, costruzioni e petrolio. Per molte imprese italiane e lavoratori italiani che volessero lavorare all’estero, le occasioni di lavoro arriveranno da lì.

 

Mongolia
Paese in Asia – La Mongolia è uno stato dell’Asia orientale.

Capitale: Ulan Bator
Area: 1.565.000 km²
Prefisso telefonico nazionale: +976
Popolazione: 2,839 milioni (2013)
Prodotto interno lordo: 11,52 miliardi USD (2013)
Valuta: Tugrik mongolo

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