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Contratti di lavoro negli USA

Ecco un argomento decisamente complesso e delicato: i contratti di lavoro in USA possono sembrare, ad un lavoratore italiano, una vera giungla. In effetti in America ad essere tutelato è il lavoro più che il lavoratore

Continuiamo questa panoramica sui diversi tipi di norme che regolano i rapporti di lavoro nei diversi paesi. Oggi vorremmo parlare dei contratti di lavoro negli USA. E, subito, è bene chiarire che, non solo sono completamente diversi da quelli italiani, ma forse non possono neanche essere definiti dei contratti veri e propri.

A tal proposito può accadere che il datore di lavoro dia al dipendente quello che viene chiamato “employee handbook” una sorta di manuale contenente le principali linee di condotta a cui è tenuto il datore di lavoro stesso. Se pensate di lavorare negli USA è bene ricordare che la prima cosa da sapere e stabilire è se il vostro rapporto di lavoro è di tipo “at-will”. Cosa si nasconde dietro queste due piccole parole? Il fatto, fondamentale, che il rapporto lavorativo possa essere interrotto in qualsiasi momento, senza preavviso e senza quella che da noi viene chiamata giusta causa. Insomma la prima cosa da sapere quando si lavora negli USA è che il lavoratore ha molte meno garanzie e tutele rispetto a quanto avviene in Italia. Rapporti di lavoro meno ingessati, maggiore flessibilità che, però, spesso si traducono in stipendi più alti e in una notevole possibilità di avanzamento di carriera.

Quando si viene scelti da un’azienda spesso il contratto si presenta come quella che viene definita una “offer letter” che, spessissimo, viene ridiscussa e rinegoziata di volta in volta. Scordatevi i nostrani contratti a tempo indeterminato, slegati dai risultati effettivamente ottenuti o dagli obiettivi raggiunti o meno. Negli USA la meritocrazia si rispecchia anche in questo genere di cose: sul piatto della bilancia c’è una maggiore “leggerezza” contrattuale ma anche una maggiore aderenza ai risultati ottenuti.

Spesso negli USA succede che i rapporti di lavoro si basino su consulenze legate ad un progetto particolare. In quei casi aspettatevi che vi venga chiesto di sottoscrivere un accordo di riservatezza. Significa che sarete tenuti a non divulgare informazioni che potrebbero avvantaggiare la concorrenza. Non dimenticate mai che in America non si parla di aziende che lavorano nello stesso campo ma si parla di competitors: e il termine indica da solo quale sia il grado di competitività che caratterizza alcuni business.

Come dicevamo all’inizio la cosa principale che deve essere chiara al dipendente è se il tipo di rapporto di lavoro è o meno “at-will”. Ma un altro aspetto da considerare è che il datore di lavoro negli USA è obbligato per legge ad attenersi ad alcune norme che riguardano le pari opportunità, la non discriminazione e la sicurezza sugli ambienti di lavoro. Nel suddetto employee handbook tutto ciò deve essere chiaramente riportato.

Un altro aspetto in cui i rapporti di lavoro negli USA si differenziano totalmente da quelli italiani è il capitolo ferie. Diciamo che in America non c’è nessuna legge che obbliga il datore di lavoro a garantire le ferie ai propri dipendenti. Di solito vengono accordati quelli che si chiamano PTO, o paid time off: alcuni giorni che il dipendente può usare come ferie o come malattia. Anche in questo caso il fatto che questi giorni vengano o meno usati, non usati e quindi pagati comunque è qualcosa che viene stabilito di volta in volta tra dipendente e datore di lavoro.

Il nostro consiglio, se pensate o se avete l’opportunità di lavorare negli USA, è quello di raccogliere più informazioni possibile riguardo a questo delicato argomento, magari avvalendovi delle indicazioni di uno studio legale specializzato in diritto del lavoro negli Stati Uniti.

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